Italia bella

Le elezioni, tutti i giorni

E’ affascinante studiare voi antichi.

Le vostre passioni, i vostri entusiasmi, le vostre paure: a volte mi sembra di guardare in uno specchio, mentre altre volte rappresentate un mistero insondabile.

Prendiamo ad esempio i primi mesi dell’anno 12 d.u.s. (dopo l’undici settembre), il vostro 2013. Tutto questo subbuglio di emozioni, di ansie, di aspettative, di speranze, di timori e di paure: difficile per noi uomini del post-glaciazione trovarci un senso.

 
Certo, c’era in ballo la scelta di dirigenti pubblici e di governanti. Ma niente di più. Niente che avesse a che fare con la vostra vita, le vostre scelte, la vostra libertà. Niente di tutto quello che noi, perlomeno, chiamiamo politica. E allora, perché tanto trambusto?

 
T1z
Io, che vi studio da anni, so benissimo che anche voi avevate ben chiaro che “fare politica” non ha niente a che vedere con tracciare frettolosamente una crocetta con la matita, all’interno di una cabina di legno, una volta ogni tre-quattro anni.

Sarebbe buffo, no? Uno scarabocchio che richiede non più di dieci secondi, e poi via, tranquilli, per altri tre anni, undici mesi, ventinove giorni, ventitrè ore, cinquantanove minuti e cinquanta secondi. Dovere assolto, coscienza a posto, e avanti con il solito tran tran.

 
Io lo so che anche voi vi rendevate perfettamente conto che la politica, come dicevano i sumeri, si fa ogni giorno, a cominciare dal carrello della spesa.

 Perché politica è scegliere cosa acquistare, e come e dove acquistarlo.

 Nessuno dotato di una benché minima coscienza politica baserebbe mai i propri acquisti soltanto sul prezzo dei prodotti, sulle lusinghe della pubblicità o sull’offerta del giorno.

Nessuno dotato di una coscienza politica potrebbe mai acquistare un prodotto pubblicizzato su un canale televisivo che propugna idee che non si condividono, o su una rivista che si aborrisce.

Nessuno dotato di una coscienza politica acquisterebbe mai un bene prodotto da qualcuno che finanzia fabbriche di armi, o che viola norme etiche o ambientali, o che sfrutta il lavoro minorile, ad esempio. A meno che, naturalmente, non volesse direttamente manifestare il proprio sostegno a questo tipo di pratiche.

Nessuno dotato di una coscienza politica privilegerebbe mai l’acquisto di un bene prodotto magari in un paese che pratica sistematicamente la violazione dei diritti umani, o ambientali, o la guerra, o altre sconcezze. A meno che, naturalmente, non si sia d’accordo con tali scelte.

Nessuno dotato di una coscienza politica potrebbe mai ignorare la differenza tra un bene prodotto vicino al luogo di vendita e uno che invece richiede onerosi trasporti, stoccaggi, conservazioni e trasformazioni. A meno che, naturalmente, non si intenda incentivare queste attività.

Nessuno dotato di una coscienza politica potrebbe mai ignorare la differenza tra un prodotto dotato di un imballo essenziale e sostenibile e uno presentato in confezioni glamour: ingombranti, costose e difficili da smaltire. A meno che, naturalmente, non intendesse indicare la sua preferenza per attività economiche di questo tipo.

Nessuno dotato di una coscienza politica potrebbe far finta di ignorare che la scelta di una determinata catena di distribuzione, o franchising, o punto di rivendita significa finanziare direttamente il sistema che ha alle spalle – dalla multinazionale al minimarket familiare al negozietto del pakistano al furgone dello slavo.

Nessuno dotato di una coscienza politica, infine, potrebbe mai fingere di non sapere che è l’insieme delle proprie scelte a determinare la natura e le caratteristiche del Grande Mercato Globale.

Chi vince e chi perde, nel Grande Mercato Globale, non lo decidono quattro oscuri burattinai di Wall Street, ma milioni e milioni di piccole formichine che ogni giorno si pongono le stesse domande: fresco o surgelato? pronto o da preparare? conservato o biologico? pubblicizzato dalla strafiga o suggerito in un bisbiglio dalla nonnetta in coda alla ASL?

 
Voi tutto questo lo sapevate, cari antichi, per cui non è certo con quella crocetta che potevate sperare di plasmare il mondo in cui avreste dovuto vivere, voi e i vostri figli.

