Mappamondo

Cinque risposte imbarazzanti

Questo articolo è il seguito di Una domanda imbarazzante, in cui si raccontava della questione posta da un nativo della Nuova Guinea al grande scienziato Jared Diamond.
Non l’avete letto? Fatelo adesso. L’avete già letto? Beh, sappiate che, per il vostro esclusivo sollazzo, l’ho arricchiato con una bella fotilla del grande Jared.

In ogni caso, al termine di quell’articolo dissi che nel successivo avrei svelato la risposta di Diamond.

Beh, gente, ho una cattiva notizia.

Ho mentito.

Ho mentito come un cane.

 
Mi spiace, ma in questo articolo non rivelerò proprio niente.
Insultatemi pure, maleditemi, se vi va. Non parlerò.

Non è cattiveria gratuita, la mia. E non è nemmeno una banale questione di suspence.
Il fatto è che, seguendo l’esempio di Jared Diamond, mi sembrava opportuno mettere le mani avanti, e chiarire da subito quali NON siano le risposte esatte. Ci sono un sacco di piccoli insidiosi pregiudizi in giro, e a volte, magari senza accorgercene, ci caschiamo dentro anche noi.

Perché sì, forse la risposta alla domanda di Yali, sotto sotto, pensiamo di conoscerla già. Non è una risposta particolarmente charmant, edificante, progressista o politically correct, e quindi magari non ci piace l’idea di doverla esprimere a voce alta, magari in pubblico. Però, nell’intimità della nostra testolina, non possiamo impedirci di pensarla.

Beh, forse è la risposta sbagliata.

 
Quindi, meglio far piazza pulita prima di cominciare. Il bombardamento dei pregiudizi contro la verità è una battaglia difficile e insidiosa.

 
C.N.: Capo Verde, qui Capo Nero. Mi ricevete, Capo Verde?

C.V.: Ehm… veramente qui non è Capo Verde, signore. E’ la base militare di Pontida, sono appena decollato…

C.N.: Maledizione! Ma chi parla?

C.V.: Aviere Carpa, Squadrone Bombardieri “Alberto da Giussano”, siur. Per servirla, siur.

C.N.: Dannato imbecille! E’ lei Capo Verde, non un maledetto villaggio vacanze africano. E’ il nome in codice per la sua missione, ha capito?

C.V.: Signorsì, siur.

C.N.: Niente “siur”, Capo Verde! Qui è la base di Norimberga, Capo Nero, maledizione. Allora, siete pronti per la missione?

C.V.: Prontissimi, siur Capo Nero. Abbiamo fatto il pieno di bombe.

C.N.: Bene. Allora inquadrate alla svelta l’obiettivo e fate fuoco. Quella maledetta domanda deve essere annientata.

C.V.: Siur Capo Nero, abbiamo già la domanda sul radar.

C.N.: Ottimo. Sganciate immediatamente e facciamola finita.

C.V.: Agli ordini, siur. Portello!

 


C.N.: Capo Verde, qui è Capo Nero. Allora? Eliminato l’obiettivo?

C.V.: Ehm… tempo di no, siur. La bomba non ha avuto effetto.

C.N.: Come sarebbe a dire, non ha avuto effetto? Ma che diavolo avete sganciato?

C.V.: Beh, un pezzo da novanta, siur. Diceva: “Europei e asiatici hanno storicamente avuto la meglio su africani, sudamericani, oceanici e comitiva perché sono una razza superiore“.

C.N.: Una razza superiore?

C.V.: Certo, siur!

C.N.: Maledetti imbecilli, per forza avete fatto fiasco! Quella storia delle razze l’abbiamo già provata noi quasi un secolo fa, e non funziona.

C.V.: Non funziona, siur?

C.N.: No che non funziona. Biologicamente parlando, esiste una razza sola, Capo Verde. Homo Sapiens, Homo Erectus, uomo di Neanderthal, uomo di Cro Magnon. Ceppo unico, stessa minestra.
Nei cani ci sono le razze. Negli uccelli, nei pesci. La razza umana è, per l’appunto, una razza sola.

C.V.: Ma… siur Capo Nero, e i negher…? Non mi dirà mica che sono come noialtri, no, siur?

