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Terremoti, tsunami, inondazioni: che pacchia le catastrofi!

Oggi la terra mi ha tremato sotto i piedi. Un’altra volta.

E le cose intorno a me hanno oscillato, cigolato, scricchiolato. Qualcuna si è rotta.

Per fortuna, tutto lì. A me quindi non è andata semplicemente bene: è andata benissimo. Migliaia di altre persone sono state molto meno fortunate. Sia oggi, che innumerevoli altre volte.

 

Purtroppo, non si può mai essere abbastanza preparati, quando si verificano le catastrofi. Per quello che succede dopo, invece, è bene esserlo. Pronti per tutto quello che potremo vedere, e sentire, quando la terra smetterà di tremare e si cercherà di tornare alla normalità. Per cui, forse, vale la pena fare un veloce ripassino.

 

Tra tutte le telefonate intercettate negli Anni Folli, ce n’è una che è particolarmente difficile dimenticare.

6 aprile 2009, prime ore del mattino.

“…qui bisogna partire in quarta subito”
“…non è che c’è un terremoto al giorno”
(risate)
“…io ridevo stamattina, alle tre e mezza, dentro al letto”
“…eh, io pure”

 

Alle 3.34 di quella mattina, L’Aquila e i comuni limitrofi venivano devastati da un terremoto che uccise oltre 300 persone, e produsse un numero impressionante di feriti e di senza tetto. Un evento che non mancò di scatenare un universo di reazioni. Tra le quali, però, si fa fatica a trovar posto per una risata.

Vogliamo provare a commentare quella telefonata? Beh, non c’è molto da dire.

I due interlocutori erano degli avidi, cinici bastardi. Di più: delle iene, degli sciacalli, dei maniaci. Dei pazzi criminali. No, non sto rendendo l’idea. Quelli erano dei mostri psicopatici depravati, da sbattere fuori dalla porta e da piantargli un paletto di frassino nel cuore, così da farli dissolvere in uno sbuffo di polvere e impedirgli di poter tornare a mescolarsi a noi esseri umani.

Perché quelli non possono essere degli essere umani normali, come noi. Giusto? Deve essere così. Non è concepibile che possano esserci in giro altre menti perverse della stessa fatta.

 

Ma facciamo un passo indietro. Quattro anni appena. Nel settembre del 2005, l’uragano Katrina provoca nel sud degli Stati Uniti un’ondata di devastazione che non trova riscontri nella storia americana recente. La splendida città di New Orleans viene travolta da un’inondazione di fango e detriti, e circa duemila persone perdono la vita.

A meno di una settimana dal disastro, mentre ancora si contano i morti e migliaia di persone ignorano se i propri familiari siano sopravvissuti o meno, un certo Richard Baker, membro repubblicano del Congresso (nato tra l’altro proprio a New Orleans) dichiara: “Siamo finalmente riusciti a ripulire il sistema delle case popolari a New Orleans. Noi non sapevamo come fare, ma Dio l’ha fatto per noi”.

Non basta. Joseph Canizaro, uno dei più ricchi costruttori della città, chiarisce meglio il concetto: “Abbiamo di fronte una tabula rasa da cui ripartire. E grazie a questa tabula rasa abbiamo grandi opportunità”.

 

Come possiamo commentare queste dichiarazioni? Pazzi furiosi anche questi? Altri casi isolati di ingordigia criminale?

 

Un altro piccolo passo indietro. Nel 2004, un gigantesco tsunami si abbatte sulle coste dello Sri Lanka, spazzando via interi villaggi di pescatori e seminando morte e distruzione in proporzioni apocalittiche. Con invidiabile tempismo, un portavoce del governo dello Sri Lanka annuncia entusiasta: “Con un crudele rovescio di fortuna, la natura ha offerto allo Sri Lanka un’opportunità unica, e da questa grande tragedia sorgerà un importante polo del turismo internazionale”.

