Italia bella, Mappamondo

Il formaggio della Farnesina

Quando ero piccolo, ma piccolo, ma proprio piccolo piccolo (così piccolo, per capirci, che per grattare la pancia ai vermi dovevo arrampicarmi su uno sgabello), ho scritto un racconto.

La trama era questa. In un paese non meglio specificato, pieno di ladri e di imbroglioni, i governanti decidono di applicare le leggi con metodo e giustizia.
Uno dopo l’altro, tutti i criminali vengono prelevati e messi in prigione. Tutti, senza eccezioni.
(Ehi, ero piccolo, eh?)

Passa il tempo, e il numero delle persone in prigione aumenta vertiginosamente. Dopo un tot di anni, i governanti si rendono conto che quasi metà della popolazione è in prigione, e le carceri sono così tanto cresciute per accoglierli tutti che, un po’ alla volta, hanno cominciato a fondersi e a diventare grandi come città.
Ma il crimine continua a imperversare, o perlomeno continuano a esserci persone che non rispettano le leggi, e quindi l’opera di ingabbiamento continua a spron battuto.
Un giorno fatidico viene superato lo spartiacque, e il numero di quelli dentro supera quello degli uomini rimasti liberi. Nessuno però ci fa caso, e la polizia continua a inseguire e rinchiudere i ribelli.

 
Moltissimi anni dopo, tutto il mondo è in prigione. Tutti, tranne i membri del governo, che ormai da tempo fanno tutto da soli (giudici, gendarmi, secondini).
Ma è passato tanto tempo, e del gruppo dei governanti originari ne sono sopravvissuti soltanto tre.

Uno muore, e gli altri due cominciano ad accapigliarsi su cosa fare. Restituire la libertà a tutti i reclusi, dice uno, sennò la specie umana si estinguerà. Niente affatto, replica l’altro, i criminali vanno isolati, altrimenti la società collassa. E’ già collassata, vecchio coglione, dice il primo, non te ne sei accorto? E via così, di litigio in litigio.

Finalmente, un giorno uno dei due condanna l’altro per alto tradimento. L’altro controcondanna lui per tradimento, e la storia finisce con i due che si costruiscono un muro a separarli, ognuno convinto di avere incarcerato l’altro, e di essere l’ultimo uomo libero.


Mi facevo dei viaggi mica da ridere da piccolo, eh?
Per la cronaca, il racconto ebbe una vicenda molto travagliata, e alla fine, visto che né Bergman, né Spielberg né i fratelli Cohen si fecero vivi, finì in uno scatolone in cantina.

La parte della storia che mi affascinava di più era ovviamente la scena finale. Immaginavo l’intera superficie del mondo coperta da un unico immenso edificio, il Carcere. Unica eccezione, un buco nella gigantesca struttura: il piccolo spazio aperto in cui vivevano i due inflessibili giudici. I due furbastri che, a furia di rinchiudere gli altri, avevano finito per rinchiudere sè stessi.

Un’idea vagamente escheriana: niente male per uno che, altrimenti, avrebbe passato il tempo a grattare la pancia ai vermi. Di certo, non un’idea sensata, né logica, né adulta.
Una di quelle idee che possono venire in mente solo a un bimbo strafatto di Atari e di Nutella.

…o no?

Egitto formaggiato 2a
 
[Cambio di scena, carrellata veloce su un calendario da cui si staccano i fogli. In sottofondo, scene accelerate dello sbarco sulla Luna, il Vietnam, la guerra fredda, il gol di Tardelli al Brasile, la fine del muro di Berlino, Mike Bongiorno, Moana in Parlamento, l’11 settembre. Musica incalzante, voce fuori campo che scandisce il passare dei decenni.
Stop camera sugli scontri in Piazza Tahrir, Il Cairo, Egitto, giugno 2013.
]

 
Nel giugno del 2013 il presidente dell’Egitto Mohamed Morsi, eletto a seguito delle agitazioni di piazza note come “Primavera Araba” degli anni precedenti, viene deposto da un colpo di stato dei militari. Il partito che lo sosteneva, i “Fratelli Musulmani”, non prende bene la cosa, e porta in piazza migliaia di persone nelle principali città egiziane. L’esercito intavola un processo dialettico a base di manganelli e cannonate. La gente comincia a morire a grappoli. I ministeri degli esteri e le ambasciate di tutto il mondo entrano in fibrillazione, incerti sul da farsi. Fioccano i comunicati, i dubbi, i moniti, le ipotesi, le interpretazioni.