C.N.: Capo Verde, la buccia è diversa, ma dentro è tutto uguale. I bianchi possono accoppiarsi con gialli, neri, rossi, pigmei e watussi e avere figli, non lo sa? Questo fa dell’umanità una razza sola.

C.V.: Accoppiarsi? Anche coi gialli, siur?

C.N.: Evidentemente non è mai stato in Thailandia, Capo Verde. (sospira) Quanto ai neri, domandi a sua moglie.

C.V.: Domanderò, siur. Ne sgancio un’altra?

C.N.: Subito, Capo Verde subito. E che sia grossa.

 


C.V.: Capo Nero, qui Capo Verde. Abbiamo mollato la bomba numero 2.

C.N.: E allora?

C.V.: Temo… temo non abbia funzionato neanche questa.

C.N.: Ancora? Ma cosa avete sganciato?

C.V.: Beh, questa era micidiale. “I popoli europei e dell’estremo oriente hanno avuto la meglio su tutti gli altri perché sono geneticamente superiori“. Non capisco, è un argomento inattaccabile.

C.N.: Capo Verde, ha un dottorato in biologia lei?

C.V.: Non proprio, Capo Nero. Mi sto diplomando alla Scuola Radio Elettra.

C.N.: Capisco. Allora forse le è sfuggito che tra il 2000 e il 2003 è stato decodificato il genoma umano.

C.V.: Cavoli, Capo Nero, è fantastico! …E cosa significa, di preciso?

C.N.: Significa che da oltre un decennio siamo in grado di leggere il codice genetico umano. Il DNA, se preferisce.

C.V.: Ah. E cosa c’è scritto?

C.N.: Un sacco di cose interessanti. Ma non quelle che ci aspettavamo. Tanto per dire, è venuto fuori che a livello genetico tutte le etnie umane sono uguali al 99,99%. E che, pensi un po’, il genoma dello scimpanzé è per il 98.77% identico a quello umano. E che certi tipi di lievito, o i moscerini, hanno poco meno della metà dei geni degli uomini. E…

C.V.: Capo Nero, mi sta dicendo che non è vero che i negher hanno il ritmo nel sangue?

C.N.: Forse ce l’hanno, Capo Verde. Ma con i microscopi proprio non si vede. Provate con un’altra bomba.

 


C.V.: Capo Nero, qui Capo Verde. Bomba numero 3 sganciata. Questa è grossa, siur.

C.N.: …e?

C.V.: …E’ strano, non è esplosa. Non capisco.

C.N.: Capo Verde, cosa diavolo avete provato, questa volta?

C.V.: Beh, Capo Nero, questa in teoria non avrebbe dovuo lasciare scampo. “I popoli occidentali hanno sottomesso tutti gli altri perché sono più intelligenti.” Non vedo dove sia il problema.

C.N.: Non lo vede, eh? Capo Verde, pezzo d’imbecille, cosa significa “più intelligenti”? Ha per caso un misuratore di intelligenza, da qualche parte?

C.V.: Ma, siur Capo Nero, mi sembra ovvio. Tutti quei selvaggi vivono in condizioni, come dire, primitive. Noi abbiamo le automobili, i computer, i razzi e le Jacuzzi. Loro vivono appollaiati sugli alberi, vestiti di pelli puzzolenti. Non è ovvio che siamo più intelligenti noi?

C.N.: Capo Verde, noi abbiamo anche la depressione, le malattie mentali, l’isolamento, l’alienazione, l’infarto, gli incidenti d’auto, l’inquinamento, le scorie radioattive, Quelli che il calcio, i reality show, il crack, lo stress. Devo continuare?

C.V.: Beh, vabbé. Inconvenienti collaterali. Ma vogliamo mettere? Ho un nipotino che a tre anni sa a memoria le prime tre stagioni di “Desperate Housewives”, ha un personale di oltre un milione ad “Angry Birds” e sa fare “Il pulcino Pio” coi rutti.

C.N.: Aviere Carpa, i bambini occidentali passano la maggior parte del loro tempo in contemplazione passiva di programmi televisivi idioti, volgari e diseducativi. Si rincoglioniscono. E’ già molto se non si affogano mangiando le Zigulì. Nei luoghi in cui l’infanzia non è sifonata da stimoli catodici del genere, invece, i piccoli passano il tempo a fare: giocano, discutono tra loro, imitano gli adulti, ci parlano. Sperimentano, imparano. Fanno bodybuilding al cervello.

