Italia bella

Una botta di attualità

Lo so, lo so, lo so.
Vorreste dirmi che questa è una grave infrazione al codice dell’Afterfinduspensiero.
Parlare di cronaca? Commentare l’attualità?
Decisamente, non è merce per queste pagine.

Ma questo non è un commento politico. E’ un commento estetico.
Un appunto ontologico, un tridente sofistico, un bignami della Repubblica del Cabaret.
Per cui siate indulgenti, e non chiedetemi di decadere dalla mia carica.

nonsenepuopiu


1.

Il Presidente del Consiglio sul raddrizzamento della Costa Concordia: “Un grande momento di orgoglio italiano“.

Vero. Un nanerottolo italiano arruffone e mato per la mona l’ha fatta schiantare.
Un’equipe internazionale guidata da un sudafricano l’ha tirata su.
Per cui, mentre gli stranieri gonfiano i cassoni di galleggiamento, gli italiani si gonfino pure il petto di legittimo orgoglio.

2.

I trentacinque saggi nominati dal governo per fare proposte (per l’appunto) sagge, sono emersi dal loro ritiro al mare con la brillante idea di affidare la pesca a una commissione bicamerale di quaranta saggi.

Dal che si desume (evviva) che, alla faccia dell’entropia, la saggezza in Italia cresce continuamente.

3.

Il vicepresidente della Commissione europea dice: “L’Italia è come la Ferrari.”

Vero. Per farla vincere, servirebbe un tedesco a guidarla.

 


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Discussione

10 pensieri su “Una botta di attualità

  1. Neppure una parolina sull’altro nano arruffone, mato per la mona, che ha fatto schiantare una barca ancora più grossa con noi sopra e che oggi tuona contro la sinistra, dimenticandosi che ci sta governando (parola impegnativa) insieme da mesi ed inciuciandobicameralizzando da vent’anni?
    Ce la metto io: suca.

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    Pubblicato da Haldeyde | 18 settembre 2013, 9:10 pm
  2. Certo che nessuno, come gli italiani é capace di infangare il proprio passato per meglio denigrare il presente. Tutti i popoli hanno avuto uomini mediocri e momenti infelici. Basta pensare a: Stalin, Hitler, Pol-pot, Mao, Vichy, Franco, Menghistu, Idi Amin Dada, Papa Doc (Duvalier), ….
    La differenza é che gli altri cercano di farseli perdonare, parlandone il meno possibile, noi li sventoliamo come bandiere.
    Come diceva viman, niente di meglio che denigrare il passato per rendere accettabili: un presente mediocre e un avvenire di m…a.
    Perché non sento mai nessuno parlare di: Dante, d’Annunzio, Cesare, Leonardo, Leopardi, Scipione Africano, Verdi, Fermi, Salgari, il Duca degli Abruzzi, Nobile, Giotto, Colombo, Vespucci, e tanti altri ?
    Siamo un popolo di: pizzaioli, navigatori, poeti, geni e pirla. Curiosamente, con una protervia che oltrepassa l’autolesionismo per rasentare il masochismo, parliamo soltanto dei pirla.
    Biancaneve, é meglio lasciarla dormire, se si sveglia in Italia, si immola con il fuoco in piazza del Duomo.
    Perdona lo sfogo, divino niarb, mi é scappato.

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    Pubblicato da viman | 28 settembre 2013, 12:23 am
    • Adoro essere riportato sui binari del buon senso.
      Viman, hai talmente tanta ragione che se aver ragione fosse un coro d’angeli, qui ci sarebbero abbastanza decibel da rovesciare tre concerti dei Metallica e un’acciaieria della Thyssen-Krupp.

      L’autolesionismo è un esercizio sterile e ampiamente inflazionato. Non serve a niente, e getta soltanto benzina sul fuoco della rabbia individuale.

      Potrei dire che, a piccole dosi, ha un valore terapeutico – come quei posti New Age in cui ti spingono a strillare a pieni polmoni per scaricare le tue ansie. Potrei dire che è uno sfogo innocuo, una specie di rutto intellettuale.