Una ad una, le principali città d’Egitto vengono dichiarate zone “poco sicure” o “pericolose”, e si comincia a sconsigliare a tutti gli stranieri di recarvicisi. Le sommosse possono accendersi ovunque, e così le rimostranze degli insorti, il terrorismo, e il consueto brigantaggio che accompagna tutte le situazioni di guerra civile.

 
In Italia la situazione egiziana preoccupa, e non solo a livello politico o umanitario. Tra luglio e agosto, infatti, sono normalmente migliaia i connazionali che si recano nel paese, vuoi per visitare le vestigia di una delle civiltà più straordinarie della storia, vuoi per fare il bagnetto tra i fondali variopinti e i pesci technicolor della barriera corallina.

Ma quest’anno TV e agenzie di stampa trasmettono a ciclo continuo le ultim’ora dal paese di Tutankhamon, una più preoccupante dell’altra. E’ in atto una vera e propria guerra civile con sfumature religiose, un cocktail micidiale. E anche i vacanzieri più risoluti cominciano a temere per la pellaccia. Va bene il low cost, ma rischiare di rientrare dalle ferie in sacchi di plastica è un filino eccessivo.

Sulle scrivanie dei tour operator fioccano le disdette, e per l’industria del turismo comincia a profilarsi un’estate di vacche molto ma molto magre. Nonostante gli scontri e i morti, quindi, i tour operator si affannano a ripetere che l’Egitto è sicuro, e che quelli che si vedono al telegiornale sono solo quattro beduini casinisti innervositi dall’avvicinarsi del ramadan.

In migliaia di agenzie di viaggio di tutto il paese va in scena un disperato braccio di ferro tra “Aridatece i nostri sordi” vs. “Tranquilli conigli che nun v’ammazza nessuno”.

 
L’unica autorità italiana che può mettere tranquilli i litiganti, e decidere se il viaggio sia o no da sconsigliare (e quindi da rimborsare) è l’apposito Ministero degli Esteri, in arte “la Farnesina“.

Ma la Farnesina, per giorni, tace.
I suoi comunicati sono tardivi, laconici, e vaghi come quei sogni che quando ti svegli, dopo un po’, non ti ricordi più di cosa trattavano.
Dalle sporadiche note ufficiali si evince che gli scontri ci sono, sì, ma sparsi, passeggeri. Cosa vuoi mai, gli africani sono fatti così: brava gente, ma malmostosa.

Quando finalmente il ministro Emma Bonino accetta di rilasciare una dichiarazione ufficiale, che dovrebbe finalmente dirimere l’angosciosa questione, tutto quello che ne esce è un “auspicio” che le cose si ricompongano senza ulteriori violenze.
Un auspicio?
Mentre rombano i cannoni, si spara sulla folla, e i fondamentalisti gridano vendetta?
Alla faccia.
L’uscita del ministro è così tragicamente inadeguata, sciapa e paracula che si aggiudica immediatamente il premio “Ponzio Pilato 2013“.

Gli unici connazionali eccitati dalla situazione sono avvocati, conciliatori e associazioni di consumatori, che cominciano a fregarsi le mani e a sogghignare: gente, quest’estate il pienone lo facciamo noi.

Ma nessun contenzioso può essere sbloccato senza un parere chiaro e circostanziato del Ministero. Così vuole la legge, così vogliono i contratti.
E allora alla Farnesina tocca uscire dal coma.

 
Nei primi giorni di luglio appare sul sito dell’Unità di Crisi (niente meno), viaggiaresicuri.it, un lungo comunicato in cui si dice che l’Egitto è incasinato per bene, che nessuno sa dove si andrà a parare, e visto che fischiano i proiettili, è meglio girare al largo.

“Si stanno verificando nuove manifestazioni di piazza (seguite da incidenti che hanno provocato morti e feriti) che dovrebbero continuare ad oltranza nei prossimi giorni…”
“Le mobilitazioni popolari stanno incidendo negativamente sulle condizioni di sicurezza sia della capitale sia delle principali città del Paese.”
“Limitare al massimo gli spostamenti nelle aree interessate, mantenendosi tassativamente a distanza da ogni tipo di assembramento.”
“Permane il rischio di atti terroristici nel Paese.”
“Si registra dunque un clima di instabilità e turbolenza di cui ogni connazionale deve essere consapevole.”

 
E poi, per restituire un sorriso ai turisti terrorizzati:

“Si consiglia di verificare con il proprio Tour Operator le credenziali dell’autista e dei mezzi di trasporto.”