 
E sapevate anche che, una volta riempito il frigorifero, il ventaglio delle vostre scelte non finiva mica lì.

T2zSapevate che è politica anche scegliere se farsi pagare per il proprio lavoro rilasciando uno scontrino, o se chiuderla con una stretta di mano.

Sapevate che è politica scegliere se pagare o no in nero l’idraulico, l’elettricista, il meccanico, la collaboratrice domestica, il dentista, il gonfiatette e chi più vi aggrada, in cambio di un piccolo ritocco all’onorario.

Sapevate che è politica chiedere all’amico primario di mettervi avanti nella lista delle prenotazioni, o all’amico funzionario di accelerare la vostra pratica.

Sapevate che è politica scegliere di usare l’automobile anche quando non ce n’è un reale bisogno.

E che è politica scegliere dimensioni e cilindrata di quell’automobile in base a un’esigenza della vostra vita, oppure del vostro ego.

E che è politica scegliere di tenere il motore acceso quando siete fermi ad aspettare qualcuno, perché così intanto funziona il riscaldamento (in inverno), o l’aria condizionata (in estate).

E, tra parentesi, che è politica incapponirsi che in estate occorra raffreddare gli ambienti a 18 gradi, e in inverno riscaldarli almeno a 23.

E che è politica scegliere di usare il mezzo pubblico in base all’etnia predominante dei passeggeri.

E che è politica spegnere le luci quando si lascia una stanza, e non accenderle invece se è possibile illuminare la stanza aprendo le finestre.

E che è politica spegnere lo stereo o il televisore premendo l’apposito pulsantino, e non mettendo in “stand-by”.

E che è politica è chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci si lava i denti, o viceversa affogare in venti litri d’acqua potabile ogni minima pisciatina.

E che è politica scegliere se e quando riciclare, rottamare, sostituire, regalare, riacquistare.

T1

Tutte queste cose le sapevate, perché non eravate mica degli sciocchi.

E tutto sommato è bello che le cose siano così. Che siano tutte queste microscelte a dare una forma al mondo in cui viviamo.

Perché se fosse davvero una questione di indovinare tutte le risposte esatte a tutte le domande possibili in un colpo solo, una crocetta ziczac in una cabina di legno, dieci secondi e via, allora sarebbe un bel guaio.

Allora dovremmo essere tutti quanti dei Gesucristi, o dei Gandhi, con tutte le risposte giuste già pre-installate nel cervello, per non sbagliare mai il colpo.

Oppure dovremmo avere a disposizione dei candidati politici che fossero a loro volta dei Gesucristi o dei Gandhi, in modo da poterli delegare a prendere tutte quelle importanti decisioni con la massima tranquillità.

 
Ma non essendoci in giro tutti questi Gesucristi, nè questi Gandhi, allora bisogna che le nostre scelte ce le facciamo da noi, una per una, soli soletti, ogni giorno, alla luce del sole.
Commentandole, quando serve, con i nostri simili.

Ascoltando. Discutendo. Ragionando. Imparando.

E se per caso una delle mille scelte oggi la sbagliamo, domani potremo immediatamente cambiarla.

Senza dover aspettare altri quattro anni.
Senza il panico di non riuscire a trovare il certificato elettorale.
Senza la pressione psicologica di dover liberare in fretta la cabina.
Senza il sospetto di essersi lasciati fregare dalle parole del tal candidato.
Senza il dilemma di aver deciso per il meglio.
Senza il dubbio di aver sbagliato, nella penombra, a tracciare la crocetta.
Senza l’ansia di dover ripiegare la scheda in modo corretto.
Senza la paura di aver lasciato uno sbaffino che invalidi il nostro voto.

 
Quello sì, che sarebbe un incubo.

T2
 


P.S. Sì, le magliette sono reali. E sono acquistabili qui.

I loghi sono stampabili su qualsiasi capo di abbigliamento, e anche su un tot di oggetti.
Il prezzo è stabilito fino all’ultimo euro dal sito che le produce e le spedisce (cioè: non è così che ho deciso di diventar ricco 🙂 ).

Se vi mancava un’idea per San Valentino, o per martedì grasso… ora non avete più scuse.