 

Ora, non so voi, ma io in questa serie di esempi di “singoli casi isolati”, intravedo un fil rouge. Queste dichiarazioni non mi sembrano affatto le farneticazioni sconnesse di un branco di imprenditori sanguinari. Al contrario: mi sembrano l’espressione coerente di un’etica, un modo di pensare e di vedere le cose diverso da quello a cui siamo abituati. Odioso, cinico, vile, schifoso: tutto quello che volete. Ma terribilmente logico. Direi proprio il modo di reagire perfettamente concertato di un gruppo ben preciso.

 

Però tranquilli, non voglio annoiarvi con l’ennesima teoria del complotto. Dietro a tutta questa storia non c’è nessun complotto. Perlomeno, non nel senso classico del termine: nessuna cospirazione segreta, ordita nell’ombra e sussurrata con circospezione solo a fratelli iniziati di provata riservatezza. Niente cappucci, niente candele nere, niente riunioni sotterranee, niente strette di mano in codice.

Al contrario, qui pare esserci dietro una strategia elaborata con metodo e scientificità da persone niente affatto pazzerielle. Una filosofia mai nascosta, ma al contrario sbandierata ai quattro venti per oltre mezzo secolo in tutto il mondo, con libri, seminari e conferenze. Un’ideologia magari un filino cinica, ma perfettamente razionale. Una logica propugnata e divulgata con impegno, non da lunatici col colapasta in testa e il saltapicchio sotto al sedere, ma da serissimi e rispettatissimi economisti, operatori finanziari, capitani d’industria e capi di stato. Non il sogno distorto di uno scienziato pazzo, ma un programma insegnato nelle più prestigiose università, osannato e amplificato dai mezzi di comunicazione di massa a livello internazionale, e abbracciato con entusiasmo da un sacco di gente importante sparsa qua e là per il nostro fantasmagorico globo.

Una dottrina economica che ha scorto nelle catastrofi, e non solo in quelle naturali, una fenomenale opportunità per fare dei profitti.
Una dottrina talmente fruttuosa da portare addirittura a pensare che se le catastrofi non arrivano da sole, beh, vale la pena dargli un aiutino.
Una dottrina tutt’altro che teorica, che è stata messa in atto in innumerevoli occasioni, con metodo ed efficienza.

 

Se vi va, ve la racconto.

 

[sì, raccontamela] ___ [no, grazie preferisco le favole]

 

Gli episodi di New Orleans e dello Sri Lanka, e relative citazioni, sono tratti da Naomi Klein, “Shock Economy”, 2007.

 

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Discussione

11 pensieri su “Terremoti, tsunami, inondazioni: che pacchia le catastrofi!

  1. Ciao Niarb che scrivi per Afterfindus (come dire Daniela che scrive per blogdrome credo…anche io come te sono la maggioranza nel blog).

    Quelli da te descritti un mio amico poeta li chiama PECUNIOCEFALI, ovvero guidati da uno scopo innaturale, come innaturale è il loro modo di vivere di relazionarsi al Pianeta che invece gli regala, anzi ci regala, ENTROPIA.
    Forse potremo mangiarla tra qualche tempo, per ora no. Io ci ho fatto un post, e li ho chiamati TESTE PARZIALI. QUI IL LINK http://blog-condiviso.blogspot.it/2012/01/teste-parziali.html
    E come dici tu non c’è complotto (io sono piuttosto “stanchina” di sentire cazzate sui complotti, gente che pensa che esistano gli alieni…accidenti più alieni delle tetste parziali o pecuniocefali…), ma scientificità e scopo.
    Qui la radice di tutti i mali, secondo il mio modestissimo parere
    QUI IL LINK http://blog-condiviso.blogspot.it/2011/06/washington-consensus-o-lesplosione-del.html
    Consiglio anche questo, qui si ride, qui c’è George Carlin http://blog-condiviso.blogspot.it/2011/08/nati-per-inventare-la-plastica.html.
    E qui pure, c’è Bill Hicks http://blog-condiviso.blogspot.it/2011/08/esistenza-commerciale.html.

    ASPETTO LA TUA STORIA.

    Alice sono stata io per anni, sono piuttosto tontolona, ma ripeto meglio tontolona che testa parziale pecuniocefala paranoica complottista….