C.V.: Beh, siur. Se è per questo, c’è gente che sostiene che anche scimmie e delfini siano intelligenti. Ma, se mi permette, c’è un bel cavolo di differenza: gli esseri umani hanno creato cose pazzesche, tipo la ruota, New York, le armi. E invece tutto quello che sanno fare i delfini è starsene in acqua, mangiare, giocare e accoppiarsi.

C.N.: Esatto. E questo, per come la vedono i delfini, è precisamente il motivo per cui loro ritengono di essere più intelligenti.

 
[L’argomento è stratto dall’insostituibile “The Hitchiker’s Guide to the Galaxy” – “La Guida Galattica per Autostoppisti” di Douglas Adams, N.d.A.]
 

C.V.: Messaggio ricevuto, Capo Nero. Inverto la rotta, e ne sgancio un’altra.

C.N.: Bravo Capo Verde (sospiro), faccia così.

 


C.V.: Aviere Carpa a Capo Nero. Bomba numero 4 sganciata.

C.N.: Esito?

C.V.: Hmm. Non vedo tracce di deflagrazione, signore.

C.N.: Himmel! Vuole avere la cortesia di spiegare cosa diavolo avete provato?

C.V.: Beh, abbiamo usato l’argomento finale, siur! “I popoli occidentali e dell’estremo oriente hanno dominato la Storia perchè sono più evoluti.”

C.N.: E questo sarebbe l’argomento finale?

C.V.: Ma certo! E’ naturale. Gli occidentali si sono evoluti più degli altri per il semplice motivo che si sono adattati meglio all’ambiente.

C.N.: Non ci posso credere. Avete scomodato Darwin.

C.V.: Proprio lui, siur. Adattamento all’ambiente, e prevalenza del più adatto.

C.N.: Sa, Carpa, credo che se esiste un aldilà, Charles Darwin sia una delle anime più incazzate di tutto il Paradiso. Ci abbiamo provato in tanti a usare le sue parole per giustificare le teorie più assurde e devianti. Il problema è che non regge.

C.V.: Come sarebbe a dire, non regge? Ho visto in TV un programma in cui portano degli aborigeni australiani nel centro di qualche grande città, e gli danno la molla. Mi creda siur, sono troppo imbranati! Non sanno guidare, non sanno prendere un ascensore, non sanno usare il bancomat. Non sanno nemmeno attraversare una strada senza rischiare di farsi ammazzare!

C.N.: E non ha mai visto quell’altro programma in cui portano gente di successo su un’isola più o meno selvaggia? Non sanno costruire un rifugio, non sanno cacciare, non riconoscono gli insetti letali, non sanno medicarsi, non sanno quali frutti siano commestibili e quali velenosi. Se non fosse una messinscena, durerebbero meno dei titoli di testa.

C.V.: Capisco, siur. Ognuno è intelligente a casa sua. Uno a uno.

C.N.: Macché uno a uno, Capo Verde. L’argomento Darwin l’abbiamo rottamato già da tempo: è troppo dannatamente pericoloso. Se proprio vogliamo parlare di selezione naturale e intelligenza dei popoli, la logica dice che quelli più svegli sono proprio quelli che lei definisce “selvaggi”.

C.V.: Prego?

C.N.: Mi ascolti, imbranato. Gli europei hanno vissuto per secoli in società affollate in cui la principale causa di morte NON erano tanto le guerre, gli omicidi o incidenti di vario tipo. Erano le malattie infettive.

C.V.: Le malattie?

C.N.: Le malattie, Capo Verde. Peste, lebbra, tifo, vaiolo, colera: le epidemie più varie. Quelli che arrivavano a riprodursi erano quelli che sopravvivevano ai diversi virus. Non i più belli, i più intelligenti, o i più saggi. Semplicemente, quelli con gli anticorpi giusti.

C.V.: Santa Asl!

C.N.: Invece in posti come l’Africa o l’Oceania gli uomini hanno sempre vissuto in piccoli gruppi isolati, ben separati dagli animali e da altre possibile fonti di malattie epidemiche. Per questi popoli, le principali cause di morte erano incidenti, omicidi, guerre tribali, e scarsità di cibo. E quindi in queste società gli individui che sopravvivevano e che arrivavano a riprodursi erano i più forti, i più intelligenti e i più astuti.

