Italia bella

Cosce bollenti e il Mistero delle Tre Materie Mancanti

Alezzia Marcussi, seminuda, aprì la porta e mi pennellò addosso uno dei suoi leggendari sguardi slacciabottoni.
“Non ho ancora suonato,” feci notare.
“Si vede che ho un sesto senso,” sussurrò lei, facendomi cenno di entrare.

Cosce bollentiNon me lo feci ripetere, e mi fiondai dentro. Lei chiuse la porta e si adagiò mollemente sul divano.
“Perché tu?” le chiesi.
“Perché se ti avesse aperto la porta chi avevi in mente tu – Margherita Hack o la Gabanelli – avrebbero già smesso tutti di leggere questo post.”

 
Mi voltai, colpevole, verso di voi. È vero. Scusatemi. Vi ho preso in giro.
 

“Veramente mi sarei accontentato della ministra dell’Istruzione, quella morettina niente male…” replicai.
“Sei pazzo? È vilipendio allo Stato.”
“Allora l’ex-ministra, quella con i capelli rossi…” tentai.
“Sè, buonasera. Altro bell’esempio di ingarref.”
“Che sarebbe?”
“‘Influencer’ alla rovescia. Coraggio,” riprese Alezzia, indicandomi una poltrona e stiracchiandosi voluttuosa “mettiti lì e vuota il sacco.”

Mi sedetti, e alla vista di lei che accavallava le gambe in un turbinare di lingerie, per un istante ammetto che persi il filo. Di bava.

“È la scuola,” riuscii infine a buttar fuori “la scuola. Così com’è non ha senso, non potrà mai funzionare.”
“Dici le lezioni via internet? Boh, a me non pare una cattiva idea. Almeno così non possono menare i professori.”
“Ma no, parlavo di contenuti. Sono i contenuti che non vanno.”
“Oddio, un’altra riforma,” sospirò allora lei, senza nemmeno provare a nascondere la delusione.
“No, non proprio una riforma,” precisai. “Diciamo piuttosto… una specie di integrazione.”
“Oh, emozionante. Forza, vieni al sodo,” disse, improvvisamente seduta, e nell’atto di indossare una vestaglia.

Cercai di prendere coraggio.
“È che, così com’è, alla scuola manca un pezzo,” iniziai “Cioè, tre pezzi, per la precisione.”
“Non ti seguo,” disse lei “e mi annoio. Spiegati, e fallo in fretta.”
“Tutti quei ragazzi… passano anni a studiare un mucchio di materie: matematica, letteratura, storia, geografia…” dissi “E poi, quando alla fine entrano nel mondo reale, salta fuori che non sono davvero pronti.”
“Ma pensa,” disse lei, sarcastica.
Proseguii: “Sono ingenui, sprovveduti, disinformati. Hanno la testa piena di nozioni, ma non sanno niente di quello che serve davvero per stare al mondo. E quindi, prima o poi, la pagano. Presto o tardi, la vita gli rifila qualche terrificante fregatura.”
“Addirittura,” fece lei “Non ti sembra di esagerare?”
“Niente affatto. Li fregano i partiti, lo Stato, la chiesa, il datore di lavoro, i medici, i sindacati, gli avvocati, il fisco, le banche, le assicurazioni. Li fregano le multinazionali, i produttori di farmaci, i militari, le sfogline, i venditori di automobili, le compagnie telefoniche. Li fregano persino televisione e giornali, pensa te.”
“Beh, suppongo che faccia parte di quello che si definisce ‘fare esperienza’,’” disse Alezzia, raddrizzandosi un’autoreggente. “Perché, tu cosa avresti in mente?”

“Io credo,” tentai allora, deglutendo rumorosamente “che sia un dovere civile prepararli in modo adeguato. La scuola è maestra di vita, si diceva una volta. Bisogna che la scuola li prepari a vivere”.
“Senti bello, te l’ho già detto,” fece lei “Se sei venuto qui per parlare di riforme, hai pestato due etti di stracchino.”
“Nessuna riforma,” assicurai “soltanto un ritocchino al programma.”
“Ma che ritocchino. L’Isola dei Famosi va benissimo com’è. Magari più telecamere nelle docce.”
“Io dicevo al programma scolastico.”
“Ah, quello.”
“Basterebbero tre materie in più,” dissi “solo tre. Obbligatorie per tutti, dalle elementari alla laurea.”
“Internet, impresa e inglese?” azzardò lei.
“E dài Alezzia, son passati trent’anni.”
“Allora botulino, selfie, tatuaggio?” riprovò.
“Ancora acqua, “risposi “Quello che ho in mente io è Salute, Società, Soldi”.