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    Pubblicato da dani2005dani | 30 maggio 2012, 9:42 am
    • Ciao Daniela! “Pecuniocefali” è decisamente una parola fantastica. Voto per la sua inclusione nel prossimo Zingarelli.
      Sai, il tuo blog è un fantastico labirinto. Ogni angolo che giri, trovi cose interessanti. Che è difficile sbrigare con un commentino così, al volo. Ma me lo sto studiando, cercando di risalirne i link, e senza perdermi nessun commento. E’ appena un po’ più semplice di spazzolarsi tutta Wikipedia…ma molto più interessante. 😉
      Però ehi, cerca di smetterla di leggermi nella mente! Io butto lì un “prossimamente”, e tu già sai dove voglio andare a parare! Non so se te lo hanno detto, ma la telepatia non è legale, da questa parti.
      Quanto ai complotti, sono convinto anch’io che più spazzatura lì che nelle falde acquifere palermitane. Però non mi toccare i rapimenti alieni, per cortesia. Lì c’è poco da scherzare. Te lo dice uno a cui è spuntato un terzo capezzolo e che alle volte si sveglia alla mattina parlando antico sumero. 🙂
      Grazie del tuo commento, ora posto la storia.

      E, a proposito, Niarb sono io.
      Afterfindus è un luogo, questo. Ed è un tempo, lontano, dopo una glaciazione. E vorrebbe anche suggerire un modo di essere: curiosi, interessati, emozionati, ma anche un po’ distanti, analitici, poco coinvolti. Per l’appunto, come archeologi dopo un disgelo. Perché altrimenti a volte viene una gran voglia di buttarsi nella mischia sbraitando e sacramentando come un talkshowista qualunque. E di questi approcci la blogosfera e il mondo in generale ne hanno già più che a sufficienza.
      Ciao!

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      Pubblicato da Niarb | 31 maggio 2012, 2:00 am
      • Lo farò sapere a Marco Sclarandis, il mio amico poeta, che ha dato al definizione di “pecuniocefali”. Ogni attno da’ altre definizioni, stringenti e salaci, nelle sue carmeopatiche poesie.
        Ah, sei Niarb…piacere Daniela!
        Devi essere una razza di salmone molto determinata e forte per RISALIRE il mio blog, ma solo dicendo questa frase mi hai reso felice: ALMENO UNO che ha capito lo sforzo enciclopedico che sta dietro al blogdrome! 😉

        Io ho poteri molto rari e che uso raramente…chiedo scusa mi deve essere sfuggito un laser in direzione afterfindusale. Io sono alta due metri, tutta verde e con una antenna telescopica blu elettrico sulla testa che utilizzo per indagini INTERIORI….:))

        Sono felice di trovare luoghi blog dove l’ironia galleggia eterea sulle immonde schifezze umane, trattandole però con onestà e scientificità. Di matti, esagitati, presuntuosi siamo circondati…odddio me ne sta entrando uno dalla porta…Ciao!

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        Pubblicato da dani2005dani | 31 maggio 2012, 1:17 pm
  2. Sì no ma infatti… a me il complotto sembra proprio inutile come approccio intellettuale per affrontare i problemi.
    Nel senso: un continente è alla deriva totale, milioni di bambini muoiono di fame, le risorse che abbiamo riuscirebbero a mantenere agilmente due pianeti Terra (quindi un pianeta intero potrebbe lavorare anche per sfamare un identico pianeta che non fa assolutamente un cazzo), investiamo milioni di soldi in armi che potrebbero distruggerebbero la Terra reiterate volte e viviamo in un sistema totalmente illogico basato sul niente (perché l’economia è tutto e niente, se vogliamo).
    E tutto questo succede alla luce del sole… voglio dire, che bisogno c’è di farsi le seghe mentali sui complotti, non ce n’è già abbastanza di cose visibili, senza cercare quelle nascoste?

