Guarda la Luna, Italia bella

Guarda la Luna

E’ con sommo piacere che oggi inauguro una nuova rubrica, “Guarda la Luna”.
No, tranquilli, non è uno sbocco di romanticismo. Nè un omaggio a Galileo, nel 370esimo anniversario della morte, nè a Neil Armstrong, nè a Cher.

Come i più scaltri di voi avranno già intuito, il riferimento è a quell’antico proverbio che immagino tutti conosciate, “Quando il saggio indica a Luna, lo stolto osserva il dito”, che con rara maestria ho voluto immortalare nella foto qui sotto.

Vado volentieri a commentarvela.

Si tratta, evidentemente, di una bella mano. Forte ma non tozza, elegante ma non leziosa, maschia ma non burina, curata ma chiaramente adusa anche a lavori di fatica. Una mano che possiamo immaginare con uguale facilità sfiorare lo schermo di un iPad, far vibrare le corde di una chitarra, accarezzare le gote di una fanciulla, brandire una mazza da hockey, o stritolare un uovo di Fabergé. Anche se stritolare un uovo di Fabergé, dopotutto, non è una di quelle cose per cui si viene tramandati alla posterità come esempi di virile astuzia.

In ogni caso, siete d’accordo con la mia analisi? Sì, no, così così? Coraggio, non esitate a spendervi su questo affascinante argomento! Inviate numerosi i vostri commenti all’indirizzo ufficiorelazioniconilpubblico@governo.it. Siate certi, farete cosa gradita.

 

Il fatto, l’avrete capito, è che con questa cagatina ho già sprecato un bel po’ di righe del blog, e soprattutto del vostro tempo. E in tutto questo tempo, ho parlato solo della mano. Della Luna, mai.

Ecco a cosa miro con questa rubrica.
Scavando tra i reperti dell’Italia del primo Ventunesimo mi sono infatti reso conto di quanto fosse in voga questa usanza, per non dire questa scuola di pensiero, del dito e della Luna.

In quei tempi pirotecnici, si era sommersi da roboanti dichiarazioni da parte dei più svariati personaggi pubblici – politici, opinionisti, calciatori, veline, e compagnia cantante.
E ogni dichiarazione scatenava istantaneamente una ridda di polemiche. (Dio che nervi, le polemiche.) Editoriali infuocati, commenti al vetriolo, manifestazioni di piazza: i bravi italiani non chiedevano di meglio che potersi immediatamente spaccare in fazioni bellicose, agguerrite, rancorose, e accapigliarsi.

Il più delle volte, tuttavia, non ci si rendeva conto che la fatidica dichiarazione, che in sé poteva essere una considerazione intelligente come una vaccata epocale, spesso adombrava dietro di sè una Luna grande e luminosa, che però, nel frastuono dei litigi, non ci si fermava mai ad ammirare.

 
Vado a estrinsecarvi qualche esempio, tratto a caso dai miei reperti fine 2011-inizio 2012:

(1) L’amministratore delegato di una nota azienda automobilistica torinese disse, più o meno: “Lo Stato mi soffoca di tasse e burocrazia, i sindacati mi rendono la vita difficile in tutti i modi, e gli operai le studiano tutte pur di battere la fiacca. Adesso o si fa come dico io o sposto la produzione all’estero”.

(2) Un viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, disse che “chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato”.

(3) Il di lui capo, e quindi il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, disse: “…non [si può] promettere un posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni”.

(4) Un ministro dell’Interno: “Noi italiani siamo fermi al posto fisso, nella stessa città, di fianco a mamma e papà”.

(5) Un presidente del consiglio: “I giovani devono abituarsi all’idea che non lo avranno. Che monotonia il posto fisso, è bello cambiare”.

(6) Un ex-ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, poi, sintetizzò con rara diplomazia i quattro concetti precedenti con lo storico epitteto: “I giovani italiani sono dei bamboccioni”.

(7) Su tutt’altro fronte, un noto attivista genovese disse: “Parlare del diritto alla cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali”.

 

Li avete riconosciuti? Erano naturalmente:

(1) Sergio Marchionne
(2) Michel Martone
(3) Elsa Fornero
(4) Anna Maria Cancellieri
(5) Mario Monti
(6) Renato Brunetta
(7) Beppe Grillo

(Se avete indovinato tutte le domande avete vinto un prosciutto. Se ne avete indovinate da quattro a sei siete un po’ svagatelli. Se ne avete imbroccate tre o meno non avete diritto alla cittadinanza. E in più mi dovete un prosciutto.)