      Ma proprio ieri mi sono grattato con tanta furia un piccolo prurito che è uscito il sangue e adesso mi tocca andare in giro con un brutto cerotto. Quando ho scritto quelle righe avevo solo voglia di buttar giù tre rapide battute. Facilotte, tra l’altro. Lo sapevo, e infatti me ne sono scusato in anticipo, nella premessa e nel riassunto.

      Lasciamo la satira a chi ha voglia e tempo per farla. Non è la missione di Afterfindus.
      A me piace raccontare storie. Possibilmente, che facciano riflettere.
      Grazie per avermi riportato con le suole per terra. 🙂

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      Pubblicato da Niarb | 29 settembre 2013, 2:23 pm
      • Niarb, Uno e Trino (mi é venuto così perché avevo finito tutti gli altri aggettivi magniloquenti)
        Prendere o’ lasciare, no ho ancora smaltito gli ultimi fusi orari e la fantasia perde colpi.

        Cosa vuoi farci, la gente é corta di spirito e la critica é più facile dell’elogio.
        Fortunatamente non é il tuo caso. Sia lode al Signore, sempre sia lodato. Amen.

        Vedi, la maggioranza delle persone teme ed odia la morte.
        Effettivamente, bisogna ammettere che essa é: stupida, insensata ed a volte, crudele.

        Tuttavia, la nascita é infinitamente più perversa, basta pensarci un po’, un feto che non sapeva neppure di esistere si ritrova sparato: in un luogo sconosciuto, trà gente sconosciuta, con un ignoto destino, per un tempo indeterminato.
        Neppure se ti promettono la Playmate di agosto nuda legata a un palo accetti un tale contratto, quì, invece sei nato e non hai scelta. Capito l’antifona?

        Ecco, si da il caso che, senza chiedermi il permesso, uno spermatozoo italiano finisse in un ovulo italiano che dopo nove mesi di intenso lavoro sfornava un feto in una clinica italiana. Così, senza averci messo del mio, mi sono ritrovato ad essere compaesano di: Leonardo, Manzoni, Dante, Colombo, Michelangelo e tanti altri, trà i quali un certo Mussolini.

        Sulle prime uno si illude che essere governato da una banda di cretini sia il giusto prezzo da pagare per godere del privilegio di aver cotanti antenati.
        Cosa vuoi che sia una “convergenza parallela” in confronto alla cappella Sistina ?
        Invece nò, di vent’anni sbagliati si faceva gran vanto mentre i più pensavano che Pigafetta fosse un campione di tennis! Duemila anni di storia che ha forgiato l’umanità e manco una parola.

        Allora, vien voglia di andare a vedere per Il Mondo se pure gli altri godono a sputare controvento. Brutta bestia il Mondo: un cileno é un cileno, un francese é un francese, un americano é un gringo e un italiano uno spaghetti.
        Quello che é peggio, é che se cerchi di difenderti ti sbattono in faccia: films, saggi ed articoli di giornale ove da De Sica a Moravia e da Pasolini a Verdone, gli italiani sono ladri di biciclette, magliari o’ imbroglioni.

        È difficile far passare il messaggio che un Paese che detiene il 60% di tutti i beni artistici e culturali della Terra non può essere popolato da soli buffoni quando i suoi stessi cittadini si trattano da ladri di biciclette.

        Tutto questo, per dire che insultare un italiano é facile come fregare una foglia di scarola a un millepiedi e gli altri ne approfittano, eccome se ne approfittano.

        Non é un bel vivere, meno male che abbiamo l’ironia che ci permette d’ingoiare un’incudine con il caffelatte e di conservare il buonumore durante tutto il giorno.

        Grazie per l’ospitalità.

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        Pubblicato da viman | 29 settembre 2013, 11:50 pm
        • Purtroppo non ricordo neanch’io come si comportò Pigafetta in Coppa Davis.
          Ma forse andò proprio come dici tu: in finale, con un match point a disposizione, sbagliò una volée facilissima e insomma, fece proprio una cappella sistina.

          Per quel poco che ho avuto modo di osservare io nel corso delle mie peregrinazioni terrene, ciascun paese di questo pianeta (ehi, siamo tutti sulla Terra, giusto?) ha di noi un’immagine ben precisa. Solo che di paesi ce n’è un discreto numero, per cui non ne emerge una sola immagine monolitica dell’Italia, ma almeno tre. E piuttosto discordanti tra loro.

