Italia bella, Mappamondo

Le sette verze del colonnello

Probabilmente non lo sapete, ma qui nel futuro post-glaciazione a volte ci si annoia. Niente più Festival di Sanremo, né X-Factor, né notte degli Oscar, né campionato di calcio. Siamo troppo pochi, e troppo impegnati a sopravvivere.

Così, un po’ per mantenere viva la fiamma del glorioso spirito competitivo umano, un po’ per sopperire alla mancanza di TV, ci siamo inventati il Campionato Mondiale delle Figure di Verza. E’ un gioco molto in voga tra noi storici. Purtroppo non ho mai vinto, ma quest’anno ho un poderoso asso nella manica.

Un reperto freschissimo.
Una serie di foto.
Queste.

The Puppet Show

 
Terribili, eh? Fanno venire in mente le immortali parole che Enrico Lucci delle Iene rivolse a Marta Marzotto: “C’hai tante rughe che per levarte il cappello te lo devi svità.
Eppure, sono proprio fotografie. Non fotogrammi di “Facce di Gomma” (antica versione horror del Muppet Show), né un incubo di Madame Tussauds, né un fumetto Marvel photoshoppato male.

E’ il ricordo (purtroppo indelebile) di una spettacolare figurona di verza del nostro amato paese nei confronti della Libia.
Anzi, di almeno sette figure di verza.

Con un arsenale così, capirete, non posso perdere.

cariini
 
La storia dei rapporti tra noi e la Libia, infatti, non è tra le più edificanti.
Abbiamo cominciato noi. Li abbiamo invasi nel lontano 1911 per nessun motivo particolare, se non perché l’allora presidente del consiglio Giovanni Giolitti era innervosito dal fatto che la Francia si stesse accaparrando tutta sola i pezzi d’Africa più interessanti. L’occupazione durò fino al 1943, e costò migliaia di morti ad ambo le parti (soprattutto la loro).

Nel 1956 l’Italia e il Regno Unito di Libia conclusero un trattato con il quale l’Italia cedeva tutte le infrastrutture costruite dagli italiani in Libia e ripagava i danni dell’occupazione. E già qui, Figura di Verza n. 1: nessuna altra potenza coloniale è mai stata costretta a pagare danni di guerra. Scurdammoce ‘o passato è infatti la dottrina internazionale vigente.

Sembrava finita lì, e invece nel 1969 il giovane briccone Muhammar Gheddafi prende il potere con un colpo di stato e riapre il contenzioso con l’Italia sul passato coloniale.
Anno dopo anno, Gheddafi avanza sempre nuove pretese, e i vari governi italiani, sempre contraddistinti da un’interpretazione del tutto particolare del concetto di “avere le palle”, un po’ alla volta cominciano a cedere. Il punto di svolta si ha nel 1998, quando l’Italia decide che forse, beh, sì, ma dài, occhei, d’accordo: siccome siamo stati abbastanza tonni da cedere la prima volta, tutto sommato non c’è niente di eccessivamente vergognoso nel farsi spremere un altro po’.

Questa poderosa dimostrazione di insicurezza internazionale (valevole come Figura di Verza n. 2), passa alla storia come accordo Dini-Mountasser, e molti libici sono ancora lì che ridono.

 
Poi però le cose si mettono ad andare per le lunghe. Ti costruisco un ospedale, no voglio anche una strada, va bene ti faccio la strada, sì ma la voglio più lunga, occhei vada per la stramaledetta strada, sì ma non basta mettici anche un aeroporto, e molti aerei, no gli aerei no, sì gli aerei sì, va bene ma pochi, no molti e anche nuovi e con su delle hostess strafighe, e non dimentiare i salatini nelle sale di attesa, eccetera.

Nel 2001 ci si rende quindi conto che è il caso di chiudere in tempi rapidi la vertenza. Si comincia a vaneggiare di un “gesto simbolico”, poi ribattezzato atrocemente “Grande gesto”. Dell’ombrello? Non proprio.

