EgoNomia, Ossi Neri

La finanza è una colossale presa in giro?

In questi tempi vili e dannati si sentono fin troppi Soloni e Cassandre che si stracciano le vesti e si lamentano a gran voce sulle presunte colpe della grande finanza internazionale.

Tutto, secondo questi noiosi profetucoli, sarebbe colpa della finanza.
Le crisi economiche, la disoccupazione, i fallimenti, i suicidi, la criminalità, la corruzione, il prosciugamento dei corsi d’acqua, l’inquinamento dell’aria, la fame nel mondo, il riscaldamento globale. Addirittura, pensate un po’, i continui aumenti delle tasse.

Ora, io non sono qui a difendere la finanza.
Non è il mio ruolo, non ne ho i numeri. Poi, gratis, non scendo nemmeno dal letto.
Però ci terrei a riportare la conversazione su binari più costruttivi.
Forse, è vero, talvolta le manovre della grande finanza internazionale possono effettivamente sembrare delle follie. O delle prese in giro. O delle pure e semplici maialate.

Ma per favore, non parliamo di complotti.
I complotti sono delle cose segrete. Messaggi in codice, frasi iniziatiche, riunioni clandestine, volti coperti, linguaggio cammuffato: cose così.
La finanza, al contrario, è una roba tutta alla luce del sole. I suoi maghi non si nascondono alle telecamere; anzi, ci sorridono dalle copertine e ci appaiono persino più familiari dei prof dei nostri figli o del pensionato sullì’altro lato del pianerottolo.
Sappiamo come si chiamano, come vestono, dove abitano, dove vanno in vacanza, chi trombano: dov’è il complotto?

 
E’ esattamente il contrario: l’intero mondo della finanza è disperatamente proteso verso di noi in un incessante slancio di trasparenza, nel tentativo di farsi capire (e farci capire) sempre meglio.

Sono infiniti i messaggi che la finanza ci lancia, e che spesso non raccogliamo.
Sono incalcolabili i modi in cui cerca di farsi capire, usando un linguaggio chiaro e diretto.
Sono innumerevoli gli indizi disseminati ovunque.
Impossibile ignorarli.

Per cui, vediamone qualcuno.

GordonClown

Partiamo dall’ovvio. L’unità di misura fondamentale dell’economia è il Prodotto Interno Lordo, o PIL. L’hanno già fatto notare altri, ma se si parla di qualcosa che è prodotto internamente ed è lordo (cioè sporco), c’è poco da inventare. Lercio, e creato all’interno: si tratta ovviamente della cacca.
Il PIL, per dirla con raffinato elzeviro, è quindi letteralmente una stronzata.

 
Eppure, per quanto materia fecale, il PIL è pur sempre uno dei numeri prediletti dalle agenzie di rating.
E voi sapete bene cosa sono le agenzie di rating. Sono delle società private che guadagnano soldi sparando giudizi sugli Stati sovrani.
Il che non ha niente di male, in sè. Anch’io lo faccio, e penso lo facciate tutti: la Francia è bella ma i francesi se la tirano, le Maldive sono un paradiso ma non ci vivrei, in Belgio si mangia da schifo, l’Inghilterra ha un clima pietoso, eccetera.

La tragedia è che le agenzie di rating hanno la pretesa di avere ragione, sempre e comunque, anche senza l’obbligo di sostanziare i loro giudizi con qualsivoglia dato oggettivo. Loro dicono: “lo stato X fa pena”, e tutti gli vanno dietro: “Hai sentito? X fa pena. Veloce: ritira gli investimenti, esigi i debiti, tira via di lì le aziende.”
Tragedia nella tragedia, sono gli stessi Stati a credere alle sparate delle agenzie di rating, sentendosi in colpa se vengono bacchettati, e gonfiando il petto tutti contenti se ricevono un “+” di incoraggiamento.

Ora, una delle principali agenzie di rating si chiama Standard & Poor’s, cioè “Normale & Povero”. E quindi non potete stupirvi se per loro è normale ridurvi sul lastrico.

Un’altra molto accreditata, invece, è Moody’s, cioè (leggo sul Collins) “bisbetico, bizzarro, capriccioso”. Insomma, noi tutti, scientemente, affidiamo la valutazione dei popoli e delle nazioni a gente che si autodefinisce “caratteriale”.