 

Ora, per favore, attenzione. Non sto facendo l’apologia di quei magnifici sette. Non sto dicendo che avessero ragione, e che sono stati male interpretati (questa la diceva un altro, uno dalla statura analoga a quella di mister Numero Sei). Non me ne cale assolutamente un tappo del fatto che avessero ragione da vendere, o torto marcio.

Il punto è che quelle dichiarazioni scatenarono un uragano di polemiche e di prese di posizione, e intasarono trasmissioni televisive, pagine di quotidiani, discussioni da bar e, soprattutto, aule parlamentari, per… NIENTE.

Niente. Cacca. Aria. Zero. Nix. Perché tutto quel blaterare non equivaleva ad altro che discutere del dito. Quello su cui avrebbe avuto senso discutere, invece, sarebbe stata la Luna.

 
Qual’è, la Luna? Presto detto.

Marchionne è un grande manager o un prepotente schiavista? E chissenefrega. Quello su cui ci si sarebbe dovuti concentrare, invece, è il fatto che in quegli anni le attività manifatturiere stavano scomparendo dall’Italia. Quella globalizzazione che, in passato, ci aveva reso ricchi, permettendoci di esportare le nostre merci nei quattro angoli del globo, in quegli anni ci si stava ritorcendo contro. E allora, piuttosto che star lì a disquisire e querelare, ci si sarebbe dovuti più proficuamente occupare di come recuperare competitività, come riconvertirsi, come proteggere milioni di posti di lavoro.

Le sparate da 2 a 6, per quanto odiose, adombravano un altro problema, reale come l’iceberg che affondò il Titanic. I giovani italiani si laureavano in ritardo rispetto ai coetanei del resto del mondo, entravano troppo tardi nel mondo del lavoro, con stipendi troppo bassi, con troppo poche certezze, erano molto meno abituati alla mobilità, spesso dipendevano in modo eccessivo dalla famiglia (per scelta o per necessità), e forse non erano neanche sufficientemente preparati per barcamenarsi nel caos della vita quotidiana ai tempi della crisi.

Pazienza se le frasi potevano suonare grevi od offensive, e pazienza se quelle sentenze erano buttate lì da degli inetti, da dei mascalzoni o da dei privilegiati. Il problema, la Luna, restava.

Anche la frase di Grillo, pur isolata dal suo contesto, avrebbe dovuto far riflettere. Vi pare mai che uno che ha mollato la bella vita del comico di successo per andare a sbattersi sulle piazze in favore dei giovani, degli anziani, dei consumatori, delle vittime della mafia eccetera – vi pare mai che uno così potesse veramente dire che a lui dei figli degli immigrati non gliene fregava niente? La Luna, in questo caso, era ancora più luminosa: occhio gente che in questo momento tutti gli altri problemi passano in secondo piano. Restiamo concentrati sui temi fondamentali, quelli da cui dipende il nostro futuro. Stiamo correndo sull’orlo di un baratro, e se continuiamo a distrarci va a finire che ci caschiamo dentro.

Non perdiamo di vista la Luna.

 

Insomma, miei cari antenati, se vi capita di restar colpiti da qualche frase “forte”, magari buttata lì da uno che vi sta anche un po’ cordialmente sullo stomaco, prima di scatenare il vostro furor civile, fate un respiro profondo, e riflettete. E alzate il naso veso il cielo.

 

Forse, sopra a quel cane che ulula, oltre quel dito che indica, c’è una grande, incombente, terribile, Luna.


 


P.S. Se siete arrivati a leggere fin qua, forse state pensando “Ah sì, ma a me non capita. Io non abbocco, non ci casco in questi giochetti. So leggere tra le righe, io.”

 

Ecco, se pensate così, se vi ritenete degli infallibili osservatori di Lune, state in occhio: la fregatura è sempre in agguato dietro l’angolo.
Ad esempio, la Luna della fotografia in testa a questo articolo non era una Luna.
Era un pezzo di formaggio (gruviera, credo). Preso da questa foto:

 

 

E ora OK, potete anche cominciare a odiarmi. 😉

 