Il 28 ottobre 2003 va in scena il primo incontro ufficiale tra il capo del governo Silvio Burlesquoni ed il colonnello Gheddafi. Burlesquoni mette sul tavolo un ospedale oncologico (naturalmente con infermiere strafighe e salatini nelle sale di attesa), ma il leader libico rilancia ed esige la famosa autostrada litoranea, dal confine tunisino a quello egiziano: un gingillo dal costo stimato tra 1,5 e 6 miliardi di euro (a seconda del progetto).
Burlesquoni non contropropone, come sarebbe stato ovvio, da 1,5 a 6 miliardi di calci in culo, ma sfoggia uno dei suoi memorabili sorrisi e prende tempo.

Nel dicembre 2004 un incontro tecnico finisce senza risultati, perché l’Italia non si dimostra in grado di assicurare l’impegno politico a finanziare il progetto. Pensa un po’: salvati dal fatto di essere dei cialtroni casinisti.

Ma la love story tra i due raìs continua, senza tanta pubblicità e serenamente nascosta all’attenzione pubblica dal silenzio dei mezzi di comunicazione. Tant’è che lo stesso anno, nel corso di una visita in Libia di Burlesquoni, a sorpresa Gheddafi afferma che da quel momento il 7 ottobre non sarà più celebrato in Libia come il “Giorno della Vendetta”, bensì come il “Giorno dell’Amicizia” tra i due Stati. Un bel ribaltone.

Sulla stessa onda, il 30 agosto 2008 Gheddafi e Burlesquoni firmano un trattato di Amicizia e Cooperazione nella città di Bengasi (noto oggi come Figura di Verza n. 3). In base al trattato, l’Italia pagherà la bellezza di 5 miliardi di dollari alla Libia come compensazione per l’occupazione militare. E, naturalmente, costruirà i 2.000 chilometri di autostrada, per la modica cifra di 3,5 miliardi di euro.
Non si capisce perché, nell’euforia del momento, non siano stati stanziati un paio di altri milioncini per tappare anche i buchi sulla Salerno-Reggio Calabria. Ma tant’è.

 
pciu pciuE finalmente, per la gioia di noi amanti del trash, cominciano le leggendarie visite di Gheddafi in Italia del 2009 e 2010, che accorpiamo tutte insieme in una spettacolare Figurona di Verza n. 4 di portata intergalattica.

Infatti le gite a Roma del leader libico non assomigliano affatto alle classiche visite diplomatiche degli altri capi di stato. Gheddafi si presenta scortato da trenta cavalieri su purosangue arabi e un plotone di soldatesse con occhiali da sole e mimetica attillata, e i nostri governanti lo omaggiano con inchini fantozziani e baciamano al limite del lascivo.

Per sollazzare Gheddafi, quei pistoloni dei contribuenti italiani devono pure pagare una tenda beduina di dimensioni faraoniche nel centro della Città Eterna per lui e tutta la troupe.
E poi, naturalmente, vagonate di gnocca.

Perché quanto alla gnocca, i due vecchie mandrilli si intendono alla grande. Come si dice sulle sponde del Piave, “mato par la mona, più mato dei cavai”.
Il mandrillo libico impone infatti come conditio sine qua non della sua visita la presenza di una ricca rappresentanza femminea, cosa che fa sciogliere in un brodo di giuggiole il mandrillo italiano. Almeno su questo, l’intesa tra i due paesi è esemplare: il 16 novembre 2009 Gheddafi tiene una lezione su Islam e Corano a circa 200 ragazze, che, conformemente alle sue specifiche, sono rigorosamente “belle, eleganti, sotto i 35 anni e alte almeno 1 metro e 70”.

La cosa lo diverte talmente tanto che il 29 agosto 2010 tocca replicare, questa volta con addirittura 500 ragazze, tre delle quali poi vogliono strafare e si convertono all’Islam.
Forse non ci crederete, ma in entrambi le occasioni centinaia di ragazze – evidentemente non abbastanza gnocche, o eleganti, o giovani, o alte – protestano sentitamente per l’esclusione dalla baldoria.