 

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Discussione

22 pensieri su “Le elezioni, tutti i giorni

  1. Boia, Niarb. E’ uno dei tuoi pezzi più belli, solo che adesso mi sento mostruosamente in colpa per le tonnellate di sacchettini fighetti che mi tocca separare e buttare nelle giuste campane, quando avrei potuto farmi regalare delle cose imballate in sportine biodegradabili del Conad…

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    Pubblicato da Fabrizio | 9 febbraio 2013, 3:11 pm
    • Grazie, caro.
      Ma ti capisco, sai, ti capisco benissimo. In queste ore soffro dilaniato dai dubbi su come smaltire il cellophane che avvolgeva il kit di riparazione del cavallino rampante che qualche idiota mi ha staccato dalla seconda macchina, quella rossa che tengo sempre in garage e che uso solo alla domenica per andare a sgasare davanti al bar.
      Ma il primo passo è rendersene conto.

      P.S. Se ti interessa credo che scarterò uno o due iPhone, perché ho finito il posto per le custodie di ricambio. Nel caso, te li metto a pochissimo.

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      Pubblicato da Niarb | 9 febbraio 2013, 3:20 pm
      • vabbé se vi autoironate addosso allora va bene. perché io la separata ultraspinta la faccio. Io ho le immondizie PULITE per farla meglio. Ma i merdosi sacchetti biodegradabili SI SPACCANO e quindi ??? Non è finita, ma un caro signore ha telefonato anni fa a Caterpillar per spiegare che i sacchetti bio che vanno per la maggiore sono una cazzata perché sono fatti un un certo modo.
        Ma era troppo preciso e scientifico… e così era poco radiofonico… e i due stronzi invece di avallare la sua tesi e fare informazione hanno optato per la professionalità del proprio lavoro … sono stati stronzi stronzi, oppure professionali? In radio mica puoi lasciar andare avanti uno che fa cambiare canale, no? Rischi di essere controproducente per lo stesso argomento che stai promuovendo.

        Forse ho capito Niarb. Forse anche tu, come me, parti con una critica che è prima di tutto rivolta a te stesso, che sai che ti stai sparando al pene da solo, spinto ad operare determinate scelte controproducenti per il tuo paese ed il tuo mondo.

        Ma quanti di noi lo fanno per quello che in altri momenti definiremmo “interesse personale” e nella frase sopra invece direi “che non è controproducente per noi stessi” ?

        Ad esempio se hai 4 euro e la scelta bio costa 8 …
        O se hai 15 anni e tutti i tuoi amici comunicano SOLO con FB …
        che scelte sono?

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        Pubblicato da cavallogolooso | 10 febbraio 2013, 8:53 pm
  2. sono arrivato solo al primo terzo di questo post. E mi è subito venuto in mente un mio caro amico che tentava questa via del nonmangiarenoncomprare eccetera. Era partito da una confezione di hamburger, ricordo, e mi sfrangiava i coglioni con questa storia. Me li sfrangiava perché in realtà se facessimo così – in totale coerenza – ci troveremmo come con le regole di Robocop: non potremmo fare nulla. Ma, in coscienza, uno ci pensa, almeno.

    Allora ho detto si, hai ragione. Ma ora guardiamo gli ingredienti.
    E li abbiamo guardati i fottuti ingredienti.
    Era più sano della carne del mio macellaio. Non c’era NIENTE altro che la carne.
    Ed era prodotta in Italia (cosa che, 20 anni fa, non ci interessava, ma era comunque così).

    Poi ho detto: e qui, dalla mia parte, diciamo che siamo pure 1 a 0 per me. Non c’è roba strana; al massimo non so da dove venga, ma nemmeno so da dove venga quella della Macelleria Santoni qui sotto casa. Perché SE VUOLE, anche lui mi fa vedere una cosa quando arrivo io e poi ne fa un’altra 360 giorni all’anno.

    Ma passiamo oltre, gli dico: adesso ti faccio la radiografia di quello che è legato ORA alla tua persona. E poi continuiamo durante tutta la tua giornata, dalla mattina, alla sera.