C.V.: Insomma, meglio lasciar riposare Darwin in pace.

C.N.: Molto meglio. E ancora meglio tentare con qualcos’altro.

C.V.: Capo Nero, temo ci sia rimasta solo un’ultima bomba.

C.N.: Che sia quella buona, Capo Verde.

 


C.N.: Capo Verde? Si vede fumo?

C.V.: Non ancora, siur. Ma l’ultima pigna non perdonerà.

C.N.: Ah no? E perché, di grazia?

C.V.: Beh, finora abbiamo sbagliato strategia. Abbiamo pensato troppo in piccolo.

C.N.: In piccolo?

C.V.: In piccolo, siur. Finora ci siamo concentrati su cose vaghe e piccolissime – i geni, il DNA, quella roba confusa dell’evoluzione.

C.N.: …E invece ora?

C.V.: E invece ora, pensiamo in grande! Il clima, siur, il sole: i popoli sconfitti dalla Storia sono quelli che vivono nei paesi caldi. E il caldo, si sa, toglie le forze, impigrisce, rende oziosi. Al contrario, il freddo stimola.

C.N.: Capo Verde, voglio che lei sappia che al suo ritorno la ucciderò. Poi mi sparerò alla tempia con la stessa pistola.

C.V.: Stia tranquillo, Capo Nero. Questa volta non falliremo. Pensi a quei poveri negretti che vivono nella savana, con un sole che spacca le pietre. Anch’io, lo confesso, in estate mi sento più pigro, non ho voglia di fare lavori pesanti, e me ne starei sempre all’ombra a dormicchiare.

C.N.: …perché invece quando fa freddo…

C.V.: E’ tutta un’altra cosa! Il freddo stimola, sveglia, sprona. Uno che vive in un paese freddo si deve dare da fare se vuole sopravvivere. Non può mica strar lì a ciondolare sotto a un albero o dormire sotto le stelle. Deve costruirsi una casa, riscaldarla, farsi dei vestiti…

C.N.:

C.V.: E pensi a quei lunghi inverni ghiacciati, a quelle notti interminabili. Pensa a quanto tempo a disposizione per riflettere, immaginare, inventare.

C.N.: Capo Verde, sto oliando la Luger. Ma lei è davvero convinto di quello che dice?

C.V.: Ma siur! Guardi chi sono i popoli che vivono al nord. Tedeschi, svedesi, danesi, svizzeri. Tutta gente pratica, tecnologicamente avanzata, intelligentissima. Al caldo trova al massimo camerunesi, congolesi, etiopi, messicani, gentaglia così.

C.N.: Ma pensa. E allora come si spiega che praticamente tutti i grandi imperi del passato siano sorti in climi caldi? Assiri, babilonesi, hittiti, persiani… il Medio Oriente non è esattamente il paradiso dello snowboard, no?

C.V.:

C.N.: E poi egiziani, greci, cretesi, cartaginesi, etruschi, romani. Tutti terùn.

C.V.:

C.N.: Volendo dare un’occhiata dall’altra parte del mondo: maya, inca, aztechi, toltechi, olmechi… Tutti imperi nettamente posizionati a sud del Tropico del Cancro. A differenza di goti, visigoti, vichinghi, unni, vandali e altre illuminate stirpi settentrionali.

C.V.: Ma… ma allora… la Volkswagen? La Nokia? La Volvo? Il Tetrapak? La Bundesbank? La Bundesliga?

C.N.: Oh, tutte cose fantastiche. Ma recenti. Frutto degli ultimi cento-duecento anni. I popoli delle alte latitudini hanno cominciato a giocare un qualche ruolo nella storia del mondo solo dopo aver imparato a sfruttare le invenzioni delle grandi civiltà meridionali: l’agricoltura, la scrittura, la ruota, la metallurgia, la medicina e tutto il resto.

C.V.: Oh, santo Po.

C.N.: La sua bomba non esploderà, Capo Verde. La domanda maledetta resisterà anche a questo assalto.

C.V.: E allora? Allora perché noi siamo supertecnologici e superfighi, e quelli là muoiono di fame e malattie in capanne sgangherate?