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Discussione

10 pensieri su “Guarda la Luna

  1. Caro gemello Astrale che vivi nel Futuro (la VERA GLACIAZIONE) che dire…ho indovinato TUTTO!
    I magnifici sette (facile), l’Ottavo nano (Facilissimo) e il Formaggio…E se togli i peli dal polso direi che la mano è la mia… Bello, come l’hai dipinta questa continua capacità di perdere di vista l’essenziale, di essere patologicamente soggettivi e permalosi, autoreferenziali, facili alla presa per il culto…SISISISISISISISISISI hai colto una TIPICA NATURA CONTEMPORANEA, il presunto furbo, l’arrabbiato di default, colui che NON ci sta.
    Io per lavoro e per natura tento di non guardarmi come un metro di giudizio ASSOLUTO ma di estrinsecare e oggettivizzare quanto più possibile, sapendo che la natura umana (facile alla persuasione e soprattutto con grevi tendenze a NON PENSARE PERCHE’ COSTA FATICA) tende a semplificare, a chiudersi in se stessa.
    Nel mio MITICO BLOG ho scritto su questo ma con pretese intellettualoidi…(ah ah ah).
    ecco qui l’INDIRIS
    SE VUVVULè…
    et voilà….LE STRONZATE….

    http://blog-condiviso.blogspot.it/2010/01/stronzate.html

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    Pubblicato da dani2005dani | 25 giugno 2012, 12:20 pm
  2. Se ho capito il comprensibile: non c’è rosa senza spina, ma pure: anche se c’è la spina può essere che manchi la corrente.
    Una ulteriore osservazione.
    Lo spettacolo dell’eclisse di Sole avviene per una rara coincidenza fra le dimensioni dei tre corpi celeste interessati
    e le loro reciproche distanze, che bisogna ricordarlo non sono da sempre state le stesse.
    Per un’altra rara concidenza, la Luna rivolge a noi sempre la stessa faccia, a causa della raggiunta sincronia dei periodi di rotazione e rivoluzione tra Luna e Terra.
    Agatha Christie riteneva che tre indizi facessero una prova.
    Tre coincidenze che cosa fanno?
    Una ovvietà lapalissiana, naturalmente.
    Qual’è allora la terza coincidenza che riguarda noi e la Luna?
    Forse è che da quando siamo riusciti a vederne la faccia nascosta, o il didietro, e poco dopo siamo anche riusciti a
    farci una passeggiata, ci siamo resi conto che proprio l’insieme dei mezzi che ci hanno permesso questa mitica impresa, potevano portarci alla nostra scomparsa dalla faccia della Terra.
    Ma il mistero per cui il più delle volte e più della metà della gente, quando un indice indica la Luna è questo dito a catturare l’interesse, regna sovrano.
    Forse bisognerebbe adoperare due pollici e vedere che cosa succede.

    Non di penne e di piume
    non d’ali e di code
    nè di vista d’altissimo acume
    siamo fatti e tanto ci rode
    ciononostante siamo planati
    come ippogrifi sopra Selene
    e lì non trovammo che polvere e pietre
    neanche alito che fiocco sostiene
    nessun senno di poi
    di prima o perduto
    ma in cielo la Terra
    di struggente splendore
    che passero aquila o condor
    ardirebbero mai d’ammirare
    siamo più che gabbiani
    gazze oche ed aironi
    siamo chimere tarpate
    capaci di immolarci in picchiata
    verso la prima stella sorgente
    per questo soffriamo
    di lancinante dolore
    fatevi avanti marziani ed alieni
    abbiamo bisogno di stringere mani
    più strane di quelle che abbiamo
    il privilegio d’essere unici e soli
    sta diventando troppo oneroso.

    un saluto, Marco Sclarandis

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    Pubblicato da sclarandis | 26 giugno 2012, 9:53 am
    • Messere, la vostra incontinenza creativa è per me fonte di delizia e sorpresa, con un pizzico di costernazione dovuta al fatto che spesso mi lascia, come si suol dire, con la proverbiale espressione facciale della mucca al passar del treno.
      I tre indizi che argomentate mi sbalordiscono e mi avviluppano in un batuffolo di gioia postmoderna – la rosa giù di watt, ad esempio: che immagine! Che potenza! So unplugged!
      Le acrobazie astronomiche che suggerite mi saranno senz’altro luce e guida in un prossimo venturo post – tale è la loro portata, e le loro potenziali implicazioni. La mia Luna lattiero-casearia non mirava a tanto – al massimo, una veloce rivisitazione dei lemmi di Keplero. Chi glielo avesse mai detto, mentre era sotto i ferri di GimpPhoto (la Luna, non Keplero), che avrebbe scatenato un siffatto afflato poetico!
      Tra parentesi, cioè (qui), la poesia è davvero sublime. Non ho ben capito cosa volessero fare gli ippogrifi addosso a Selene, ma c’è da capirli. La signorina non sarà un modello di virtù, ma ha un suo perché.
      Vi ringrazio ancora, messere, per aver ingentilito queste pagine prosaiche e mondane con la vostra arte raffinata.
      Ch’essa possa ancora aspergere il sottoscritto e i suoi virtuali compagni di viaggio con la sua grazia, elevandoci un po’ dal bitume della decadenza quotidiana di questi anni balzani.