 
Hai visto mai che ti vengono a prendere all’aeroporto con un bus che ha il bollino blu scaduto, magari guidato da uno un po’ miope…

 
Fin qui, potrebbe quasi sembrare un normale comunicato di un normale Ministero degli Esteri (con fantozzata in omaggio).
Ma, due righe più in là, è in agguato il coup de théâtre. Il colpo di genio. L’italianata col fischio. La pennellata dadaista.

Il paragrafo centrale del comunicato, infatti, indossa il grassetto delle grandi occasioni e recita questo geniale distinguo:

“Si sconsigliano i viaggi nel Paese con destinazioni diverse dai resorts situati nelle località turistiche del Mar Rosso ed in quelle della costa nord, dove al momento non si registrano elementi di criticità.”

 
Cioè: tutto il paese è incendiato dalla guerra civile, tranne i resort.
Ci sono dappertutto carri armati, dimostranti che tirano le molotov, soldati che mitragliano ad altezza uomo, sciacalli che assaltano i convogli civili e militari, urla, morti, esplosioni.
Ma nei resort, quiete.
Unica presenza aliena sulla spiaggia, l’omino dei cammelli.
Unico disturbo al rumore delle onde, l’altoparlante che annuncia il gioco-aperitivo.
Unica urla nella notte, quelle delle tedesche che han trovato da far bene.
Per il resto, pace.

Egitto formaggiato 1a

Ed ecco che si chiude il cortocircuito. Come i due ometti del mio racconto, che si agitano e si azzuffano per il dominio del mondo libero quando sono in realtà loro a essere in gabbia, allo stesso modo la Farnesina esprime una visione filosoficamente (e topologicamente) rivoluzionaria del concetto di sicurezza.

Nel mondo pre-Farnesina, un paese poteva essere complessivamente sicuro, nonostante la presenza di alcune zone da evitare.
Nel mondo post-Farnesina, un paese può essere in guerra, nonostante la presenza di alcune zone tranquillissime.

Non è straordinario?

E’ come dire:
1. New York è sicura, fatta eccezione per il Bronx.
2. Il Bronx è pericolosissimo, tranne il cortile della signora Jones, dove non può accaderti assolutamente nulla di male.

La frase 1 ha un suo senso. Sulla frase 2, potremmo aprire il dibattito.

 
La guerra (guerriglia, in questo caso) non è quindi una situazione che va a intaccare un preesistente stato di pace.
Viceversa, è la pace una sorta di virus che si manifesta, a chiazze, in una zona di combattimento.
Confesso di aver bisogno di un po’ di tempo per metabolizzare questo nuovo paradigma geopolitico.

 
Dal giorno del primo comunicato, l’Unità di Crisi ha comunque aggiornato regolarmente il suo sito. L’aggiornamento riguarda l’elenco delle località che, secondo gli esperti del ministero, possono definirsi sicure: Sharm el Sheikh, Marsa Alam e Hurgada fin dal primo giorno, qualche giorno dopo Marsa Mathrou, poi Berenice, la settimana scorsa El Alamein. In questa strana rivoluzione non sono gli scontri ad allargarsi a macchia di leopardo. E’ la sicurezza.

Attenzione, però: non sono le sopracitate “zone” ad essere tranquille. A Marsa Matrouh, per esempio, sono morti parecchi dimostranti. Sono solo le strutture turistiche che si trovano in quelle zone a godere di questo stato soprannaturale di pace e serenità. La sicurezza è un’amante selettiva.

 
Però forse sono io che mi sbaglio. Forse sono io ad avere un’idea distorta di un villaggio turistico.
Sono io a ignorare che i resort egiziani sono più sicuri dei bunker antiatomici: circondati da alte mura, torrette con cecchini, filo spinato, contraerea, intelligence accampata intorno alla reception, con visori notturni e in assetto antisommossa.
Probabilmente, durante la crisi dei missili di Cuba, la famiglia Kennedy è stata temporaneamente evacuata in un posto simile.

E se la colpa è della mia ignoranza, perdonatemi. Nel violento e bellicoso XXI secolo, è bello sapere che per stare tranquilli forse dovremmo ritirarci tutti quanti (e per sempre) in un villaggio vacanze.

Ed è bello anche sapere che se il vostro groviera, o il vostro emmenthal, dimenticato fuori dal frigo per settimane è andato a male, non c’è di che preoccuparsi.

Quello che conta, quello che dà sapore, dice la Farnesina, non è il formaggio.
Sono i buchi.