C.N.: Torni immediatamente alla base, Capo Verde. Servono urgentemente altre indagini.

Eh sì. Servono urgentemente altre indagini.

Ed eccole qua.

 
Ispirato da Jared Diamond, “Armi, acciaio e malattie”, 1997.
Le due immagini a fine articolo sono tratte rispettivamente dal film “Il dottor Stranamore” di Stanley Kubrick (1964) e dall’albo a fumetti “Action Comics” (1940).

 

Discussione

14 pensieri su “Cinque risposte imbarazzanti

  1. FARE A RUTTI IL PULCINO PIO….rido ancora…e ancora…e sono felice perchè anche tu conosci Jared Diamond, colui che ha scritto un libro fondamentale nel 2004, Collapse – How societies choose to fail or succeed.
    Fondamentale per capire che siamo NOI HOMO SAPIENS un colpo di culo genetico, una unica razza che è sbucata dall’Africa per espandersi ovunque nel globo terracqueo, fregando gli europeissimi Neanderthal (però un 6% di loro esiste nei nostri geni). Perchè un colpo di culo? Perchè siamo VINCITORI (si fa per dire, alla lunga perderemo, sarà il Pianeta a proseguire la sua corsa verso il decadimento geologico) su BEN 50 MILIARDI di razze viventi che hanno occupato e che occupano la Terra.
    FIGONI eh?
    Poi, siccome assomigliamo alle muffe e ai batteri più di quanto ci piaccia, abbiamo occupato TUTTO il pianeta, e ci stiamo moltiplicando come mosche nella pappa del cane all’aperto d’agosto….
    Ma, prima o poi staremo stretti (già successo) e quindi cominceremo a guardarci in cagnesco, a dire che uno puzza, uno è antipatico, uno ha l’alito pesante, così per isolarlo e annientarlo e avere più spazio per vivere e più risorse da saccheggiare.
    Le scuse sono sempre le stesse.
    Anche alle elementari era così, se eri bello perchè eri bello, se eri brutto perchè eri brutto, oppure povero, ricco, alto, basso, grasso , magro, con i jeans, senza jeans….siamo creativi noi SAPSAP…

    E poi vieni a trovarmi nel mio blog, CATTIVO che non sei altro…oggi mi pare di averne fatto uno ispirato…;)

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    Pubblicato da Daniela | 15 novembre 2012, 12:30 pm
    • Oh yes, Jared è una delle mie letture preferite. Ho già scritto altri articoli ispirati proprio a “Collasso”, ed è un vizio a cui non intendo rinunciare. Grazie per il commento! Ma ora chi va a dirlo in giro a tutta quella bella gente là fuori che siamo solo dei “colpi di culo genetici?” Anche quelli con l’iPhone 5? 🙂
      Daniela, la nostra popolarità potrebbe soffrirne… 😉

      (E, please, credimi: ultimamente non è che non ti ho letta. E’ che non ho fatto commenti. Ma ti ho rebloggata in ben tre occasioni su Faccialibro, e spero che un po’ di traffico ti sia arrivato. Anche se, a differenza di queste pagine, l’Afterfindus faccialibrico è frequentato come il gabinetto di etica applicata a Montecitorio: molto, molto poco. Mi farò sentire presto.) 🙂

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      Pubblicato da Niarb | 15 novembre 2012, 7:41 pm
      • Allora credo che troverò il tempo di leggere tutti gli articoli DIAMOND. E ti infetterò di ca**ate ogni post con la mia inutile saccenza…
        Ah, figo il gabinetto di etica….peccato sia ignorato.
        E grazie per il faccialibro, come sai io non ci sono, è una forma di allergia, mi vengono delle effe dappertutto e stonano con il mio colore di capelli…;)
        Ti aspetto!

        P.S. Noi siamo, è scientificamente dimostrato, la razza vincente su 50 miliardi di razze che hanno abitato questo pianeta da 4,5 miliardi di anni….vincente è una parola grossa, ma pare sia così se siamo riusciti a MODIFICARE il clima con le nostre azioni pesanti…

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        Pubblicato da Daniela | 16 novembre 2012, 9:51 am
      • da qualche parte avevo letto che in effetti anche l’intelligenza potrebbe non essere determinante su scala evolutiva … ma non ricordo… il titolo forse era qualcosa di provocatorio come “non è detto che il deficiente non sia meglio” … qualcosa così … non ricordo. Forse ricordo … copertina gialla 😀

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        Pubblicato da cavallogolooso | 19 novembre 2012, 9:16 pm
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      Pubblicato da cavallogolooso | 19 novembre 2012, 9:15 pm
      • Ha! Daniela e Cavallo, siete dei grandi!