Il resto del mondo, manco a dirlo, ci ride in faccia. Se volete farvi quattro risate anche voi, andatevi a leggere questo pimpante articolo del Guardian.

italiby
 
Bene, abbiamo chiamato tutto questo circo togno Figura di Verza n. 4. Ma è già ora di passare oltre.

Il Trattato di Bengasi prevedeva che Italia e Libia non potessero farsi guerra, e nemmeno consentire che venissero commessi atti ostili contro l’altro a partire dal proprio territorio.
Nel 2011 però i venti di protesta della “Primavera Araba” toccano la Libia. Gheddafi reagisce alle proteste di piazza con una ferocia inusitata, e la situazione degenera immediatamente in guerra civile.

Il mondo occidentale condanna unanimamente la violenza del regime, e chiede l’immediata cessazione della repressione.
Unica eccezione, l’Italia. Il presidente Burlesquoni, a cui viene chiesto dalla comunità internazionale di prendere posizione, dichiara di non voler contattare Gheddafi “per non disturbarlo”.
E, signori, questa è una dimostrazione di grande amicizia, o perlomeno di estrema educazione.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini tira fuori gli attributi e dà la spalla al suo boss affermando che l’Unione Europea “non deve interferire nei processi di transizione in corso nel mondo arabo cercando di esportare il proprio modello di democrazia”.

L’Unione Europea, invece, ritiene che la cosa migliore da esportare nel mondo arabo sia proprio Frattini. Dopo essere stato appeso per le orecchie in sala mensa al Consiglio Europeo per gli Affari Esteri, Frattini cambia improvvisamente idea e si allinea al resto d’Europa. Burlesquoni, serafico, salta il fosso e definisce “inaccettabili” gli attacchi militari sui dimostranti.

 
Vedete, il fatto è che noialtri ormai siamo assuefatti ai “non mi avevate capito”, “sono stato male interpretato”, ed “è ovvio che stavo scherzando”. La stampa, i politici e l’opinione pubblica estera, invece, no. La diplomazia italiana viene quindi ufficialmente definita “schizofrenica“, e per fugare ogni dubbio sulla diagnosi i nostri geniali statisti si esibiscono in un memorabile discorso ufficiale conciliatorio verso i regimi arabi, a cui segue immediata la firma del documento internazionale di condanna. E se tutto questo non vale come Figura di Verza n. 5, ditemi voi.

Da quel momento (febbraio 2011) vari esponenti governativi, tra cui Ignazio La Russa e lo stesso Frattini, annunciano la sospensione de facto del trattato, ma esperti di diritto internazionale sostengono che una sospensione unilaterale è contraria al diritto dei trattati. Ci sarebbe da assegnare anche qui una Figura di Verza ai nostri giuristi, ma non vorrei strafare.

Insomma, l’Italia partecipa all’operazione militare contro Gheddafi “Odyssey Dawn” mettendo a disposizione delle forze ONU sette basi militari e otto aerei. E questo neanche un anno dopo la tenda beduina, le hostess, i baciamano, e il trattato di amicizia.

L’ambasciata italiana a Tripoli viene chiusa, e la protezione degli interessi italiani in Libia viene affidata (pensa te) all’ambasciata turca. Ai turchi! Noi, da soli, non ce la possiamo proprio fare.
Vedetela come vi pare: io qui la Figura di Verza n. 6 ce la devo piazzare d’ufficio.

 
Ma 7 è il numero magico. E per la Figura di Verza n. 7 dobbiamo tornare alla visita di Gheddafi del 10 giugno 2009, e alle foto in testa a questo articolo.

In occasione del suo arrivo trionfale a Fiumicino, Gheddafi non si accontenta di avere Silvio (e tutto il governo) piegato a squadretta a piluccargli gli anelli e a rifilargli le hostess.

Gheddafi con fotoA ulteriore sberleffo, si presenta con la foto di un uomo appuntata al petto.
Un uomo sconfitto, ferito e incatenato, ritratto in mezzo ai suoi catturatori in alta uniforme che sorridono soddisfatti.

