Italia bella

Giulio schizza

La confessione di Giulio Andreotti.

Ovviamente, si tratta di fiction.  Giulio Andreotti non ha mai parlato – non lo avrebbe mai fatto, né sotto tortura, né sotto farmaci, né in estasi mistica.  Per fargli il download dell’anima non sarebbe bastato l’esorcista più scafato, né l’hard disk di Wikileaks.

Però al cinema riescono, certe magie.  Ed ecco qui.

 
Scena: un uomo solo, composto, in uno studio antico e lussuoso, le mani in grembo.  La confessione dura due minuti, comincia come un sussurro, poi il tono cresce fino a diventare un urlo, e sull’ultima frase ritorna un sussurro.

Ovviamente, è un’opera di fantasia.
Però.

 
(sussurrato)

“Livia, sono gli occhi tuoi pieni che mi hanno folgorato un pomeriggio andato al cimitero del Verano […]. Gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sapevano, non sanno e non sapranno, non hanno idea, non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese.”

 
(parlato)

“Per troppi anni il potere sono stato io.  La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene.  La contraddizione mostruosa che fa di me un uomo cinico e indecifrabile anche per te, gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sanno la res-pon-sa-bi-li-tà.”

 
(tono crescente)

“La responsabilità diretta o indiretta per tutte le stragi avvenute in Italia dal 1969 al 1984, e che hanno avuto per la precisione 236 morti e 817 feriti.  A tutti i familiari delle vittime io dico sì, confesso, confesso, è stato anche per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa.  Questo dico anche se non serve.”

 
(urlato)

“Lo stragismo per destabilizzare il Paese, provocare terrore per isolare le parti politiche estreme e rafforzare i partiti di centro come la Democrazia Cristiana.  L’hanno definita ‘strategia della tensione‘, sarebbe più corretto dire ‘strategia della sopravvivenza’.  Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto, Giovanni, Mino, il caro Aldo: per vocazione o per necessità, ma tutti irriducibili amanti della verità.  Tutte bombe pronte ad esplodere che sono state disinnescate col silenzio finale.”

 
(tono calante)

“Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta, e invece è la fine del mondo.  E noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta.  Abbiamo un mandato, noi, un mandato divino.  Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene.  Questo Dio lo sa…”

 
(torna un sussurro)

“e lo so anch’io.”

 
Scongelato dal film “Il divo” di Paolo Sorrentino, 2008.
 

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Discussione

9 pensieri su “Giulio schizza

  1. non ne sapevo un caZio. E ora ho riscoperto l’interesse per quel film. Che sicuramente non vedrò facilmente: non esistono più videoteche dalle nostre parti.

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    Pubblicato da cavallogolooso | 20 luglio 2013, 5:12 pm
    • I film l’hanno rispolverato di recente, in occasione della dipartita terrena dell’interessato. E, ti dirò, la cosa mi ha abbastanza sorpreso. E’ un lavoro decisamente surreale, ma del resto è la storia che racconta ad essere surreale.

      Curiosamente, è la NOSTRA storia.

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      Pubblicato da Niarb | 23 luglio 2013, 7:46 pm
      • oggi ho scoperto quella citazione de il gattopardo che puoi vedere su FB … e penso che spieghi molte cose. Il “sapere aude” è stato travisato, e spesso ne fanno uso persone che non hanno mai chinato la testa della propria pigrizia di fronte al sapere. Questa, secondo me, è una delle componenti che poi si mischia come un olio alla paura … ma ne è compartecipe… è un genere di paura (e ora io sono un esperto di paura, mi scorre nelle vene da mesi) che viene dall’incompetenza e dalla nascosta consapevolezza del fatto che essere competenti renderebbe padroni della propria vita. Quella paura, invidia… tutte queste cose mescolate creano quel sottobosco, quella fauna umana che siamo noi Italiani… meschini.

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        Pubblicato da cavallogolooso | 24 luglio 2013, 9:42 am
        • Urca, hai una pagina FB più ricca dell’Ansa. La citazione mi è sfuggita.
          Comunque non so se gli italiani siano più o meno meschini di (per dire) i salvadoregni, gli scozzesi o i watussi.
          So solo che quello che ci distingue dagli altri è che noi non siamo un popolo (non lo siamo mai stati).
          Siamo sessanta milioni di individui, e ragioniamo di conseguenza.

          Questo sì che deve fare paura.
          Questo, e un’altra stagione di “Porta a porta”.

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          Pubblicato da Niarb | 31 luglio 2013, 11:27 pm
  2. Dubito molto che sia più interessante di Topolino.
    I monologhi sono sempre deprimenti, sopratutto se fatti (recitare) a posteriori e senza contraddittorio.
    Con questo sistema si potrebbe far dire qualunque cosa a chiunque.
    Uno che ci crederà si trova sempre !
    Brutto sistema.

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    Pubblicato da viman | 20 luglio 2013, 6:33 pm
    • Come ho scritto, si tratta di un’opera di fantasia.
      La verità storica potrebbe anche essere diversa, chi lo sa.
      Magari Andreotti era una specie di Clark Kent che ha combattuto le mafie e gli intrighi più di chiunque altro. Uno completamente disinteressato al potere e incapace di manovrare gli altri.
      Magari aveva solo paura del diavolo e della kryptonite.

      Per quanto mi riguarda, però, tendo a preferire le spiegazioni semplici, quelle a potenziale più basso, quelle che uniscono tutti i puntini con linee rette e non con ghirigori.

      Non credo che i terremoti siano provocati da battaglie sotterranee tra le legioni di Belzebù e i sopravvissuti di Atlantide. Non credo che i cambiamenti climatici siano provocati dalle scie chimiche di jet malvagi. Non credo che le cacche che mi trovo alla mattina sulla macchina siano provocate dagli UFO che svuotano i posacenere proprio sopra casa mia. E non credo che chi mi fa sparire continuamente gli occhiali siano dei maledetti folletti irlandesi.

      Credo però che quella frase là sopra spieghi quarant’anni di storia recente in maniera terribilmente logica e lineare.
      Poi resta un’opera di fantasia e non un atto processuale, verissimo, e ognuno di noi può prenderla come gli pare.

      Anche se, lo ammetto, alcune delle vecchie storie di Topolino erano davvero molto ganze.

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      Pubblicato da Niarb | 23 luglio 2013, 8:03 pm
  3. Vista così, niente da dire.
    Siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
    Riempio gli stivali di ceci e parto in pellegrinaggio a Lourdes

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    Pubblicato da viman | 24 luglio 2013, 6:46 am

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