    O non lavori, o non ti vesti, o non mangi, o non ti diverti, se segui questa regola. Oppure lo fai da solo. Duri e puri significa duri e puri, non duri e puri GLI ALTRI. Oppure uno dice “vorrei cambiare questa cosa” e non “MERDE” a tutti e basta. Perché ogni vestito, ogni cosa per lavarsi, ogni cosa che mangiava o che veniva usata per produrla, ogni pezzo di ogni mezzo che fosse di locoozione o strumento di lavoro, od utensile di uso quotidiano, accessorio, materia prima, semilavorato, lavorazione e spesso anche servizio, NON era italiano, non era sicuramente sotto controllo, NON era biologicamente a posto al 100%. Dunque dico: non rompere i coglioni a me, perché la tua macchina è fatta di pezzi di roba cinese, la telecamera che usi per lavoro è fatta di tutto che viene da ovunque e ci ha lavorato anche un sacco di gente di cui non sai nulla e di sicuro gli scarti industriali che ci sono stati non hai prorio idea di dove siano finiti: forse l’energia usata era pure atomica, tanto per gradire.

    Il gel che hai usato, il sapone con cui ti sei lavato, il dentifricio, il contenitore del dentifricio, i giochi dei tuoi bambini, il token per l’home banking, la plastica del tuo bancomat, il cuscino su quella sedia di paglia, la sedia che sembra tradizionale, la tua lavatrice, le scarpe, i bottoni, i lacci, il mouse, ogni pezzo del tuo computer, il pavimento di casa tua, il cestino davanti a casa tua, i cartelli di tutto il tuo paese, l’asfalto, chi ha steso l’asfalto, i mezzi che ha usato per stenderlo, la vernice usata per la segnaletica che ci hanno messo dopo, i cavi per le cablature che trasmettono ciò che ora stai scrivendo, i server presso cui è ospitato ciò che scrivi, le medicine che usi, hai usato, userai, tu e i tuoi cari.

    Ecco noi abbiamo un bel parlare ogni giorno di questo tipo di coscienza politica. Ma dovremmo farlo da nudi in mezzo al bosco, oppure essere un po’ più morbidi. Ieri ho notato che una ricotta con la scritta “bio” costava UNDICI VOLTE quella senza la scritta. L’altra non ce l’aveva, ma il caseificio (industriale) che la produce è a 24 km da casa mia. Però di mucche io non he ho viste.
    Ma serve?
    Le mucche stanno da qualche altra parte e le autocisterne portano il latte.
    Quando la mia ditta produce qualcosa, la vendiamo, possibilmente, in ogni parte del mondo. Che dovrebbero dire in quelle parti del mondo?

    Se posso io scelgo di non comprare qualcosa che sia stato prodotto dove i diritti delle persone non sono rispettati. Ma non sempre posso. Posso, questo si, evitare di comprare, evitare di servirmi di quel determinato tipo di prodotto, perché l’alternativa non esiste più.

    Ad esempio, e questo riguarda solo il mio gusto personale, le t-shirt che avevo 20 anni fa avevano un cotone sicuramente più “grosso” e che io percepivo come migliore. Ora non esiste nulla del genere, da nessuna parte. Non so se entrando in un negozio di roba costosissima lo troverei. Ma non c’è: non ho alternative. Il tessuto non è più sotto il nostro controllo.
    Forse le mamme sanno fare i maglioni, ma di sicuro non sanno produrre il tessuto per le t-shirt.
    E quando vogliamo farci il pane in casa, difficilmente riusciremo ad andare a procurarcelo al mulino.

    Sul latte ho un buon controllo, invece. Ma non riesco a farmi fare un pc di buona qualità in Norvegia. Forse anche si, ma le schede madri uscirebbero comunque dalla Foxconn.

    E così via.

    Ora leggerò anche il resto, ma se guardo con che scarpe lo sto leggendo, anche quelle hanno un ELEVATO GRADO di Biodegradabilità : ci mettono DI MENO delle altre a distruggersi nel composter (ditta Astorflex) ma già se passo a calzini e jeans sono sicuro che ho poco controllo… e comunque lo sto facendo con un computer. Io stesso sto preparando un’opera (d’arte, vorrei dire io, ma lasciamo perdere… diciamo di “consapevolezza”?) fatta di “made in” … per ricordarci che ci massacriamo da soli. Ma la scelta, ripeto, non la possiamo SEMPRE fare. Anzi, ormai la possiamo fare raramente. Concordi?