 

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Discussione

30 pensieri su “Il formaggio della Farnesina

  1. Sei meraviglioso. Tu grattavi il pancino ai vermetti (immagino quelli simpatici e pelosetti) io assemblavo Zigurrath con la cacca dei cavalli meditando su Trantor di I. Asimov che assomiglia un casino al tuo pianetacarcere.

    Chissà che storie se avessimo giocato insieme (bastava incontrarsi sul lago di Garda) 🙂

    Trantor é ovviamente crollata, e pensa che aveva una ventina di pianeti che la supportavano di alimenti, materia e energia (giusto per ricordare che noi abbiamo solo la Terra e che, solo vista da vicino – da Saturno, é una scorreggina nella Galassia come da link che segue
    http://www.ilpost.it/2013/07/23/terra-foto-saturno-mercurio/).

    È crollata e si è imbarbarita, passando da 40 miliardi a 4000 abitanti. E loro avevano le menti della seconda Fondazione :-):-)
    Noi abbiamo le menti della Farnesina – Unità di Crisi.

    Messa così mi preoccupa un pochino.

    Alieni non ce ne sono, poi è difficile trovare qualcuno se si corre come dei pazzi nell’universo.

    Ah sì.
    Corriamo a spirale a una velocità allucinante, attaccati come una patella allo scoglio, alla forza di attrazione del Sole. Sennò schizzeremmo non so dove.

    Sembriamo dei neutroni dentro un atomone e corriamo su una scala che sembra un filamento di DNA, un po’ avanti e un po’ indietro alla nostra stella.

    Se vuoi ti invio il link con tutta la ricostruzione della nostra corsa nell’universo.

    E tu sprechi tempo a meditare sulla Farnesina?

    Oddio il tuo post é ECCELLENTE e leggerlo fa bene, soprattutto pensando al supercarcere che questo pianeta potrebbe diventare.
    Tu, bimbo amante di vermetti pelosetti, lo vedevi in chiave giustizialista (chissà forse eri circondato da rompipalle),
    ma partendo dal caso egiziano, la follia virale potrebbe espandersi e non sempre a macchia di leopardo.

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    Pubblicato da dani2005dani | 24 luglio 2013, 4:12 pm
    • Trantor… mi sa che hai fatto centro.
      Me ne rendo conto soltanto ora, con otto-nove secoli di ritardo, ma forse è stata proprio Trantor a ispirarmi la visione della mia Alcatraz planetaria.

      Trantor è crollata, ma a noi non succederà. Noi abbiamo almeno tre scelte:

      1. Implodere, autoconsumarci, karakirizzarci, schiantarci a terra dopo esserci segati il ramo su cui siamo appollaiati, tagliarci da soli i gioielli di famiglia. Sparire come spariva l’immagine dalle vecchie TV a valvole quando le si spegneva: tutto risucchiato in un puntino luminoso a centro schermo, che poi, dopo qualche secondo, spariva.

      2. Essere control-alt-cancellati da qualche eventuale divinità pluripotente (in caso esista), o direttamente dalla vecchia Gaia.

      3. Diventare improvvisamente astuti e lungimiranti, smettere di sprecare tempo e risorse nell’assurda ricerca di accumulare pezzetti di carta colorata, piantarla con le guerre e le orge consumistiche, e recuperare questo meraviglioso pianeta alla sua potenziale bellezza. Smetterla di sforzarsi di crescere e cominciare finalmente a svilupparci. Piantarla con l’ossessione del predominio e cercare finalmente l’armonia.

      Vuoi un consiglio? Evita di puntare tutti i tuoi risparmi sull’opzione numero tre. Potrebbe restarti poco per i popcorn.

      Sia come sia, non permetterò che il mondo finisca prima di aver avuto l’occasione di ammirare le leggendarie Zigurrath di cacca equina. Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio…

      Salutami Hari, dear.

      P.S. Fantastica quella foto. Ma è quella frecciona in cielo che non ho mai notato.

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      Pubblicato da Niarb | 31 luglio 2013, 11:04 pm
      • La due. Hari mi ha detto di dirti di continuare a scrivere. Sei fantastico. La frecciona sono io, ho trovato il trasformatore in Rimbalzanti di “Anni senza fine” di Simak e mi sono fatta un giro su Giove e da là mi sono chiesta puntando un ditino come fanno i bambini “Ma che cos’è questa lucina qui?”

        Al ritmo di

        BESOS

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        Pubblicato da dani2005dani | 1 agosto 2013, 9:08 am
        • E’ inutile, per quanto ci provi non riuscirai mai a nascondere la tua natura romantica e il tuo spirito poetico. 😉
          E poi dài, da Asimov alle Zigurrath (per quanto in versione escatologica) a Simak a Mina… se non è umanesimo 2.0 questo!