La terza agenzia, Fitch, non se la fumava nessuno fino a quando non ha aperto un negozio di felpe a New York con un certo Abercrombie, e da allora è molto di moda. Niente da dire su Abercrombie, tranne che il prefisso “aber” sta per “aberrante”.
Ma se vi piacciono le loro felpe, siamo a posto.

 
Per fortuna non esistono solo le agenzie di rating. Esistono anche organi di controllo.

Il più noto è il FMI, Fondo Monetario Internazionale, la cui capessa è madame Christine Lagarde. Già è una che ha una faccia che io, per dire, non mi sentrei sicuro ad andarci da solo in funivia. Ma poi si chiama anche “La Guardia”, per cui meglio stare in occhio.

In Europa, il presidente della Banca Centrale Europea è Mario Draghi (e il drago, si sa, è un animale archetipamente mite e amichevole), ma fino a poco tempo fa era Jean Claude Trichet. “Trichet” si scrive con la “t” finale ma si pronuncia esattamente come il verbo francese “tricher“, cioè “fregare”.
Quindinon dite che non vi avevano avvertito.

 
Ma ovviamente non possiamo farne una questione soltanto di persone.

Spread è una delle parole più di moda in assoluto dal 2010-2011 (fino alla notte di San Silvestro del 2009, invece, nessuno ne aveva mai sentito parlare).
Ora, provate a digitare “spread” su Google e poi cliccate “immagini”.
Se non avete attivato il filtro antiporno, ne vedrete delle belle.
ATTENZIONE: evitate assolutamente di fare questo esperimento in ufficio, a meno che non facciate di professione il ginecologo.

 
Lo spread, oltre che un modo piuttosto esplicito di mostrare le proprie grazie, è anche il grande tormentone degli operatori di borsa. E gli operatori di borsa, i broker (da non confondere con broken, “falliti”) sono anche loro persone molto amichevoli e dirette.
Quando vi raccontano che il mercato va alla grande (Bull Market), e che occorre tirare fuori i soldi dal materasso per comprare i loro stravaganti prodotti, usano un gesto particolare. Non avendo foto più recenti, riciclo un’immagine già utilizzata per il vecchio articolo Mettere la freccia (senza essere indiani), meravigliosamente accurata:

il-sorpasso copy

Loro lo chiamano il “gesto del toro”. Voi magari lo chiamate “er gesto der cornuto” o “te possino”, ma la sostanza non cambia.
Se il mercato chiama, è così che dobbiamo rispondere. Ce lo dicono loro.

 
In ogni caso, non dimenticate mai che la borsa è una cosa molto seria. E se non ci credete, chiedete a Louis Vuitton.

In Italia, per esempio, l’indice a cui tutti fanno riferimento è il MiB, che immagino voglia dire Milano Borsa.
Il MiB, vinta la repulsione iniziale, è abbastanza semplice da capire: è un numero. Se va su, si stappa lo champagne. Se va giù, arriva una stangata.
Facile.

Per incasinare un po’ le cose, i maghi della finanza hanno dovuto inventare il Fuzzy MiB. Ora, non sono io che me le invento: prendete un vocabolario e vedrete che “fuzzy” vuol dire “vago, indistinto, confuso, incoerente, peloso”.
Ancora, lo vedete, nessun segreto. Sono loro a dirvelo.

 
Insomma, cari amici, abbandoniamo una volta per tutte i nostri pregiudizi.
La finanza non è terra di complotti e cospirazioni.
La finanza non è un’ oscura materia per iniziati.
La finanza vuole che voi capiate.

La Finanza a volte arriva di sopresa nel vostro negozio e vuole vedere gli scontrini, lo so, ma non facciamo confusione: quella è la Finanza delle Fiamme Gialle, non quella di Wall Street. Quella di Wall Street è molto più amichevole ed esplicita. Non è a caso che ha deciso di insediarsi in una strada che si chiama “Via del Muro”: un gesto, appunto di apertura e trasparenza.