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    Pubblicato da cavallogolooso | 10 febbraio 2013, 8:24 pm
  3. ecco, si, ho finto. Tutto è politica, lo dico sempre a tutti. E ancora avrei da dire. Perché comunque la politica è compromesso, anche questo non si può dimenticare. Come i rapporti di ogni giorno, basati sul sacro limite della libertà mia VS tua. Quel limite mette un piede nel mio e nel tuo: questo si chiama compromesso.

    Ma non è questo che avevo da dire: piuttosto mille argomentini e critichette e considerazioni che con tanti amici s’è fatto… e te li avrei portati ma eccone uno: nella vita uno, ogni giorno, c’avrebbe anche da vivere. E qualche volta approfondire te la richiederebbe tutta. Per un solo singolo argomento.

    Se la risposta stizzita è “allora poi non lamentarti che” – come talvolta viene anche a me – io dico che il MIO lavoro io lo faccio e quando delego il lattaio a fare il suo (e la delega avviene tramite scambio di denaro che rappresenta le nostre rispettive fatiche e spese) io non devo saperlo fare il suo. Così quando delego il Sindaco a fare il suo, così quando delego l’ingegnere a fare il suo e il controllore dell’ingegnere e del sindaco.

    Per questo quando metto la crocetta è come quando infilo la chiave e la giro: non so chi diavolo – nella centralina – faccia in modo che quando metto la freccia e contemporaneamente ascolto la radio MA mi schianto , l’airbag funzioni. Ma una cosa è certa: io ho solo girato la chiave e guidato e il resto l’ho delegato, perché anche l’operaio alla Nissan non si è occupato di quello che facevo io mentre facevo il mio lavoro.

    E questo, rispetto a quello che avevo da dire non è che una riga 😦

    Mi ‘spiace perché i tuoi argomenti sono decisamente stimolanti!! Fuggo!! pensa che avrei tutta la parte sull’islam e terroristi… anche li … woooo!!! ne avrei da dire ma… minchiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa il tempo è quello e o fai una cosa o l’altra.

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    Pubblicato da cavallogolooso | 10 febbraio 2013, 8:47 pm
    • ecchettesepo’ddì? 🙂
      tutto sacro(mon)santo.

      la mia debolezza l’ho mostrata con la cocacola.
      io bevo cocacola. Prima di sapere dei casini sindacali in colombia e altre cosette io semplicemente ero “pepsi?!! PuAH!!! L’unicasolaevvera è la cocacola!!!” – perché *mi piace* e basta. Niente altro. Posso sostenere test ciechi con la cocacola!
      E mi fa mangiare meglio. Magari mi ammazza prima, ma io sto meglio.
      Ecco, dopo aver letto alcune cosette ho detto no, non è possibile, addio.
      Ho bevuto “freewaycola” e altri surrogatocola per anni (3, credo) … ho detto NO migliaia di volte.
      E poi ogni giorno vedevo che ero l’unico interessato, che persino sul sito di chi tratta l’argomento l’informazione giaceva inerte, che nessuno, nessuno, nessunissimo se ne sbatteva, tranne il qui presente coglione che ogni volta sbavava mentre Pavlov ghignava.

      Nulla cambiava, tranne il fatto che io mi rodevo e non mi bevevo la mia fottuta cochetta ai pasti (quelli tipo pizza) …

      E con la Muller? Non ho forse io rinunciato per due anni come un coglione dopo aver letto della bufala della Muller?
      ziobastardo, non ho mangiato tutte deliziette che mi aggradavano assai, e ti assicuro che nella mia insulsa vita un po’ di gioia mi arriva dalla gastronomia, ma io no, niente.
      Poi vado a verificare … ed era una stronzata.

      Di riflesso mi sono andato a prendere una confezione di 6 bottiglie da 2 litri di cocacola e tutte le più schifezzose cose della Muller.

      Ora ho indosso una giacchetta che si dice venga dal Nepal… boh… sarà vero? A me piace, intanto. Ma avrò favorito o sfruttato qualcuno?

      ecc

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      Pubblicato da cavallogolooso | 13 febbraio 2013, 5:30 pm
      • E’ bello vedere uno che sta precipitando dal 100esimo piano e pur sapendo di schiantarsi RIDE…:)

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        Pubblicato da dani2005dani | 13 febbraio 2013, 5:51 pm
        • ti sembra che rida?

