Italia bella

Dagli archivi CIA: l’Italia, la P2, e il teatrino dei favolosi anni ’80

Per la serie “Figure di tolla in ambito internazionale”, detta anche “Ecco quello che pensa(va)no di noi – ed è dura dargli torto”, ecco a voi un simpatico memorandum dell’Ufficio per le Analisi Politiche del Governo degli Stati Uniti sulla situazione politica italiana, redatto nel 1981 e desecretato dalla CIA una ventina d’anni più tardi.

Ve lo anticipo: non ci facciamo una gran figura. Non c’era ancora Berlusconi, non c’era Casini, non c’era Bersani, non c’erano Scilipoti, la Santanchè, la Minetti, Previti, Bossi, Scajola né tutto il resto della cage aux folles. Non c’era nemmeno il Trota. Ma non ci facciamo comunque una gran figura.

Il documento originale, qui integralmente tradotto dalle magiche app del mio iGloo, grazie al Freedom Of Information Act è reperibile sul sito della Central Intelligence Agency a questo indirizzo.

La traduzione è in italico (e va quindi letta inclinando la testa leggermente verso destra), mentre i miei commenti sono tra parentesi. Per motivi di sicurezza.

Dagli archivi CIA - Freedom of Information Act

Introduzione

L’aspetto più imponderabile della situazione italiana resta l’impatto del cosiddetto “scandalo della loggia massonica” sulla classe dirigente del Paese e sulle sue istituzioni democratiche.

Le accuse di aver cospirato per creare “uno stato all’interno dello Stato” hanno già toccato tutti i principali partiti, comunisti esclusi, e si sono estese al mondo dell’impresa, dell’università, e alla stampa. E’ comunque possibile che lo scandalo sia stato sopravvalutato, e che farà il suo corso per poi venire gradualmente insabbiato – è lo schema tipico della maggior parte degli scandali italiani.

(Hanno ragione? Hanno ragione. C’è da andarne fieri? NON c’è da andarne fieri)

 

Cionondimeno, le ricadute dello scandalo hanno portato a uno stallo tra democristiani e socialisti a proposito di quale dei due partiti dovrà fornire al paese il prossimo Presidente del Consiglio.

(Se possibile, quello con meno rogna, grazie)

 

Date le pressioni che questa crisi sta ponendo sulla formula italiana di coalizione di centro-sinistra, pressioni che non si potranno risolvere senza un ricorso al voto anticipato, ne segue che il Paese non avrà altra scelta che prendere tempo su tutte le decisioni più importanti sia di politica interna che di politica estera.

(“‘so ragazzi”, verrebbe da dire)
(“‘so cojoni”, in alternativa)

 

Testo

Alla pubblicazione delle liste dei membri della loggia, che contenevano i nomi di molti ministri, il capo dei socialisti Craxi ha pensato di sfruttare lo scandalo come un’occasione per alimentare le sue ambizioni, e ha rifiutato di avallare un tentativo di rimpasto. I democristiani, timorosi di cedere simbolicamente il proprio primato nella politica italiana, hanno respinto la collaborazione che Craxi offriva in cambio della Presidenza del Consiglio.

(Oh, questa sì è realpolitik. Eversione, scandalo, ambizioni, ricatti, egoismi, ritorsioni, e rimpasti. E tutto in meno di quattro righe)

 

I comunisti, ansiosi di tornare a ritagliarsi un ruolo nel processo decisionale di governo, hanno espresso il loro tacito supporto ai socialisti, nel tentativo di allontanare il partito di Craxi dai democristiani.

(Ecco, con anche i frustrati, il quadro è completo)

 

Questa situazione di stallo probabilmente si protrarrà fino all’importante scadenza delle elezioni regionali della prossima settimana. Sia i socialisti che i democristiani cercano un voto di fiducia per riaccendere le rispettive speranze di ottenere la Presidenza del Consiglio. Solo nell’improbabile eventualità di risultati elettorali molto netti (forte crescita di un partito e corrispondente perdita secca dell’altro) si potrebbe risolvere il problema della guida del governo. E’ invece molto più probabile che il risultato sia inconcludente, per cui i partiti sceglieranno come ultima opzione quella di portare il Paese anticipataemnte alle elezioni nazionali – probabilmente in autunno.

(Ma perché il tempo passa solo per noi mortali, mentre la politica vive in un eterno “Giorno della marmotta”?)

 

Oltre alla classe politica, lo scandalo ha travolto anche buona parte dei servizi segreti italiani. Dopo l’accusa di appartenenza alla loggia P2, i capi dei servizi sono stati temporaneamente sospesi. Gruppi terroristici come le Brigate Rosse hanno colto al volo l’occasione per intensificare la propria attività. Nel breve termine, questi sviluppi sembrano ostacolare gli sforzi antiterroristici italiani, anche se è improbabile che i danni provocati dallo scandalo possano durare a lungo. Se anche tutte le persone implicate fossero costrette a dimettersi, [sarebbe la dirigenza a scomparire, mentre] i quadri e i lavoratori non se sarebbero toccati. E anche i servizi segreti sarebbero in grado di assorbire il colpo.