Io fino a poco tempo fa non sapevo chi fosse quell’uomo. Non lo sapevo, perché i libri di storia italiani glissano elegantemente sull’argomento. E glissano perché la storia che c’è dietro dovrebbe farci arrossire di vergona.

 
L’uomo in questione è (era) Omar Al-Mukhtar, eroe della resistenza anti-italiana in Libia all’epoca in cui “Faccetta nera” spopolava nella hit parade.

 
Ai tempi dell’occupazione fascista, le truppe del generale Rodolfo Graziani fecero il bello e il cattivo tempo in Tripolitania, ma in Cirenaica si trovarono a sostenere un duro scontro con la sparuta resistenza libica guidata da Al-Mukhtar. Gli italiani, come è noto “brava gente”, non si fecero troppi problemi a dare alle fiamme interi villaggi, bombardare le oasi, impiegare gas letali ed altre armi chimiche, avvelenare pozzi di acqua potabile, giustiziare migliaia di resistenti, deportare più di 100.000 libici in campi di concentramento e a compiere altre porcate assortite. I libici si batterono con coraggio, ma furono alla fine sconfitti dagli invasori in camicia nera, molto più numerosi e dotati di armi tecnologicamente più avanzate.

Omar al-MukhtarOmar Al-Mukhtar fu un valoroso e leale combattente a cui gli italiani, dopo la cattura, avrebbero dovuto rendere l’onore delle armi.
E invece il generale Graziani, in arte “il macellaio”, si mise in tasca qualsiasi idea di umanità e cavalleria, e d’accordo con Badoglio trattò lo sconfitto come un criminale e un traditore, gli negò lo status di prigioniero di guerra, lo condannò con un processo farsa e lo fece impiccare il 16 settembre 1931 nel campo di concentramento di Soluch, in Cirenaica.
E si preoccupò di farlo, a titolo di esempio, di fronte a tutti i libici che gli riuscì di rastrellare.

 
Nel 1979 Gheddafi stanziò 50 miliardi di dollari per realizzare un film su Al-Mukhtar e la resistenza libica: “The Lion of the desert” (Il leone del deserto, 1981), con Anthony Quinn nella parte di Al-Mukhtar. Il film è stato proiettato in tutto il mondo, curiosamente però non in Italia, dove ancora oggi pare non sia entrato nella normale distribuzione cinematografica perché “lesivo della dignità nazionale” e “lesivo dell’onore dell’esercito italiano”. Codina di paglia, eh?

 
E allora Gheddafi, nella visita del 2009, se lo attaccò al petto, e ce lo sbattè in faccia
E noi lì a sorridere e a inchinarci.

 
Come finisce questa storia, lo sapete.
Neanche due anni dopo i sorrisi e gli inchini, l’abbiamo bombardato.
Però tranquilli: non è stato di certo a causa dell’affronto della foto di Al-Mukhtar.
E’ che noi siamo fatti così. Ci piace fare amicizia con i dittatori stranieri. Fino a che, un giorno, cambiamo idea.

E allora, da quel giorno, all’ex-amico tiriamo le bombe.

Mentre su di noi
(chissà come, chissà perché)
Piovono verze.

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Discussione

8 pensieri su “Le sette verze del colonnello

  1. Visto che ti rompi le palle nel post disgelo (quindi tra 100.000 anni perchè per adesso il problema non è il gelo ma IL RISCALDAMENTO GLOBALE legato al CAMBIAMENTO CLIMATICO ANTROPOGENICO) fai spesso questi autentici capolavori di ANTIBERLUSCONISMO, perchè il verzaiolo con il culo degli altri (gli italiani per chi non capisse) nonostante ANCHE LA CASSAZIONE L’ABBIA CONDANNATO, fa la vittima, trova sponda nel PD (partito democristiano risorto…è sparita la ESSE ma non il principio) e CAZZAROLA se si facessero adesso le elezioni andrebbe su di SEI PUNTI SEI…