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          Pubblicato da cavallogolooso | 14 febbraio 2013, 9:06 am
          • compriendo 😉 Diciamo che stiamo precipitando tutti assieme… e rido o piango… per isteria!
            Quello che mi rende un po’ meno calzinousato è che tra me che valgo poco e tra altri che sono più forti, lo sforzo e il risultato che vedo si equivalgono… questo non mi giustifica, ma quando devo spingere una parete di metallo profonda 2 mt, io e hulk otteniamo lo stesso risultato (qui si parla di un hulk di forza morale) …
            E’ triste per tutti, ma mi faccio un po’ meno schifo. E ti assicuro che c’è bisogno.

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            Pubblicato da cavallogolooso | 14 febbraio 2013, 2:17 pm
        • Sai, io probabilmente sono ancora meno forte di te, ma non mollo. Sono un colibrì che con quel microbeccuccio cerca di spegnere una foresta in fiamme.
          Ci provo e sono certa che con tanti colibrì potremmo svegliare Hulk, fargli capire che stiamo precipitando e trovare un paracadute.
          Ma solo una paracadute, perchè oramai STIAMO PRECIPITANDO.
          Possiamo solo scegliere se il Pianeta nel 2100 (io sarò morta ma il Pianeta no e altri che devono ancora nascere, nemmeno) avrà una temperatura media globale SOLO di 3° in più oppure 6°.
          E siccome adesso siamo a circa più 1°, e come vedi abbiamo già dei problemi di risorse e di inquinamento, FIGURATI 3°. O peggio.
          Non è una crescita lineare, ma ESPONENZIALE.
          Ci faremo male, ci stiamo facendo male. Fare delle piccole azioni quotidiane verso la sostenibilità perlomeno mi fa sentire meno colpevole.

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          Pubblicato da dani2005dani | 15 febbraio 2013, 9:03 am
  4. Reblogged this on Depresso Gioioso and commented:
    Fate anche voi il controllo: siete privi di una coscienza politica oppure vi turate il naso e guardate dentro al vostro portafoglio e scendete a compromessi con le vostre possibilità quotidiane? Niarb ci mette di fronte alla vera essenza della politica. Leggete e confrontatevi anche voi con questo argomento per niente facile: mettere una crocetta è facile, non è facile invece fare le scelte giuste ogni giorno.

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    Pubblicato da cavallogolooso | 10 febbraio 2013, 8:57 pm
  5. Ciao.
    Niente crocetta, direi SVOLAZZO…Noi, periferica Italia, contiamo poco, figuriamoci se cambiare i pagliaccioni che vogliono solo arrivare a un posto EASY e BEN PAGATO (Razzi ha detto la Verità, per TUTTI, non solo per lui) come quello del politico. Io dubito, dubito sempre. Quelli bravi non hanno voglia e tempo di fare politica, quelli che non hanno un cazzo da fare, si.
    Per cui, amico Niarb, SVOLAZZO…o ghirigoro.

    Invece il resto lo faccio da tanto tempo.
    Mai buttato nulla per terra.
    Mai usato l’acqua a vanvera.
    Pochissimo aereo.
    Pochissime vacanze extrafighette (l’Italia è MERAVIGLIOSA).
    Tanti libri, qualche CD, pochi DVD.
    Pochissima carne e solo di dinosauro (per i non addetti all’afterfindurismo…POLLO).

    La MODA? Ogni volta che associo la parola MODA a qualcosa è sempre una stronzata (quest’anno va di moda infilarsi i collanti sopra le scarpe…MODA…non stupidità…MODA). Vesto comoda, classica. Mi devo coprire non rendere intelligente…:)
    Casa a alta classe energetica, luci efficienti.

    Frigo, ecco adesso arrivo al frigo.
    IL FRIGO è IL CIMITERO DELL’ENERGIA.
    Noi che vediamo riempirsi il frigo magicamente (dall’IPER, magari…) e svuotarsi altrettanti magicamente il secchio DIFFERENZIATO di immondizia, ecco NOI SIAMO DEI POVERI COGLIONI.

    Non sappiamo più cosa c’è PRIMA dell’IPER e nemmeno cosa ci sia DOPO.
    Noi CONSUMIANO, mica qualità, APPARENZA.
    E BUTTIAMO VIA, ENERGIA.

    Si quella che sta sparendo, quella che costerà sempre di più. Ogni caloria alimentare è praticamente 10 calorie di energia fossile, si quella che ci sta ammorbando, inquinando e facendo diventare tutto caldo o tutto secco o tutto tempestoso (riscaldamento globale e consecutivo cambiamento climatico).