          …e per favore ricorda che aspetto il tuo link con la ricostruzione della nostra corsa nell’Universo!

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          Pubblicato da Niarb | 6 agosto 2013, 4:04 pm
  2. 1) non vedo perché non preparare un racconto surreale, se non vuoi definirlo fantascientifico, con la base che scrivesti “da piccolo”.
    2) ho letto recentemente un racconto di SF in cui i soldati facevano la guerra tra i civili… la descrizione era così buona che me li sono immaginati bene, con il sole nelle piazze … la gente allegra che beve nei bistrò , che passeggia o va al lavoro normalmente e intorno i soldati e i cecchini che si ammazzano tra loro schivando, aggirando e trattando la gente come se fossero degli alberi, alberi di una foresta da non colpire. Ogni tanto un civile cade a terra ma non ci si fa troppo caso e si continua a leggere il giornale … non ricordo bene altro.
    3) Mi dispiace così tanto che sia la Bonino a trovarsi in una situazione simile…
    4) non ne sapevo un cazzo perché vivo fuori dal mondo: grazie.

    APPENDICE 1

    Trantor… quanto ho pensato a Trantor in questo tempo… Asimov ha descritto la decadenza perfettamente. Chissà su cosa si era basato.

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    Pubblicato da cavallogolooso | 25 luglio 2013, 12:46 am
    • 1) In effetti non sarebbe un problema. E’ solo che, se dedicassi al racconto lo stesso tempo che dedico a questo sito, forse sarebbero i tuoi bisnipoti i primi a poterlo leggere. 😉

      2) Non era un racconto di SF. Era la descrizione di una giornata tipo in Iraq, o in Afghanistan.

      3) Anche a me. Come regola generale, è sempre meglio dedicarsi a cose alla propria portata.

      4) Non ne sapevi niente perché, a differenza del sottoscritto, non avevi prenotato una vacanza in Egitto… 😉

       
      P.S. Se ricordo bene, Asimov si era ispirato al crollo dell’Impero ROMANO. Rome, Italy. Fa riflettere, eh?

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      Pubblicato da Niarb | 31 luglio 2013, 11:09 pm
      • yah 🙂 immaginavo non fosse una sua totale invenzione, ma … storia 🙂

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        Pubblicato da cavallogolooso | 31 luglio 2013, 11:57 pm
        • In realtà Asimov prese spunto dalla lettura di “Storia del declino e della caduta dell’Impero romano” di Edward Gibbon, pubblicato per la prima volta nel 1776.

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          Pubblicato da dani2005dani | 4 agosto 2013, 6:01 pm
          • grazie Dani, molto interessante! 🙂
            Peccato non ci sia qualcosa del genere sul capitalismo 🙂 Ma forse non è tanto un peccato… perché se per scrivere quel libro son dovuti passare per i barbari e il medioevo… per scriverne uno sulla crescita-infelice bisogna che succeda qualcosa di mostruoso, peggio di quello che stiamo vedendo… qualcosa che coinvolga tutto il globo e il benessere standard …

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            Pubblicato da cavallogolooso | 5 agosto 2013, 1:02 am
          • Esatto! Ricordo la sua uscita come fosse ieri.
            Una bellissima edizione, illustrata dai più grandi artisti del tempo. Mi secca ancora essermi perso il fascicolo sui bagni di Poppea e quello in cui Erode si ritira in Northumbria e fonda una concept band.
            Grazie Dani, continua -ti imploro- a dare sostanza ai vaghi vaneggiamenti di questo vecchio tricheco.;-)

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            Pubblicato da Niarb | 6 agosto 2013, 3:59 pm
          • Snarl! La qui presente vecchia tricheca é onorata di questi complimenti. È la mia natura romantica come sai ♥

            Il link, accidenti accidentaccio, vedo se domani te lo invio privatamente (se mi ricordo, l’età avanza e si avvicina la vacanza e con prepotenza il mio neurone si è già messo in relax…sapessi che figuracce che mi fa fare).