La prorompente showgirl mi scoccò uno sguardo allarmato, ma prima che riuscisse a spalancare del tutto quel suo splendido canotto, mi affrettai a spiegare.

 
Per Salute intendo fisiologia di base, elementi di medicina generale, e pillole di pronto soccorso. Come funziona il nostro corpo, cosa occorre sapere sul metabolismo, cosa fare quando si sta male, come comportarsi in caso di incidente. E poi cosa mangiare e cosa no, quale attività fisica fa bene e quale è meglio evitare. Il punto di vista della scienza ufficiale su diete, omeopatia, yoga, grassi, fumo e fiori di Bach.

Per Società intendo quella che una volta si chiamava “Educazione Civica”, che poi sarebbe un’infarinatura generale sul significato di democrazia, una carrellata su quali sono davvero i nostri doveri, e i nostri diritti. Cosa c’è scritto nella Costituzione, nei trattati di Lisbona, di Nizza e di Maastricht. E poi cosa dicono alcune delle leggi fondamentali che regolano la nostra esistenza: pillole di codice civile, codice penale, leggi sul lavoro, sulla privacy, sul condominio, sui diritti d’autore.

E infine Soldi, cioè funzionamento delle banche, delle finanziarie, e di tutto quello che ha a che vedere col risparmio. Come si chiede un prestito, cosa occorre sapere per stipulare un mutuo, come funziona un fondo di investimento, che cos’è un’obbligazione, come si investe con un ETF, quanto si rischia con le azioni e con i titoli di stato, e insomma cosa bisogna fare per evitare di trovarsi sotto un ponte dopo una vita di lavoro e sacrifici.”

 
Dopo un minuto di silenziosa perplessità, la lungocosciuta scosse la chioma: “Salute, Società, Soldi,” disse “Le tre Esse. Boh, non mi convince. Io sto benissimo a fare quello che faccio. Non ho nessuna voglia di trasformarmi in un medico, un avvocato e un commercialista.”

“Neanch’io ho voglia di diventare un meccanico, un ingegnere o uno chef” risposi. “Ma prima di poter usare un’automobile, devo passare un esame per dimostrare che sono in grado di guidarla. Se compro una lavatrice, pretendo che mi diano il manuale d’uso. E se compro una merendina, voglio poter leggere sulla confezione quello che ci mettono dentro.
Nessuno vuole sostituirsi agli esperti, Alezzia. È che dobbiamo essere all’altezza perlomeno di capire quello che dicono. Altrimenti rischiamo di confonderli con i ciarlatani.”

“Sì, vabbé, ma chi ha il tempo di studiare tutta questa roba?”
“Il tempo? Abbiamo tutta la vita.

Occorre capirne di Salute perché, dopotutto, passiamo tutta la vita dentro al nostro corpo, e non ha senso che siano le riviste della parrucchiera, le pubblicità televisive e le comari dal pizzicagnolo a doverci spiegare come funziona.

Occorre capirne di Società perché, dopotutto, passiamo tutta la vita dentro alla nostra società, e come animali nella savana dobbiamo sapere con esattezza come muoverci, cosa fare, cosa evitare, e perché. Non possiamo lasciare il nostro avvenire in mano ad avvocati senza scrupoli, mentitori catodici e sentenze capricciose.

E occorre capirne di Soldi perché, dopotutto, passiamo tutta la vita a farci un mazzo così per guadagnare qualcosa, e poi affidiamo spensieratamente tutto a banche, fondi o promotori che con i nostri sudati risparmi fanno cose a volte stupide, a volte illegali, e a volte entrambe. E che oltretutto, per questo privilegio si aspettano pure di essere pagati.

 
Capisci, Alezzia?
Cerchiamo soluzioni ai nostri malanni sulle riviste del parrucchiere
Regaliamo il nostro voto a gente che ci ha già mentito e derubato in passato
Applaudiamo soloni che si appropriano dei nostri diritti
Accettiamo istituzioni che ci spingono a lavorare sempre più, per poi lasciarci in tasca sempre meno
Affidiamo i nostri risparmi a organizzazioni costruite appositamente per fregarci
Permettiamo che la nostra società precipiti verso l’abbandono, il degrado e l’insicurezza
E accettiamo con rassegnazione termodinamica che debbano essere proprio i più corrotti, o i più incapaci, o ambo le cose, gli unici predestinati a governarci.”