I finanzieri, insomma, non vogliono nascondervi nulla, e anzi fanno tutto quello che possono per lanciarvi dei segnali. Chiari, forti, e a volte anche decisamente spiritosi.

Per cui, nessuna scusa.
Sta a voi darvi una svegliata.
 

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Discussione

27 pensieri su “La finanza è una colossale presa in giro?

  1. SPETTACOLARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!SEI SPETTACOLARE!!!!!!!!!!!!

    Mi piace

    Pubblicato da lisa | 26 aprile 2013, 11:29 am
  2. Meriti di ascoltarli il grande BALASSO completamento del tuo solito eccellente post (che noia li fai tutti divertenti e anche gratis :-):-):-):-))
    Con stima in crescita esponenziale Daniela

    Mi piace

    Pubblicato da dani2005dani | 26 aprile 2013, 11:33 am
    • Grazie!! Ho anche questo video ben protetto nell’area più protetta del mio hard disk più inviolabile, ma è sempre una goduria risentirselo.
      Quest’uomo è una meraviglia della natura.
      Se i tizi del piano di sotto traslocano, gli proporrò di trasferirsi qui. 😉

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      Pubblicato da Niarb | 26 aprile 2013, 11:40 am
      • Dani, visto che non bazzichi su Faccialibro ti omaggio con una perla del grande Natalino che ha pubblicato martedì scorso:

        “Una giornata per la Terra e per i restanti 364 giorni possiamo tornare ad essere alieni.”

         


        E poi la sua ultimissima opera imperdibile:
         

        Mi piace

        Pubblicato da Niarb | 26 aprile 2013, 12:19 pm
        • Grazie! Tu continua a mandarmi COMUNQUE da faccialibro, ma l’avevo beccata uguaglio in quantoche sono iscritta a TUTUBO sul suo canale:-)
          Anzi, vai lì e goditi le tre fasi dell’amore :-):-)
          Mi sanguinavano le pupille degli occhi :-):-):-)
          Bastardo tablet aveva già scritto gomiti al posto di GODITI 🙂
          Ah, ne fa altre, aggiunge parole a casaccio mentre scrivi grrrrrrrrrrr

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          Pubblicato da dani2005dani | 26 aprile 2013, 3:22 pm
  3. Tu che sai tutto mi spieghi perché quando scrivo dal coso, dal tablet, questo mi modifica ciò che scrivo subdolamente?
    Io avevo scritto
    MERITI DI ASCOLTARTI IL GRANDE BALASSO A COMPLETAMENTO eccetera
    🙂
    Daniela

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    Pubblicato da dani2005dani | 26 aprile 2013, 11:37 am
  4. Perchè non ci sentiamo?

    Il mio numero all’araba maniera1337042580.

    Marco Sclarandis

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    Pubblicato da sclarandismarco | 26 aprile 2013, 1:32 pm
  5. mi sembrava che il poeta dicesse “reputation is everything” … ma boh. La bieca realtà – secondo me – è che la verità e quello che tu pensi di te coincidono e sono importanti solo finché gli altri non hanno alcuna influenza sulla tua vita. Altrimenti la reputazione conta più della verità. Fa schifo, è stupido e bruto, ma dal cortiletto alle agenzie di rating non mi sembra sia sbagliato affermarlo.

    http://www.brainyquote.com/quotes/keywords/reputation.html

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    Pubblicato da cavallogolooso | 27 aprile 2013, 1:30 am
  6. ti propongo anche questo, che non è niente male: non prenderlo come una cosa “troppo nerd” perché non lo è affatto.

    http://boingboing.net/2012/08/23/civilwar.html

    Per clcune delle sigle trovi veloci riferimenti su wikipedia, ma in generale puoi usare la legge di murphy sugli scritti scientifici… se non sai cosa significa… salta! 😀 cmq : non sono SEMPRE d’accordo con ciò che dice, anzi, in certi casi il suo assunto che “la gente è intelligente” è una cazzata provata con l’esperienza, ma in generale è bene leggerlo e capire verso cosa possiamo andare. Orwell non aveva pensato agli impianti cyber.