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            Pubblicato da dani2005dani | 6 agosto 2013, 4:54 pm
  3. Arrivo un po’ tardi a commentare questo tuo ennesimo meraviglioso post. Il mio computer, e i tecnici che dovevano aggiustarlo, sono stati per un po’ nel tuo Carcere e hanno faticato a trovare la via di un bel buco del formaggio. Non entro nel merito della Farnesina perché non ho bazzicato resort in Egitto ultimamente. Posso solo dire che, nel caso di Istanbul, dove sono stato due volte per lavoro negli ultimi due mesi (per la cronaca il casino in piazza Taksim è scoppiato mentre io passeggiavo allegramente nel Sultanahmet senza essermi accorto di nulla), forse la portata dei tafferugli è stata montata un po’ eccessivamente, a beneficio del paradigma “governo islamico uguale casino”. In Egitto è vero che sono fioccati i morti a grappolate, ma i recenti allarmi sulla presunta prossima ondata terroristica filo al-quaediana sembrano confermare che ci sia un certo interesse globale a mantenere alto il livello di scoglionamento nei confronti dell’islam. Mi fermo qui, per due ragioni:
    – la prima, che veramente non mi ritengo abbastanza intelligente e colto per sostenere un dibattito sulla geopolitica con te ed i tuoi commentatori (con i quali mi complimento);
    – la seconda perché questa breve supercazzola è compresa nello stipendio che regolarmente mi paghi per incensarti regolarmente. Purtroppo ho esaurito i sinonimi di bravo e non so più che cazzo dirti, se non che dovresti raccogliere tutta sta roba e farti pubblicare.
    – la terza è che veramente invidio come scrivi, brillante, mai superficiale, sempre preparato ed attingente a fonti documentate. Ma siccome avevo scritto 2 ragioni, questa terza non vale e la ritiro.

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    Pubblicato da Haldeyde | 3 agosto 2013, 9:50 pm
    • Interessante scoprire che i media esagerano sempre e che sono, perlopiù, affiliati alle sei BIG che stanno cercando di estinguere la razza umana. Ho detto interessante perché tu hai riportato, in prima persona, il caso turco. In realtà il sospetto c’era eccome, ma a dirlo si sembra dei banali complottisti da facebook. Dirò chi sono i sei BIG su richiesta. Sul fatto che vogliano estinguere la razza umana abbiamo evidenza sull’attuale onda di caldo proveniente dal deserto del Sahara (sospetto anche che chi scrive qui sia alquanto italiano e europeo) provocata dai cambiamenti climatici a loro volta provocati dall’uso sfrenato e senza pensiero delle energie fossili dalla seconda metà del secolo XIX, seguito dalla bomba demografica del secolo XX (nel 1960 eravamo 3,5 miliardi scarsi, in 50 anni siamo arrivati alla cifra di oltre 7 miliardi, ma la Terra e le sue risorse non solo non si espandono bensì stanno diminuendo vistosamente e sono sostituite dal WASTE inteso come rifiuti e inquinamento).
      Nessun problema, prima del caldo ci ammazzerà l’inquinamento ma stupidamente attaccati a uno smartphone che tenteremo di leccare per dissetarci.
      Oppure capiamo il problema e ci ribelliamo tutti non solo contro i sei BIG ma soprattutto contro le nostre convinzioni negazioniste della realtà e i nostri stupidi egoismi di massa.

      Uh mamma, NIAAAAAAARB mi è sfuggito il problema….

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      Pubblicato da dani2005dani | 4 agosto 2013, 9:10 am
      • Se non dici chi sono i sei BIG trattengo il fiato e pesto i piedi per terra. Guarda che non scherzo.
        Butto lì qualche ipotesi:

        1. Microsoft, che con la solfa dello “spegni e riavvia” ci ha decurtato dell’umana abilità del problem solving. E ci ha fatto perdere milioni di ore-uomo (vite-uomo) oltre che farci venire due geoidi così.
        2. Apple, che ci ha voluti tutti con lo sguardo puntato non al cielo o ai nostri simili ma al touchscreen. E ci è riuscita.
        3. Enrico Fermi, che se avesse saputo che dal punto e linea del suo telegrafo ne sarebbe venuta fuori la televisone mediasetcratica si sarebbe unito a Majorana, e tanti saluti a tutti.
        4. Le multimazionali dell’acqua, che ci vogliono magri e piscianti a sedere su montagne di PET irriciclabile.
        5. Le multinazionali della telefonia cellulare, che fino a quando non saranno riuscite a impiantarci le loro maledette SIM su per l’intestino crasso non ci lasceranno in pace.
        6. La Gazzetta dello Sport, per il solo fatto di esistere.

        …ci sono andato vicino?
        Ti saluto e vado a leccare il telefono, che ho tanta sete.

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        Pubblicato da Niarb | 6 agosto 2013, 4:24 pm
        • Oooooh 🙂
          Perfetto.
          Hai indovinato.