    E Noi, MAESTRI DEL FRIGO STRAPIENO (magari di junkfood)?

    In Europa buttiamo via circa 90 milioni di tonnellate di cibo all’anno (messo su TIR circonderebbe l’Equatore), e non solo per le regole astruse europee che impediscono, dopo la mucca pazza, di dare gli alimenti scaduti agli animali (tutto in discarica), ma soprattutto per il globalissimo modo che hanno le industrie alimentari di fare introiti:VENDENDOCI APPARENZA.
    Nulla c’entra con la qualità, la dimensione o il colore della frutta e della verdura, nulla c’entra con la qualità il fatto che buttino via SEI GIORNI PRIMA della scadenza i latticini (io li mangio scaduti anche di 15 giorni E NON SUCCEDE NULLA). Però ci imbottiscono di immagini colorate e così svuotano continuamente i banchi dei vari IPER. Oppure siccome dobbiamo avere un pane diverso al giorno, fanno quantità superiori al vendibile di pane e poi…LO BUTTANO.

    Tu butti cibo che già ha subito una serie di scarti (le patate…sono una su due va bene, vi rendete conto?), tutta energia SPRECATA e se fossile INQUINAMENTO.

    Non te ne frega niente che c’è gente che muore di fame?
    Però di respirare ne hai bisogno, e se butti via cibo e se lo compri nell’IPER SPRECHI. Il tuo Futuro, sprechi, la tua vecchiaia sana, la tua salute e la tua sicurezza.
    Vuoi sapere di più?

    Ascolta questo film “Taste the waste” che cerca di ricostruire i meccanismi di tutto questo spreco.
    http://tastethewaste.com/

    Esiste anche con sottotitoli in italiano, acquistando il DVD.

    Abbiamo la merda borghese che ha bisogno di acqua potabile per scaricarsi nel water, il SUV inquinante, le idiozie e i capriccetti indotti da una pubblicità che è stata inventata da SATANA IMSELF, buttiamo il cibo, sprechiamo energia (non ultima quella della posa della CROCETTA, PRATICAMENTE INUTILE).

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    Pubblicato da dani2005dani | 11 febbraio 2013, 9:45 am
    • Daniela, io ti voterei.
      Farei anche i banchetti, per te.

      Lo so che non mi vedi in faccia, e che pensi che stia ghignando. Ma non è così.

      Tutto quello di cui parli qui su Afterfindus, su Blog Drome, su Rimedio-Evo, e in tutti gli altri posti in cui dài il tuo contributo, è quello che vorrei sentire da almeno UN candidato al Parlamento. Che voterei subito.

      Con la tua competenza, il tuo entusiasmo e la tua energia saresti l’incentivo migliore per andare a mettere una crocetta. Che non sarebbe affatto inutile.

      E dài, facci un pensierino… 😉

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      Pubblicato da Niarb | 11 febbraio 2013, 10:26 pm
      • ….sono tutta rossa in faccia…mentre ti immagino sorridente…(non ghignante, mi sono fatta l’idea che mi stimi un pochino)…tuttavia non credo avrei la forza di fare politica…mi piacerebbe contribuire, come tutti dovrebbero, al miglioramento della società, ma non so se mi piacerebbe essere in prima fila…
        Ratzinger si è dimesso perchè devono avergli detto “ssssshhhht con ste stronzate sui preservativi e aborto e preti pedofili e donne in chiesa e matrimoni gay”. Papa Luciani è stato zittito, se ben ricordi.

        Per avere meno WASTE, servirebbe fermare (come sai benissimo) L’UOMO DEL MONTE (metafora di ben altra porcheria globale).
        Ovvero metterti contro il CODEX ALIMENTARIUS.
        Ovvero, tanto per fare una risata, MONSANTO.
        Oppure, ridi pure, NESTLE’.

        Metterti contro questi significa fare la fine di papa Luciani.

        Obama?
        Secondo mandato, potrebbe fare molto di ciò che DICE.
        Secondo il “Center for Biological Diversity” Obama dovrebbe annunciare cinque “executive actions”:

        1. Imporre un tetto all’inquinamento da carbonio;
        2. Vietare il fracking e terminare le ricerche di petrolio sui terreni pubblici;
        3. Non approvare la Keystone XL pipeline;
        4. Proteggere l’Artico dalle trivellazioni offshore;
        5. Unirsi al Mondo per trovare un Trattto sul clima equilibrato e ambizioso.