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    Pubblicato da cavallogolooso | 27 aprile 2013, 4:39 pm
  7. No, la finanza non è una colossale presa in giro. E’ un roboante clistere, un clisma rettale siffredico, un esproprio aristocratico. Io di soldi in banca ne ho sempre avuti pochi, ma la “finanza”, mascherata da paciosa e sorridente obbligazione con “percentuale minima azionaria”, è sempre riuscita a piluccarmene una consistente fetta. Il gioco sta nel dirti che la percentuale massima è del 20%, poi arbitrariamente la alzo al 50% senza dirti una cippa e polverizzando il tuo capitale, mentre tu, tranquillo, pensi “che fortuna che non investo in azioni”. Poi ti senti dire “beh, cosa pretendevi: con una cedola del 2% pretendevi di salvaguardare il capitale investito senza un minimo rischio?”.
    Allora pensi: “ma se io pago 100 miliardi di interessi sul mio debito pubblico, perché devo sentirmi obbligato a restituire il capitale?” Paghiamo interessi altissimi, perché non lo possiamo mettere noi, per una volta, fra le chiappe delle banche?

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    Pubblicato da Haldeyde | 28 aprile 2013, 9:16 pm
    • Perché le chiappe delle banche sono foderate in oro, e se stringono fa malissimo… 😉

      Mettiamoci insieme, Hal, compriamo della gran terra e via. E se riusciamo a comprarne abbastanza, un domani ci piantiamo su una bandiera e dichiariamo lo scisma dal resto del mondo. Ti piace l’idea?

      Mi piace

      Pubblicato da Niarb | 29 aprile 2013, 4:46 pm
  8. Non vorrei portare una nota di tristezza (dice il cantante brasiliano che ogni tanto si impossessa della mia anima), MAAAAA
    FORSE
    dico FORSE
    sarebbe meglio una fuga da questo Pianeta.

    Peccato che non abbiamo né energia né tecnologia e nemmeno una direziona chiara su dove cavolo sia un altro pianeta…
    Non potendo scappare fisicamente, ultimamente molti furboni proprietari di banche e di multinazionali ci stanno garantendo una fuga virtuale.
    Ovvero loro guadagnano anche dalla nostre aspettative, dalal nostra speranza, dalla nostra fessacchiotteria…

    Come dice IL GRANDE BALASSO, vige la regola del TELE PASS
    che te fai di un telepass se non ci sono code di DISPERATI da superare spernacchiando?

    Il mondo è dei MAGNASCHEI, poi ci sono i POVERACCI e i MOLLICCI, ovvero quelli che credono di essere nel mondo dei magnaschei ma sono solo utili servi…

    Oggi mi sento particolarmente molliccia…puà…

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    Pubblicato da dani2005dani | 29 aprile 2013, 4:55 pm
    • La regola del Telepass… che citazione!
      Comunque, se resti dell’idea che sia ora di cominciare a mettersi nell’ordine di idee di abbandonare il pianeta, puoi prepararti spiritualmente con questo bellissimo documentario del National Geographic Channel, “Evacuate Earth“:

      Da vedere!

      Mi piace

      Pubblicato da Niarb | 12 maggio 2013, 1:49 pm
  9. Grazie, lo farò ….eh eh eh la popolazione umana continua a crescere forse per darsi un FALSO senso di FUTURO…

    Mi piace

    Pubblicato da dani2005dani | 13 maggio 2013, 8:46 am
  10. …the new pope che delusione…anche lui a rompere i peri cotti con il tema dell’aborto e della vita da quando parte eccetera…ma legge solo il FOGLIO di Ferrara il pope?

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    Pubblicato da dani2005dani | 13 maggio 2013, 8:48 am
  11. quando se ne escono con questi termini nuovi, mai sentiti e così odiosi, ecco sono davvero dei furbi che vogliono speculare sulla testa nostra. Odiosi! 😛

    Mi piace

    Pubblicato da amleta | 17 novembre 2013, 3:56 pm
    • E’ vero, però non gli si può negare una certa fantasia. Da Standard & Poor a Moody, da Trichet a Fuzzy MiB: è chiaro, lassù nelle segrete stanze c’è gente magari cinica e spietata, ma innegabilmente dotata di un notevole senso dell’umorismo. 🙂

      Mi piace

      Pubblicato da Niarb | 17 novembre 2013, 11:07 pm

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