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          Pubblicato da dani2005dani | 6 agosto 2013, 5:45 pm
        • Eccelso Niarb, sarà anche vero però, almeno per il n° 1, un’attenuante si potrebbe concederla. Senza i suoi programmi incasinati, i blogger dovrebbero bloggare a colpi di Olivetti Lettera 22 e carta carbone.
          Come chiedere all’imbianchino sotto casa di affrescare il muro del suono con lo spazzolino dei denti.
          Non é che sia molto, però potrebbe evitargli la pena capitale.
          O’ nò?

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          Pubblicato da viman | 8 agosto 2013, 2:04 am
    • Carissimo Hal, finalmente anche tu complottista! Sai quanto ci divertiremo?

      Seriamente, l’Islam può piacere o suscitare tutta una serie di reazioni più o meno negative. Però, continuando a parlarne (o a non parlarne) come del babau, ci stiamo perdendo la straordinaria occcasione di osservare da vicino e magari pure cercare di capire quello che da quelle parti sta capitando.

      Loro stanno mettendo insieme la loro “primavera” (bella o brutta che sia, ai poster l’ardua sentenza). Noi invece ci stiamo spegnendo in uno sterile, triste e interminabile autunno.
      Più nessun segnale di vita, da queste parti, da almeno la fine degli anni ’60 – due generazioni fa, gulp.

      Forse è ora di superare la sindrome del feroce Saladino e della bella Sulamita, e farsi due passi nel XXI secolo.
      Farnesina permettendo.

      &nsbp;
      E parlando dei tuoi tre punti finali (te ne mancano quindi cinque, in base alle mode correnti):

      1. Qui sono tutti (te incluso) colti, intelligenti, simpatici e geniali. (Quasi tutti. Non dovrei dirlo, ma quelli che spammano prima li cancello e poi li faccio uccidere.)
      Io sono solo il padrone di casa, e ci metto le olive, i salatini e la Fanta. E mi pavoneggio con i vicini.
      2. Okay, vuoi l’aumento. Doppia razione di olive.
      3. Basta aperitivi. Non dico altro. Basta aperitivi. 😉

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      Pubblicato da Niarb | 6 agosto 2013, 4:16 pm
  4. Gesùgiuseppemaria ! Meno male che nel 1500, quando la temperatura media era di 5°C superiore all’attuale, non c’era ancora internet e nessuno ci ha fatto caso. O’ forse siamo già estinti e nessuno ci ha ancora avvisati.

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    Pubblicato da viman | 4 agosto 2013, 5:16 pm
    • Signor Viman, le sue conoscenze scientifiche hanno bisogno di molto, molto aggiornamento. Lei non ha NESSUNA idea di cosa voglia dire +5 gradi di temperatura media globale. Siamo solo a + 0,8 gradi e la situazione climatica desta gravi preoccupazioni.

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      Pubblicato da dani2005dani | 4 agosto 2013, 5:53 pm
      • Buongiorno, non sono sicuro che il sommo Niarb gradisca l’uscita dal seminato, nei confronti del tema del suo articolo, tuttavia, sono certo che potremo contare sulla sua leggendaria benevolenza.

        Per il resto:
        1- non confondiamo la scienza con le teorie
        2- é vero, io non c’ero quando la temperatura era di +5/6°C (1100/1450 d.C.) però, quelli che c’erano ne dicono un gran bene.
        3- coloro che ci triturano las ‘pelotas’ con le catastrofi a venire, non c’erano neppure loro, però non si danno neppure la pena di verificare le proprie teorie.
        4- la temperatura di tutti i pianeti del sistema solare stà aumentando in modo molto più rapido che sulla Terra

        Riferimenti utili:
        – Politecnico di Milano “Andamento del clima-Comitato scientifico AERA-”
        – La Republica “Temperature in aumento non solo sulla Terra-Sul “pianeta rosso” 0,6 gradi in più in soli vent’anni
        Marte e Giove sempre più caldi…”

        Grazie per l’ospitalità
        Con grande simpatia

        Mi piace

        Pubblicato da viman | 5 agosto 2013, 5:28 am
  5. Signor Viman, il 97% degli scienziati mondiali sa cosa sia il cambiamento climatico e da chi sia provocato (dalla combustione fossile post rivoluzione industriale più aumento demografico di NOI UMANI). Le sue sono teorie anche vedendo da quali fonti trae le sue conclusioni.