    Il fatto è che conosco gente che LO VOTA E LO STRAVOTA E LO RIVOTEREBBE ANCHE ALL’INFERNO, ma sono dei MINUS HABENS…se gli spari c’è il vuoto pneumatico nel cervello…MA VOTANO, questo è il problema…gente che piscia controvento, votando colui che glielo mette…tu sai dove… (sparita l’IMU? un ca**o, si chiamerà SERVICE TAX – noi italioti siamo dei creatori di nomi incredibili – e già da quest’anno, per non far pagare l’IMU a Brunetta, redditi sotto i 27.000 e i 54.000 SI TROVERANNO DA 200 A 400 EURI da pagare in più…e la service tax la pagheranno anche gli inquilini….rubare ai poveri per dare ai ricchi, il motto di renatino e danielina).

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    Pubblicato da dani2005dani | 4 settembre 2013, 1:20 pm
    • Centomila anni, uau, come vola il tempo.
      Sì, ricordo di aver letto che all’inizio c’era questa faccenda del riscaldamento globale. Ma poi quando si sono sciolti per bene i ghiacci polari e tutta quell’acqua fredda ha bloccato la Corrente del Golfo, è stato allora che da queste bande la temperatura è crollata e ha cominciato a nevicare. E ha nevicato, nevicato, nevicato ininterrottamente per mesi, forse per anni, fino a quando non c’è stato più niente nell’atmosfera da far nevicare, ed è tornato a splendere il sole.
      Sul ghiaccio.

      Almeno, credo che sia andata così.
      In ogni caso, a distanza di tanto tempo, è ovvio che non me ne importi più di tanto di addossare colpe e responsabilità a un antico leader o a un altro. Visti da qui, le differenze tra l’uno e l’altro sono davvero indistinguibili.

      E poi, come ho già detto in questo vecchio pistolotto, per quanto mi riguarda distinguere centrodestra da centrosinistra è come sforzarsi di tracciare una linea nella scodella che separi la zuppa dal pan bagnato.

      Tanto più che tra gli attori di questa penosa vicenda, oltre a Burlesquoni, ci sono Dini, Giolitti, e a completare il cerchio una manciata dei soliti pupazzetti rosso pallido.
      È l’Italia il problema. È l’ignoranza, il pressapochismo, il provincialismo, lo spirito miope, furbetto e arraffone che contraddistingue la nostra genía quello che, secondo me, esce prepotente dal racconto dei rapporti con la Libia.

      Poi, se la gente ama passare la vita a votare personaggi che commettono sistematicamente ingiustizie e cretinate, e si lamenta, ma poi torna a votarli, allora non sono i politici i problema.
      Sono tutti gli altri.
      😉

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      Pubblicato da Niarb | 6 settembre 2013, 1:18 pm
      • Certo, il trucco di stare al freddo per scrivere in modo distaccato è eccellente. E concordo con te, la colpa (ma non stiamo dicendo anche delle lievi banalità, non trovi?) è anche di una pseudo sinistra che con il suo senso di superiorità e il suo buonismo inutile ha permesso che Berlusconi dilagasse, ampliando di brutto la MUTAZIONE GENETICA ITALICA, in atto dalla fine della seconda guerra mondiale. Se vuoi, se hai voglia, leggiti SCRITTI CORSARI di Pier Paolo Pasolini, mio corregionale, unico grande intellettuale italiano degli ultimi due secoli, ucciso non certo perchè gay (ma se senti parlare di PPP è perlopiù perchè era gay, dimostrando in che punto basso siamo scesi), ma perchè con una visione talmente lucida e onesta del Futuro che dava fastidio. TANTO. Un libro densissimo, da leggere e rileggere. Scritto 40 anni fa eppure così attuale, tragicamente attuale, perchè se qualcuno l’aveva capito, qualcun’altro aveva capito che bisognava fermare colui che aveva capito e stava diffondendo la comprensione.

        Sul RISCALDAMENTO GLOBALE so che sai (vedasi tua maglietta con grafico da “Limits to the growth”), so che il tuo è un gioco letterario, necessario per cercare la maggiore obiettività possibile, e so che quasi tutti quelli che leggono il tuo blog, sanno.