      Mi piace

      Pubblicato da Niarb | 27 giugno 2012, 1:22 am
  3. io ho visto solo e subito il formaggio 🙂 e riguardo al quiz ti devo un prosciutto!
    ricordo i BEI TEMPI in cui Google Earth (google moon) zoomando al massimo faceva la stessa cosa. Ma non lo fa più 😦
    Riguardo a ciò che dici, credo che il contenitore e il contenuto non si possano discostare troppo.

    Esempio: Il ministro che parlava dei bamboccioni non era solo irrispettoso: ciò che i ragazzi trentenni fanno oggi le aziende lo fanno con le proprie sedi: riducono i soldi “razionalizzando le risorse” : dove mangiano in 3 mangiano in 4 e invece di pagare 4 affitti ne paghi uno. E perché accade? Perché tutto costa troppo ecc ecc ecc.
    Questo è parlare della luna, partendo anche dal dito … outsourcing, spending review … tutte queste belle cose quando parli della tua casa non sono assurde: un ragazzo senza lavoro con zero prospettive di averne uno decente, è necessariamente un senzapalle se non esce di casa? E’ laureato con 110 e lode e gli diamo del coglione se non se ne va di casa con le tasche vuote e senza un lavoro, magari per andare in una fabbrica dove il suo studiare si rinsecchirà e si tramuterà in uno spreco nel passato dei suoi genitori?

    Ecc ecc.

    L’offensività del mezzo e del modo non sta solo nel contenitore: intrinsecamente legato a quel dito c’è il modo di trattare la luna in rapporto con gli interlocutori: menefreghismo, disprezzo, soluzioni inesistenti, irreali, che si applicano solo “agli altri” … disumanità … eccetera.
    Perché chi facilmente ti da del bamboccione lo fa da un certo punto … è il classico granchio che vuol far camminare dritto il figlio: ovvio che offenda, ma non perché è “solo” scortese, ma perché ti mette al mondo capace di andare storto e ti chiede di andare dritto.

    Parliamo della luna, dunque. Chi ne parlò? Chi diede soluzioni non ascoltate? Non è che forse, tra chi non li ascoltò, ci fu chi parlò e magari furono proprio quei “puntatori di dito” verso quella luna che altri trattavano in modo tale da poterne parlare e non in modo da rendere il dialogo impossibile e lontano? Nemici dei propri simili, dei concittadini, delle persone comuni con i piedi e la testa in un territorio, non in una stock option, in un terziario avanzato volatile dove le competenze di ieri si spengono come una lampadina ma per accenderle nella tua testa serve un impegno che esula da quello impiegato durante il lavoro stesso?

    C’entra niente ma: visto le puntate di Wallace e Gromit che vanno sulla luna a mangiarne un po’ con i cracker? 😉

    Mi piace

    Pubblicato da cavallogolooso | 26 giugno 2012, 3:53 pm
    • Per il prosciutto non ti preoccupare: visto che ne devo uno io a Daniela, mettetevi direttamente d’accordo tra voi, per me va bene.

      E poi, vedi, non c’è pezza. Stiamo dicendo le stesse cose.
      Il fatto che i ragazzi italiani siano intrappolati in una sorta di miope postadolescenza forzosa non è semplicemente triste, o ingiusto, o vergognoso. E’ un suicidio nazionale.
      Un Paese che non investe tutto il possibile sulle nuove generazioni è un Paese che gliela ha data su. E allora mi piacerebbe che si facesse meno attenzione ai contenitori e alla loro volgarità od offensività. Vorrei che gli invitati ai talk show discutessero del problema vero, non di chi l’ha tirato fuori. Vorrei che ne analizzassero i perché e i percome, e cercassero di capire che cosa ci manca per diventare una nazione adulta.
      Vorrei che per il leggendario “uomo della strada” diventasse una priorità la condizione psicofisica di quelle persone che, domani, ci dovranno amministrare e curare, di quelli che ci dovranno pagare la pensione (ah ah ah), che piloteranno gli aerei su cui viaggeremo e costruiranno i ponti che potremmo dover attraversare. Vorrei che incominciassimo a sbattercene delle pubalgie dei centravanti e degli alzheimer delle rockstar al tramonto, e che ci concentrassimo sul costruire una generazione di vincenti.

      L’oggi, ormai, ce lo siamo giocato. Abbiamo esportato e svenduto tutto quello che potevamo, e adesso quello che avanza ce lo cartolarizzerà il buon Marione. Ma almeno la prossima generazione, zio papero, almeno quella cerchiamo di tenercela cara.