La succulenta showgirl mi stava guardando come si guarda un coleottero che sbuca fuori dall’ultima cucchiaiata di crème brulée, ma la mia arringa era ormai alla fine.

“Siamo talmente ignoranti, Alezzia, che prendiamo sul serio l’omeopatia, le obbligazioni subordinate, e la democrazia parlamentare.
Senza capire che è nostro diritto aspettarci qualcosa di diverso.”

aricosce bollenti

 
La provocante filuccona si alzò, si assestò il décolleté e mosse qualche passo enfatizzato da ventotto centimetri di tacco – a totale beneficio dei miei pensieri, che di colpo si fecero vaporosi e rarefatti.
Passiamo tutta la vita dentro al nostro corpo, mi ripetei. Peccato non passarne di più nel corpo di certi altri.

Ancheggiando, si chinò panoramicamente su una scrivania, raccolse qualcosa, armeggiò, poi tornò a voltarsi verso di me.
Ora sfoggiava grossi occhiali di tartaruga, una matita rossa e blu dietro l’orecchio, e aveva in mano una campanella. Che fece suonare a lungo, e fastidiosamente.

“Basta così,” disse, con aria severa, “cattivo cattivo bambino. Adesso basta con questi bruttissimi pensieri.
La ricreazione è finita. Smettila con le tue strambe pensate, e l’ascia la squola a chi è più imparato.

Prendi la tua tisanuccia isotonica drenante, acquista il derivato, firma la liberatoria, applaudi l’assessore, e torna a lavorare.

Che, a giudicare dall’Auditel, andiamo già alla grande anche così.”

 


 
Per le immagini: tutto ‘flour of my sack’, tranne il bastone di Esculapio, simpaticamente prelevato da Academy Artworks
 

Discussione

6 pensieri su “Cosce bollenti e il Mistero delle Tre Materie Mancanti

  1. Ciao Niarb. Hai ragione. Una idea di come potrebbe essere spiegata la ESSE di Salute è dell’eccellente dottor Carlo Alberto Zaccagna, 82 anni meravigliosamente portati.

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da dani2005dani | 27 marzo 2020, 7:01 pm
  2. Davvero straordinario. E trasuda ragione quando dice che si dovrebbe sfruttare questo momento di “attenzione” (uhm uhm) verso la medicina per fare un po’ di vera educazione sanitaria.

    Molto interessante anche la faccenda degli oli essenziali di propoli e incenso. Ma queste cose perché non me le devo sentire buttate addosso dalla TV e dagli altri media??

    Grazie Dani!
    Ah, P.S. La citazione latina finale è un vero bijoux…

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da niarb | 28 marzo 2020, 3:31 pm
    • Ci hanno messo zucchero dappertutto, perché è meglio di una droga. Nelle bevande, nei junk food, nei cibi precotti. Cosa fa lo zucchero? Rasa i batteri buoni, i probiotici. È come stare senza difese.

      Piace a 1 persona

      Pubblicato da dani2005dani | 28 marzo 2020, 3:58 pm
      • Che qualcuno mi dica tutto quello che posso fare di buono per i miei batteri probiotici e, perbacco, lo farò!
        In attesa di prescrizioni più autorevoli, cercherò di tenerli vivi e in salute con dosi mirate di salsiccia, formaggi e pastasciutta. Spero gradiranno.

        Piace a 1 persona

        Pubblicato da niarb | 28 marzo 2020, 4:42 pm
  3. Straordinario pezzo, un’amarezza e una frustrazione palpabile, Alezzia musa.

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da bluenyx | 2 agosto 2020, 12:22 pm
    • Accidenti, lo sapevo. Volevo a tutti i costi caramellare con il mio strabordante ottimismo una storiella edificante e costruttiva sulla scuola, e invece trac, bluff scoperto alla prima mano.
      Non è neanche servito arruolare quella stragnocca dell’Alezzia per distrarti.
      Si vede che il mio strabordante ottimismo è ancora in lockdown… 😉

      (A proposito di lockdown, è buffo che questo pistolotto sia stato scritto mesi prima che si cominciasse a farneticare di banchi con le rotelle e aule divise in cubicoli di plexiglas. Avrei avuto altri interessanti spunti di conversazione con la soubrettona….)

      "Mi piace"

      Pubblicato da niarb | 3 agosto 2020, 9:52 pm

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