          1. Italiani = mafia-pizza-mandolino-mamma (grazie Elio). Cioè disonesti, casinari, casinisti, furbetti, bulletti. La classica visione autolesion-neorealista.
          2. Italiani = Rinascimento Boys: raffinati, colti, buongustai, maestri del “savoir vivre”, alfieri del buon gusto, dell’arte, e della moda.
          3. Italiani = Eroi: quelli che alla faccia di una classe politica che pare uscita da un incubo di Tolkien, di un malcostume diffuso e soffocante, di istituzioni invisibili, e di una criminalità vile e inesorabile, alla faccia di tutto si alzano presto la mattina, si spaccano la schiena e riescono comunque a concepire e creare cose che destano ovunque stupore e ammirazione.
            Senza naturalmente dimenticare mai la famiglia, il campanile natìo, e la chiesa che c’è sotto.

           
          Quale di queste tre visioni è quella predominante nel globo terracqueo?
          Quale la più realistica? Quale la più superata?

          Ai poster (e alle gigantografie) l’ardua sentenza.

           
          Per me è già abbastanza difficile capire, Viman, perché mai qualcuno dovrebbe rifiutare la Playmate di agosto nuda legata a un palo.

          (…Ah già, Italiani = sessuofili: stavo dimenticando lo stereotipo più scontato!) 🙂

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          Pubblicato da Niarb | 3 ottobre 2013, 2:27 pm
          • Orca miseria, quali sono i Paesi che ci vedono come “Rinascimento boys”? Vuol dire che li ho mancati. Dammi i nomi e ci vado anche con le scarpe piene di ghiaia.

            Che se ne fa uno di una Playmate se lei é a Biarritz e lui nasce in un sobborgo di Banda Aceh e dopo due giorni viene spazzato via da uno tsunami ?

            Quando nasce, nessuno sà quello che l’aspetta, come, dove e per quanto tempo. Potrebbe nascere gay o’ diventarlo, essere investito da un torpedone prima delle pubertà, cieco e non trovare il palo, impotente. Nel 40% dei casi, la Playmate finirebbe per dover rosicchiare il palo.

            Per questo dicevo che nascere rappresenta un rischio più perfido che morire.

            Comunque, per noi ormai é fatta.

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            Pubblicato da viman | 3 ottobre 2013, 6:29 pm
          • Il mito dell'”Italian Lifestyle” è molto forte nei paesi del nord Europa (Scandinavia soprattutto), ma anche sulle due coste USA e, mi dicono, negli Emirati.

            Si dice “italiano” per dire Ferrari-Versace-Firenze-Chianti-Fellini-Pavarotti-Tagliatelle-Sofialoren, per significare uno stile di vita mitico che in tanti ci invidiano (anche perché non conoscono quello reale neanche un po’).
            Suppongo che anche i pastori d’Arcadia si spaccassero la schiena come tutti gli altri pastori, sudassero, avessero le mani sozze di merda di capra e che le loro donne avessero altro da fare che zompettare per i boschi in desabiléè. Eppure, dici “Arcadia”, e tutti dicono “oooh”.

            Per l’Italia è uguale. In città a migliaia di chilometri dallo Stivale gente colta e benvestita frequenta locali addobbati con tricolori e foto di Venezia, ascolta opera lirica, discute della bellezza di Panarea al tramonto, va a vedere film in cui ricche ereditiere o vecchi scrittori americani si ritirano in rustici casali toscani, e legge riviste ultrapatinate tipo quella qui sotto.

            In tanti, alle mie solite e prevedibili lamentazioni, hanno risposto: “Sì, voi vi lamentate tanto però poi avete l’aperitivo, la costiera amalfitana, la Vespa, siete eleganti e sapete vivere”.
            Quindi non serve la ghiaia nelle scarpe.
            Servono semplicemente gli occhiali della lontananza, della scarsa conoscenza, del marketing, e della voglia di sognare.

            Mi piace

            Pubblicato da Niarb | 6 ottobre 2013, 6:25 pm

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