        In ogni caso, è una antica cattiva abitudine dei virus quella di modificare l’ambiente circostante, spesso fino a rendere la propria stessa sopravvivenza impossibile. Bravi a sopravvivere nel day by day, ma scemi duri nel lungo termine. Noi non facciamo eccezione.

        Ma il rapporto tra intelligenza ed evoluzione mi riporta alla mente anche un bellissimo dialogo da “Il Quinto Giorno” di Frank Schätzing. Ve lo racconto presto.

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        Pubblicato da Niarb | 21 novembre 2012, 7:19 pm
  2. Niarb, il magnifico, permettimi umilmente di dire la mia.
    Faccio conto che tu abbia assentito.

    Intanto, non é sempre stato così. Diciamo che l’Europa occidentale fà il bello ed il cattivo tempo da 6/700 anni.
    Per millenni, il suo territorio non é stato che il campo di battaglia per il resto del Mondo. Unni, Visigoti, Califfati vari, Vandali, Romani, ecc. ci passavano per prendersi a bastonate ed accessoriamente saccheggiare e violentare il pisquano di turno, immancabilmente europeo. Se vogliamo, eravamo i danni collaterali dell’epoca.

    Un po’ più lontano, Mongoli, Macedoni, Persiani, Numidi, Assiri e via dicendo conquistavano e sottomettevano territori sterminati e nessuno ci trovava niente da ridire.

    Maya ed Aztechi, ci hanno provato pure loro, ma senza molta convinzione. Erano ancora dilettanti. Niente a che vedere con le maestose stragi di Gengis Kan oppure le belle decapitazioni a catena di Tamerlano. Quelli erano professionisti.

    Orbene, partiamo dal principio incontestabile che, messi a parte i casi di pazzia, uno rischia la pelle soltanto per fame o’ per paura.
    Quando nessuno ti vuol fare la pelle e ti sei rimpinzato a dovere, il tuo solo desiderio é quello di fare n’golò-n’golò con una pulzella. Ammazzare il vicino per fregargli una ciottola di insalata, non ti passa neppure per il cervello.

    Insomma, a parte quei figli di Troia che hanno messo in piedi una guerra del Demonio per un paio di chiappe, auguste fin che vuoi ma sempre chiappe, tutti gli altri si sono scannati per il granaio o’ il gregge del vicino. Poi, se incidentalmente nel granaio c’erano anche delle donne, tanto meglio.

    Tutto questo, ci porta a constatare che le prime grandi esplorazioni che condussero alla colonizzazione europea degli altri continenti iniziarono proprio durante le grandi guerre religiose. Buona parte dei navigatori spagnoli e portoghesi presero il largo per non cadere nelle grinfie dell’inquisizione. La grande riforma, lo scisma e le guerre religiose inglesi riempirono le stive di fuggiaschi e prostitute. Queste stesse gioiose iniziative contribuirono, anche se indirettamente, a popolare: l’Australia, il Madagascar e le isole dell’Oceano Indiano.
    Rivoluzioni e carestie popolarono l’America del Nord ed il Canada.

    Tutta l’America latina, fino al Texas, fu colonizzata da pecorai, nobili decaduti e miserabili che non avevano mai visto una spingarda prima di mettere piede su una caravella.

    Ecco, quello che voglio dire é che tutti questi conquistatori furono valorosi, perché non avevano scelta. Qualunque sorte avesse loro riservato il nemico, non sarebbe stato peggio di quanto li aspettava in Patria.
    In poche parole: se avessero vinto sarebbero stati incomparabilmente meglio e se avessero perso, non sarebbero stati peggio.

    Quindi: fame e paura, ecco i veri motori delle conquiste.

    E forse in tutto questo c’é il germe del poco amore che ancora oggi gli europei portano all’Europa. Ma, come diceva Kipling, questa é un’altra storia.