        Ma la difficoltà sta nel dirlo dopo aver magari firmato per la CIA un invio di DRONI a qualcuno (e tu sai perfettamente cosa dico perchè è grazie a un tuo interessantissimo post sulle armi che ti ho conosciuto).

        Volevo carne al fuoco?

        SERVITISSIMO…:) 🙂

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        Pubblicato da dani2005dani | 12 febbraio 2013, 10:11 am
  6. Finalmente con il nostro denaro
    abbiamo comprato un altro pianeta
    chi s’è comprato quello vecchio e venduto
    nessuno nessuno che proprio nessuno
    avrebbe mai potuto pagarlo
    mercante tu e tuoi siete astuti
    maneggiate come stoffe parole
    di ciottoli e vetri fate credere al volgo
    si tratti di smeraldi e di perle
    ma su di me il tuo incanto non prende
    questo spiazzo asfaltato rovente
    quel lastricato d’asbesto letale
    io so che prima delle tue tende
    dei tuoi banchi colmi di merce
    era terra fremente di vite
    belle di bellezza perenne
    viandante tu non hai nulla da spendere
    mi basta uno sguardo per darti del niente
    ma io sono mecenate potente
    in ogni luogo impera il mio logo
    prendi dalle ceste ciò che ti serve
    il tuo grazie varrà in pagamento
    se ci fosse qualcosa che serve
    a inarcare le mie labbra a sorriso
    avrei già allungato la mano
    ma tu misero venditore arrogante
    sei solo denaro stampato
    su carta o magnete
    impermanente.

    Mi piace

    Pubblicato da sclarandis | 12 febbraio 2013, 12:42 am
  7. Conclusione, la vita é un inevitabile compromesso trà:

    quello che si vuole,
    quello che si può
    e quello che si deve.

    Parole e filosofia sono la vasellina da spalmare sul proprio ‘ego’ quando la realtà ci obbliga a:

    rinunciare a quello che si desidera,
    accontentarsi di ciò che si può ottenere
    e fare ciò che non ci conviene.

    Meno male che é così.

    Grazie per l’ospitalità

    Mi piace

    Pubblicato da viman | 2 agosto 2013, 8:06 am
  8. (Arrivo io, insonne, con il mio commento idiota ma sincero) Dopo questo post penso di amarti follemente!

    Liked by 1 persona

    Pubblicato da V. | 23 maggio 2014, 11:58 pm
    • Ossignur, vorrei evaporare.
      Credo di essere vittima di un attacco di hacker (o è la mia genitl consorte, o sono gli hacker).
      Perché non è possibile accorgersi solo oggi, a un secolo di distanza, che la mia tremebonda risposta a questo splendido, inebriante, balsamico commento della leggiadra e bravssima V. è stato rimosso dagli elfi malvagi della rete.

      V., potrai mai perdonarmi??
      Tu, xxxxxx xxxxxx, e la ragazza con i capelli lunghi biondi: sappiate tutte e tre che quest’umile minatore è prostrato davanti a voi col capo cosparso di cenere, la schiena grondante sangue furiosamente autoflagellato, e le chiappe recanti impronte di scarponi chiodati taglia 48. Questo mi merito, e molto di più.

      Non si risponde a una dichiarazione di quasi-forse amore con l’oblio. Se poi sei un patacca che non riesce a rispondere ai commenti come dio comanda, ancora peggio. Altro che il blog, datti alla pesca di fiume.

       

      Nel nome di tutti gli amanti non corrisposti, di tutti i silenzi assordanti, di tutti i monologhi al vento, di tutte le scelte incoerenti, di tutti i seggi sonnacchiosi, e di tutti i voti a casaccio che hanno punteggiato, infangato e svilito la storia dell’Universo, permettetemi, care V., xxxxxx xxxxxx, e ragazza con i capelli lunghi biondi di rispondervi nell’unico modo possibile, per bocca dell’antica Profetessa Caterina:

      Per aspera ad astra,
      con vergogna e trasporto
      niarb

      Mi piace

      Pubblicato da niarb | 27 marzo 2016, 3:34 pm

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