        Ma meglio ripetere.

        La questione è durissima.
        Il 20% totale dell’acqua dolce mondiale passa dall’Amazzonia che sta soffrendo SICCITA’.
        Dal 2010, a causa dello scioglimento dell’Artico il cui ghiaccio contiene idrati di metano, sono stati rilevati pennacchi di metano (un gas serra 25 volte più pericoloso del biossido di carbonio) alti fino a un chilometro e la temperatura del Pianeta GLOBALE per poco tempo, un paio di settimane o un mese, si è alzata di 2 gradi centigradi. Adesso siamo a +0.74 per essere precisi.

        Il PERMIANO è vicino, altro che gelo. Che poi, dopo il Permiano, il Pianeta si assesti, e superato l’empasse antropogenico, riprenda il suo corso verso una nuova era glaciale, non so, potrebbe o forse no, che ne so, non sono mica una muffa o un lichene o una pietruzza geologicamente resistente.

        Di sicuro una guerra in Siria (dove non c’è un fico secco, ma da dove agli USA occorre posizionarsi per accapparsi IRAN, il suo petrolio e la sua posizione geografica, molto interessante dal punto di vista energetico, rompendo le scatole a russi e cinesi), non è un buon auspicio. Lì tutti hanno armi nucleari in mano, e se scatta la follia siamo fregati tutti i sette miliardi del Pianeta azzurro.

        Scusa se nel precedente commento ho detto cose troppo puntuali, troppo da cronaca dell’altro ieri, come l’IMU.
        Come vedi sono tornata ai miei pallosissimi standard globali.
        🙂

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        Pubblicato da dani2005dani | 6 settembre 2013, 2:00 pm
  2. Il rapporto Berlusca-Gheddafi ha molto solleticato il mio palato in passato fra il 2009 e il 2011. Sul mio blog digiti “Gheddafi” e trovi un sacco di vignettine interessanti. Una piccola selezione:

     
     

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    Pubblicato da Haldeyde | 4 settembre 2013, 9:36 pm
    • Le conosco, e le adoro. E per questo mi sono permesso di sostituire agli aridi link una miniatura, già bella così ma pur sempre cliccabile, per chi desiderasse ammirarle in tutto il loro fulgore.
      E SO che sarete migliaia e migliaia, a cliccarle! Vero??
      Grandissimo Haldeyde!

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      Pubblicato da Niarb | 5 settembre 2013, 2:40 pm
  3. Sono senza parole…..

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    Pubblicato da Haldeyde | 5 settembre 2013, 9:56 pm
  4. Essenzialmente la Libia è stata e rimane il nostro miglior fornitore di petrolio. Quello buono. Non lamentiamoci: grazie a loro abbiamo viaggiato in automobile per cinquant’anni!

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    Pubblicato da fausto | 5 ottobre 2013, 11:59 am
    • Non solo.

      La Libia ci ha rifornito anche di gas naturale, con il quale ci siamo riscaldati, abbiamo cotto la pasta e abbiamo fatto tante altre belle cose. Senza il fastidio di doversi dare da fare per definire una politica energetica nazionale: ci sono i libici, checcefrega?

      In più, Gheddafi ci ha anche tenuto alla larga i barconi degli immigranti africani rispedendo a casa (o meglio, al creatore) quelli che tentavano di prendere il mare dalle sue coste (un buon 50% del totale degli emigranti africani).
      Non è un caso che, dal giorno della sua caduta, siano misteriosamente ripresi gli sbarchi a Lampedusa.

      E’ esattamente per questi tre motivi che il Colonello ha potuto permettersi di fare lo sbruffone con le autorità italiane, ed è per questi tre motivi che gli abbiamo tenuto bordone fino a quando il resto della comunità internazionale non ne ha avuto abbastanza e ci ha imposto di saltare il fosso.

      E noi, sempre obbedienti, ohp!

      Fausto, grazie del contributo!

      Mi piace

      Pubblicato da Niarb | 6 ottobre 2013, 6:20 pm

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