    Grazie per l’ospitalità

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    Pubblicato da viman | 14 luglio 2013, 5:09 pm
    • Viman, tanto per cominciare smettila di nascondere la tua identità e dichiara finalmente al mondo che in realtà sei Piero Angela! Signor Angela, è un onore averla tra noi. 🙂
      Naturalmente, ai tuoi commenti assentisco (assento? assenzio? insomma: approvo) sempre con indicibile piacere.

      La tua spassosissima supersintesi (che condivido) ci starebbe da papa in quarta di copertina sul libro di Diamond. Fame e paura, senz’altro, sono state le cause. Le armi, la tecnologia e i virus sono stati gli strumenti.

      O forse è stato il solito fattore C (caso o c**o, come preferisci).
      Con una spruzzata di fattore A (avidità).
      E, per dirla proprio tutta, con anche un po’ di fattore F (quello che tira come una coppia di buoi, che tu mirabilmente sintetizzi in “auguste chiappe”).

      Ma credo proprio che, come diceva Jacques Monod, il caso e la necessità spieghino parecchie cose.

       
      Certo che siamo proprio bravi a trovare spiegazioni per quello che è già successo.
      Se solo fossimo in grado di trarne qualche utile insegnamento per il futuro…

      A presto!

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      Pubblicato da Niarb | 23 luglio 2013, 7:43 pm
  3. Sommo Niarb, non per fare il leccaculo, ma credevo fossi la reincarnazione di Alessandro Manzoni. In meglio.
    Il tuo livello é tale che l’Angela, del quale ignoro le opere, arriverebbe al tuo calzino soltanto arrampicato su uno sgabello.

    Questo detto: hai perfettamente ragione di darmi ragione. Ma….

    D’accordo, per le armi e la tecnologia. Io avrei una teoria, però é meglio non parlarne.
    Per i virus, direi che é stato ‘donnant-donnant’ non é che loro scherzassero con la sifilide e la febbre gialla.
    Certamente vero, per l’avidità, non per niente si dice ‘la fame vien mangiando’
    Il caso ci gioca inevitabilmente, altrimenti che caso sarebbe ? Però, gioca nei due campi, quindi zero a zero e palla al centro.

    Le chiappe, non ci credo. Vengono dopo, quando la panza é piena e l’avvenire assicurato. Mai visti due barboni affamati battersi per una barbona.

    Niente da fare, per il futuro, siamo nati sotto il segno della sfiga e dobbiamo farcene una ragione.
    Coloro che non ci credono, dovrebbero leggere con devozione la parabola del principe di Samaracanda.

    Lunga vita a Niarb ed un porcospino nei pantaloni di quelli che gli vogliono male.

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    Pubblicato da viman | 24 luglio 2013, 9:16 am
    • Mirabile Viman, sei un vulcano. E’ un onore essere l’Ercolano dei tuoi saggi lapilli.
      Ed è difficile darti torto. (Non che lo voglia fare a priori, è chiaro, in ogni caso sarebbe comunque difficile 🙂 )

      Una sola nota: dici “Le chiappe, non ci credo. Vengono dopo, quando la panza è piena e l’avvenire assicurato.”
      Mortali come siamo, sono proprio le chiappe a garantirci un avvenire. Perlomeno, i più si accoppiano (consciamente o inconsciamente) spinti da nient’altro che la necessità di proiettare il proprio brodino genetico oltre la propria morte, nel futuro più remoto.

      Diversamente, come diceva Lord Chesterfield (immagino fosse il magnate delle omonime sigarette), fare sesso avrebbe poco senso: si fa una gran fatica ad arrivare al dunque, il piacere in sè dura pochissimo, “e la posizione è ridicola”. 😀

      Povera signora Chesterfield…

      Detto questo, resto in attesa della tua teoria sulla quale hai birichinamente glissato. Di questi tempi c’è un gran bisogno di teorie, caro mio.
      E per chi non è d’accordo, porcospini a go-go!

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      Pubblicato da Niarb | 31 luglio 2013, 10:38 pm
  4. Nobile Niarb,
    adoro far di favella con coloro che, ogni tanto, mi danno ragione. Sopratutto se sono più intelligenti di mé.