    “La Repubblica”, con tuitto il rispetto per i media, non è il massimo come fonte scientifica, e per quanto riguarda il Politenico di Milano, direi di andare oltre.
    Per esempio in Italia si legga il sito dell’ISPRA e per quanto riguarda l’Europa, il sito dell’Agenzia europea dell’Ambiente, senza contare le innumerevoli normative europee che dicono chiaramente cosa sia il cambiamento climatico, infine suggerisco l’IPCC, la Nasa, l’Agenzia spaziale italiana, la Banca Mondiale, il Fondo monetario mondiale ect. Come vede anche anche e spesso siti mainstream, NON SOLO pazzoidi ecologisti di sinistra…

    Sono certa che lei non vuole essere sbertucciato come la “magnifica” Sarah Palin, vero?
    http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/e-ora-sarah-palin-unondata-di-caldo-fa-strage-di-salmoni-in-alaska/

    Il periodo DA LEI CITATO è chiamato periodo caldo medievale o ottimo climatico medievale e fu un periodo di inusuale clima relativamente caldo, nella SOLA regione del nord Atlantico (in quel periodo avvenne la colonizzazione della Groenlandia, che fu battezzata “terra verde” dal suo scopritore Erik il Rosso per attirarvi coloni).
    UN CALDO SOLO NELLA REGIONE DEL NORD ATLANTICO, signor Viman, non su tutto il Pianeta, come sta capitando ora. Un caldo provocato da effetti naturali e non dalle azioni umane. Inoltre, e concludo, durante quel periodo di caldo inusuale nel nord Atlantico, globalmente il Pianeta era più freddo di adesso.
    http://www.skepticalscience.com/medieval-warm-period.htm

    Il signor NIARB gestisce ottimamente il suo blog, non ha bisogno di segnalazioni.

    Con grande simpatia.

    Mi piace

    Pubblicato da dani2005dani | 5 agosto 2013, 9:18 am
    • Mea culpa, non avevo sospettato che credesse ancora all’ONU ed al FMI. In queste condizioni, mi perdoni di averla disturbata. Non succederà più. La saluto: con rispetto, senza malizia, ma con molta tenerezza.

      Mi piace

      Pubblicato da viman | 8 agosto 2013, 12:59 pm
  6. Il succitato signor Niarb, a cui hanno fischiato un po’ le orecchie, confessa di trarre un immenso ed ineffabile piacere dalle discussioni (ancorché accese) tra persone intelligenti su argomenti intelligenti.
    Per dirla tutta, egli è intimamente convinto che, in assenza di siffatti stimolanti dibattiti, questo stesso sito perderebbe la sua ragion d’essere, e probabilmente si annichilirebbe, rilasciando il solito paio di raggi gamma d’ordinanza.

    Quello invece per cui il suddetto si sente assai meno attrezzato è la composizione di zuffe e tafferugli verbali, riconoscendo per questo a Bruno Vespa ed altri analoghi professionisti una supremazia del tutto incolmabile.

    Per cui dibattete pure, miei entusiasti, veementi, informati, stimolanti, saggi, creativi, spiritosi, infiammati ospiti e amici. I vostri contributi mi deliziano, mi interessano e mi arricchiscono.

    Se mai qualcuno, invece, tenterà di portare la discussione sul gossip, il calcio, l’oroscopo, l’extreme cakeing e simili devianze, mi occuperò personalmente di andare a segargli i ginocchini.

    Siete avvertiti. 😉

    Mi piace

    Pubblicato da Niarb | 7 agosto 2013, 1:02 am
    • Perdincibacco, cosa cavolo é “l’extreme cakeing”?
      Curling con forme di Grana Padano?
      Se é il tiro al piattello con tirasassi e mozzarella, sono innocente.

      Dimmi di cosa si tratta, grande Niarb, altrimenti mi prende l’angoscia
      Non sia mai che abbia inconsapevolmente cakeingato

      Mi piace

      Pubblicato da viman | 8 agosto 2013, 2:25 am
  7. Però sull’extreme cakeing ci farei un pensierino….
    🙂

    Mi piace

    Pubblicato da dani2005dani | 7 agosto 2013, 2:25 pm
  8. Annoto, per la pace mentale dei posteri, che oggi, in data 19 agosto, il ministero con il nome più simpatico che c’è si è finalmente reso conto che i buchi, quando sono troppi, stroppiano. E quindi, finalmente, ben dopo la puzza, ecco il tanto agognato sconsiglio ufficiale a recarsi nelle terre di Ramsete.
    Da groviera a pecorino.
    Buongiorno, Emma.

    Mi piace

    Pubblicato da niarb | 17 agosto 2013, 11:27 am

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