      Wallace e Gromit: mi mancano, cercherò su TuTubo. Ciao!

      (Ehi, mi è piaciuto il tuo commento!)

      Mi piace

      Pubblicato da Niarb | 27 giugno 2012, 1:24 am
      • hai fatto bene a specificare sul finale!! 😀
        io però non sono uno da “vincenti” … se continuamo a seguire il sistema evolutivo non faremo che massacrarci all’infinito, seguendo un sistema che il caso ha reso vincente fino a generare noi … ma come il meccanismo della paura (che ti faceva scattare veloce, alleggerirti e raffreddarti durante una fuga da un grosso predatore e oggi ti mette nel panico con una difficoltà od uccide folle in un cinema che prende fuoco) … così quello della legge del più forte non mi pare un metodo meraviglioso.
        Sarà che sono un debole 🙂

        Mi piace

        Pubblicato da cavallogolooso | 28 giugno 2012, 8:23 am
  4. Ah-ha! So quanto sia volgare farlo, ma se parli di paura mi autocito subito (poi, in futuro, eventualmente mi autotarzanerò pure): Figli di un dio fifone. Abbine pietà, è uno scritto giovanile.

    Riguardo all’arretratezza culturale della legge del più forte, oggi non è proprio il giorno in cui parlarne. Non dopo che le agenzie giornalistiche di tutto il mondo hanno diffuso la foto qui a lato… 😉

    Mi piace

    Pubblicato da Niarb | 29 giugno 2012, 2:38 pm
  5. Oggi sono così un fiume in piena. Oggi, presa da tristezza ed eccessiva consapevolezza di come stanno le cose in questo pianeta, a causa dell’homo sapiens sapiens, ho inviato un sms a 10/12 tra amici conoscenti e parenti. E mi sono limitata a quelli “attenti” e sono tutte persone degnissime, oneste, sincere e intelligenti.
    L’sms era questo:
    “Come vedi ci hanno regalato BEN due contentini: una inutile vittoria agli europei (ci guadagnano solo quei ricchi viziati avidi ignoranti di calciatori) e una FALSA pseudo vittoria con la Merkel che al chiuso delle sue stanze sta ridendo come una matta alla faccia di Lady Gaga Mario Monti. Intanto Obama si sta preparando per far fuori l’Europa. Dal 17 giugno ha chiesto a tutti gli operatori finanziari statunitensi di portare i soldi fuori dall’Europa. Ma questo non l’ha detto nessuno, hanno solo detto che il 17 giugno Obama non ha voluto vedere i “leader” europei. Siamo in guerra ma non servono armi letali fisiche. Bastano dei CLICK su un terminale di un PC. E intanto il pianeta Terra si sta ribellando a 150 anni di sfruttamento energetico fossile (carbone, petrolio, gas) con un inequivocabile riscaldamento climatico globale. E noi, anziché prendere contatto con la Terra e tra di noi homo sapiens, siamo sempre più spinti nel precipizio dell’egoistica volontà di soldi e potere. Siamo vicini al punto di non ritorno ma come sul Titanic ignoriamo l’esistenza del resto del Mondo e coliamo a picco bevendo champagne e ballando walzer riccamente agghindati. E accettiamo che capitan Schettino ci guidi verso uno scoglio.”
    AZZ, dirai tu, ma che lungo e che tremendo…
    Il 50% dei miei amici/conoscenti/parenti non ha nemmeno risposto. Saranno in altre vicende affaccendati, sempre sul Titanic.
    L’altro 50% ha dato risposte di vario tipo. Chi solo dicendo “terrificante”, chi argomentando (della serie “come sei nera, Mario Monti invece ci salverà” e che ringrazio per il tentativo di salvarmi dall’eccesso di sfiducia), chi detestando il risveglio e obbligandosi a mangiare cioccolato e bere vino per tirarsi su, chi, impegnato a credere in un partito bollito, legge solo la parte che gli interessa (quella del calcio sprecone) e non va oltre, chi seriamente preso dal godersi la colata a picco del Titanic (pensando di non poterci fare nulla) e quindi trova un contentino anche nella tartaruga di Balotelli, chi perduto nella personale visione miope (crede alla finanza, gioca nel mercato secondario) mi da della filosofa e parla d’altro. E così via, solo l’argomentatore ha avuto la pazienza e la bontà di leggere tutto l’sms, gli altri solo la parte che gli interessa. Ma questo è l’atteggiamento in generale, credo, dicono che nessuno riesca a stare attento per più di 20 minuti…credo di averli superati…

    Mi piace

    Pubblicato da dani2005dani | 29 giugno 2012, 4:41 pm

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