    Perdonami se persevero nell’affermare che le chiappe ‘vengono dopo’. Il nobile travaglio dei lombi é certamente piacevole, ma serve ad assicurare la continuazione della specie, non la poravvivenza del lavoratore.
    Dubito molto che uno scampato alla 40 km di New York copulerebbe con Claudia Shiffer prima di scolarsi una damigiana di acqua. (e probabilmente anche dopo)

    Sul piano personale, é ancora vivo in mé il ricordo di quella grande c…ata che chiamavano servizio militare. Ebbene, dopo una marcia di venti kilometri in alta montagna, ti annunciano che il fottutissimo elicottero con il rancio non arriverà causa maltempo. Ti scavi un buco nella neve, rosicchi un calzino e cerchi di dormire. Se uni ti chiede l’ora, gli cavi un’occhio e gli sputi nel cervello.

    Se il mattino seguente, il fottutissimo elicottero, invece del rancio caldo, scarica Belen nuda, dopo mezz’ora, restano solo le ossa !

    Dai retta, nella vita reale anche Rocco Siffredi se cade in un pozzo, lo tirano fuori trè giorni dopo e scopre che gli stà andando a fuoco la casa, se incontra Monica Bellucci, le frega il portafoglio.

    Non credo che le mie teorie piacerebbero a Jared. Visto come manipola: arco, frecce e parole, gente così é meglio non inimicarsela.

    Tantopiù che ho finito la scorta di porcospini.

    Grazie per l’ospitalità

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    Pubblicato da viman | 2 agosto 2013, 5:09 am
    • Esimio Viman, l’immagine di Rocco Siffredi che frega il portafoglio a Monica Bellucci credo campeggerà a lungo sullo schermo del mio immaginario erotico-giudiziario
      Schermo che, d’altra parte, non registra spesso il tutto esaurito.

      Ma ti ringrazio anche per l’interessante suggerimento: recarsi a New York in occasione della maratona, NON partecipare, offrire ai prestanti atleti damigiane di acqua ghiacciata, ed approfittare quindi della frustrazione delle eventuali fotomodelle tedesche rimaste ignorate a bordo pista. Pregevole! 😉

      Infine, i tuoi racconti di vita militare (spassosissimi, specie per chi non li ha vissuti) mi fanno apprezzare ancora di più la scelta che feci all’epoca di scegliere il servizio civile. Per noi delle milizie del Panda, il rischio più atroce era essere di turno di mattina presto, in inverno, magari in una stazione, in uno di quei tristi banchetti con le spille e le magliette. Oppure dover riparare la staccionata di un parco rovinata dai tassi (tassi reali, non tassi di interesse). O, ancora, dover chiamare per la sesta volta nella stessa giornata i Vigili del Fuoco per passare la chiamata dell’ennesima vecchietta con un gatto intrappolato su un albero.

      Eppure, credici o no, neanche a noi hanno mai sganciato sulla testa una Belen nuda. Ma neanche in montgomery, o con le pinne.

      Mi domando cosa occorra fare perché accada. …e quindi mi tengo il dubbio: fosse successo, o fossi andato anni fa a NewYork con tutta quell’acqua, mi sarei forse evoluto meglio?

      Tu dici di no. Mi auguro tu abbia ragione. 😉

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      Pubblicato da Niarb | 6 agosto 2013, 3:51 pm
      • Saggio Niarb, beato (si fà per dire) tu che hai potuto scegliere. Ai miei tempi, la scelta era limitata trà: 18 mesi di naya e 19 di carcere militare a Gaeta. Io, giusto per non fare discriminazioni, mi sono fatto i 18 mesi + uno per ricuperare il carcere di rigore che mi avevano appioppato. È dire se avevo avvelenato l’esistenza a quei cretini impomatati, dal sergente istruttore in sù.

        Però, da quello che dici, il servizio civile non era uno scherzo. Quella dei tassi poi, ma dove l’hai fatto, nello Yukon?
        È proprio vero che la Fortuna é cieca, ma la scarogna ha una mira da cecchino.

        Comunque é finita però, se incontro un generale che stà annegando, invece del salvagente gli lancio una macina da mulino.

        Non ti assillare, non avresti potuto evolverti meglio. Sei già al sommo, di più farebbe extraterrestre.

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        Pubblicato da viman | 8 agosto 2013, 2:50 am

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