(Cioè: quelli sputtanati dagli scandali, quelli che hanno mentito e rubato, sono i membri della classe dirigente. E se per caso sparissero dalla faccia della Terra tutti quanti, domani mattina, non cambierebbe assolutamente niente. Quelli invece che lavorano, si fanno il mazzo e mandano avanti il Paese, sono le classi inferiori. Quelli che non vanno in giro a cazzeggiare in logge segrete. Quelli non contano un tappo ma, pensa te, lavorano)

 

Il fallimento da parte dei partiti di ricostruire una coalizione ha ritardato gli sforzi per stabilizzare l’economia Italiana. Fondamentali politiche deflazionarie (blocco delle retribuzioni del settore pubblico e revisione degli schemi di indicizzazione – indexation scheme) restano quindi sulla lista delle buone intenzioni. L’inflazione continua a galoppare ad oltre il 20%, e il deficit di bilancio resterà sempre considerevole.

(Ehi, non provate anche voi un senso di deja-vu?)

 

Le riserve complessive italiane appaiono sufficienti per coprire qualsiasi fuga improvvisa di capitali, nel prossimo futuro, in caso di pressioni speculative sulla lira.

(Mmm, qui in effetti la situazione è leggermente cambiata. Le riserve monetarie italiane hanno fatto più o meno la fine delle riserve degli indiani nel Far West.)

 

In ogni caso, senza rapidi miglioramenti riguardo alla situazione del deficit e dell’inflazione, non si può escludere una crisi monetaria simile a quella che l’Italia sperimentò nel 1976. La Banca d’Italia si è fatta carico di fare i necessari aggiustamenti, in assenza di un programma economico efficace da parte del governo. I funzionari di Bankitalia, comunque, sostengono che una politica monetaria, da sola, non sia sufficiente per rispondere alle crescenti preoccupazioni economiche italiane.

(Amen)

 

Una crisi politica prolungata avrà anche un ruolo importante nel determinare l’orientamento di Roma al prossimo Summit Economico di Ottawa. A questo meeting, il rappresentante italiano cercherà quasi sicuramente di mantenere un profilo ancor più basso del solito.

(Ah, quindi a livello internazionale anche senza scandali o altri guai facciamo normalmente questa bellissima impressione…)

 

Dovendosi muovere con la massima cautela, è difficile che possa opporsi a iniziative economiche importanti, ma allo stesso tempo si farà scudo dell’incertezza politica italiana come scusa per evitare di prendere impegni precisi.

(Insomma: ci chiamano ai vertici internazionali per fare la triplice figura di burattini, vermi e conigli. E nessuno dei tre con accezione positiva)

 

Inoltre, cercherà di trasmettere alle sue controparti internazionali che gli attuali problemi interni italiani non rappresentano una minaccia per le istituzioni democratiche del Paese, e avranno un impatto secondario sulla capacità da parte di Roma di assolvere ai suoi obblighi internazionali.

(Per chi se la vuol bere…)

 
Perché mi sono preso la briga di tradurre e pubblicare queste due paginette?

Da un lato, per restituire un giusto senso di prospettiva. All’estero c’è gente che ci vede così, da un sacco di tempo, e non se ne stupisce nemmeno più.

Dall’altro, per una piccola puntina di sadismo di carattere personale: se voi che leggete vivete nel XXI secolo, forse scorrendo queste righe vi ha attraversato la mente un pensiero del tipo “Porcaccio l’emiciclo, ma perché non riusciamo a imparare niente, neanche dal passato più recente?”.

Beh, volevo farvi capire che cosa provo spesso io, cronista dei vostri tempi, che scrive dal futuro.

 

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Discussione

2 pensieri su “Dagli archivi CIA: l’Italia, la P2, e il teatrino dei favolosi anni ’80

  1. MA E’ MERAVIGLIOSO! Qui c’è tutta la storia dell’Italia del dopoguerra in poche righe!
    Sì sì, è proprio il giorno della marmotta! Gli ANNI della marmotta!!!
    Certo che dopo vent’anni di Lega, tangentopoli, conflitto di interessi, trattative stato-mafia, inciuci ecc. la storia della P2 fa quasi tenerezza.

    Mi piace

    Pubblicato da SaraM | 4 luglio 2012, 1:10 pm
    • Beh, SaraM, non è che un capolavoro di questo genere si possa improvvisare al primo tentativo.
      Per riuscire a incasinare allo stadio attuale un Paese che, di suo, aveva il patrimonio storico e artistico più imponente al mondo, alcuni tra gli scenari naturali più unici ed evocativi del globo, l’arte culinaria più riconosciuta a livello siderale, una lunga storia di scoperte scientifiche e innovazioni tecnologiche, le industrie più prestigiose nel campo del lusso, della meccanica, della chimica e dell’alimentare, e uno stile di vita invidiato anche dai delfini… per sprecare tutto questo, non è che potevano bastare vent’anni di psiconani, ballerine e tronisti. Il lavoro è necessariamente dovuto iniziare molto prima.

      Lo dico sempre ai miei studenti: ragazzi, preparatevi sempre, non fate le cose raffazzonate. Un lavoro fatto bene è un lavoro che si pianifica da tempo.

      (La P2, tsé. Dilettanti allo sbaraglio…)

      Mi piace

      Pubblicato da Niarb | 22 luglio 2012, 11:32 am

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