    Mi piace

    Pubblicato da nonsolopolpette | 30 maggio 2012, 6:28 pm
    • Nonsolopolpette, hai ragione su tutta la linea. Però pensa in che mirabile buffonaggine di cosmo ci tocchi vivere. Nel Paese in cui siamo nati non c’è niente di ciò che dovrebbe essere “normale” che non nasconda in effetti un qualche complotto: la gestione della cosa pubblica, la politica, la giustizia, gli appalti, i concorsi, gli aiuti umanitari, i risultati delle elezioni, persino i risultati di quelle pagliacciate in cui ventidue miliardari in mutandoni si rincorrono su un prato di plastica.
      E, invece, per spiegare le semplici verità che tu hai ottimamente riassunto, ci si inventano dei complotti straordinari e complicatissimi. Utili perché così si sposta su di essi l’attenzione, e si evita il fastidio di rimboccarsi le maniche e darsi da fare per combinare qualcosa di veramente costruttivo.

      Omaigod, questa sera sono parecchio involuto. Si sarà capito quello che intendevo? Bah, cerca di perdonarmi: ho cenato fuori. E quelle crescentine erano davvero molto unte.

      Mi piace

      Pubblicato da Niarb | 31 maggio 2012, 2:23 am
      • Sì no, hai ragione… io mi riferivo a trame assurde e completamente inutili, di solito dove c’è un complotto lo si capisce subito, senza scomodare la numerologia o le interiora di pollo, insomma.
        Comunque se posso fare un appunto alla tua analisi ineccepibile, caro Niarb, il nostro paese sa di avere complotti alle spalle e bene o male non lo nasconde mai.
        Tutti i paesi hanno la loro merda, e se alzi il tappeto di paesi biondi e sorridenti ti sorprendi di quanta ce ne sia. E forse (ma questo è un modesto parere personale) fa più effetto perché te l’hanno tenuta nascosta…

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        Pubblicato da nonsolopolpette | 31 maggio 2012, 11:59 am
    • che bisogno c’è di farsi le seghe mentali sui complotti, non ce n’è già abbastanza di cose visibili, senza cercare quelle nascoste?
      Ciao NSP..sintesi perfetta.

      Mi piace

      Pubblicato da dani2005dani | 31 maggio 2012, 1:26 pm
  3. @ nonsolopolpette: sì, ha fatto centro, mille punti. Ho passato anch’io qualche anno nel paese biondo, e un paio di volte (esattamente due, a pensarci bene) ho dato un occhio sotto al tappeto. Bleah.
    Però continuo a invidiare chi per uno scandalo o una schifezza di qualsivoglia genere ha ancora la reazione istintiva di vergognarsi, o di incazzarsi sul serio.

    Quello che mi mette in blues mode invece è l’atteggiamento di noi menobiondi, che è tutto un magnamagna, che è sempre stato così, che non si sa più a che santo votarsi, che tanto certe cose non le cambi mica , che è che gli italiani sono fatti così, che comunque il vero problema è ben altro… Aaargh! Ti svelo un trucco: vuoi farmi infuriare? Usa la parola “benaltrismo”.

    Quindi (1) rassegnati come impostazione di fabbrica, e (2) senza più la capacità di arrabbiarci sul serio, e per “sul serio” intendo per più di 48 ore consecutive – a parte per le vicende calcistiche, ormai unica occasione in cui la gente arriva ad alzare spontaneamente il culone dalla poltrona.

    Magari fosse un complotto, maremma caprona. Basterebbe mandargli l’ispettore Clouseau, e avremmo risolto tutto. 😉

    @ Daniela: risalire il blogdrome sarà un piacere. E mi terrà anche lontano dall’acquisto di “Libero” o “Il foglio” – visto che avevo finito i Topolini… eh eh eh!
    Comunque intressante: alta due metri, tutta verde, con l’antenna… e a giudicare dalla foto anche con le vibrisse e il berretto calato sugli occhi. Forse anche tu sei stata ospite della mia stessa clinica: “Villa Volante”, del primario dottor Xwòj+è#°(&t, convenzionata con la ASL di Proxima Centauri. See you there then…

    Mi piace

    Pubblicato da Niarb | 31 maggio 2012, 4:56 pm
  4. al posto del “mi piace” non si può mettere il tasto “non mi piace un cazzo, anzi, mi fa schifo, ma tu hai fatto bene a scriverlo e lo hai scritto bene” ?

    Mi piace

    Pubblicato da cavallogolooso | 22 giugno 2012, 5:36 pm

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